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  • Aumentano i costi dei carburanti

    Aumentano i costi dei carburanti

    Purtroppo l’inizio dell’anno ha riservato agli automobilisti una sgradita sorpresa: la fine degli sconti sulle accise di diesel e benzina.

    Questo ha significato un aumento di circa 18 centesimi al litro, che sommato agli aumenti del costo industriale dei carburanti ha portato i carburanti a costare alla pompa il 20% in piú, con aumenti che incidono mediamente oltre 10 euro per pieno.

    E il governo anziché assumersi le responsabilitá della cosa, magari dicendo chiaramente che mancavano i soldi in cassa per poter mantenere attiva l’agevolazione ha tentato di scaricare la colpa degli aumenti sui distributori che anzi hanno mantenuto aumentato la benzina meno del dovuto per cercare di calmierare parzialmente gli aumenti, tentando di imporre impossibili price cap o di esporre pena salatissime multe cartelli con il prezzo medio, ottenendo  come risposta una serrata degli impianti, che ricordiamo hanno degli utili veramente risicati e sono le prime vittime di questi aumenti.

    In pratica il governo lancia il sasso e nasconde la mano e il conto lo pagano gli automobilisti quando fanno rifornimento, che non hanno altro modo per difendersi che cercare il distributore con le tariffe piú basse.

    Infatti cambiare auto di questi tempi per cercarne una che consumi meno ha veramente poco senso dato che le consegne per le auto nuove vanno a rilento con tempi di consegna di svariati mesi e soprattutto prezzi schizzati alle stelle, sia perché i listini sono aumentati e sia perché essendoci poca disponibilitá i rivenditori non hanno interesse a farsi la guerra sul prezzo.

    Quindi non ci resta che dotarsi di una app sul cellulare sulla quale controllare dove costa meno rifornire, ma evitando magari di fare troppi chilometri extra per raggiungere il distributore scontato, specie se la segnalazione del prezzo non fosse troppo recente, cosa che vanificherebbe il risparmio, utilizzando il self service ed eventuali promozioni fedeltá per cercare di grattare il maggior sconto possibile.

    Al limite si puó pensare di condividere l’auto coi colleghi o di muoversi quando possibile a piedi, in bici o coi mezzi pubblici.

    E poi mettersi l’anima in pace, tra guerre, normative ambientali sempre piú stringenti e mosse politiche poco lungimiranti é difficile che il prezzo alla pompa scenda a breve.

    Voi vi siete accorti dei rincari? Come pensate di mettervi al riparo? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti!

  • Cosa comprare al Black Friday

    Cosa comprare al Black Friday

    Ebbene , eccoci al quarto venerdí di novembre, e quindi passato il giorno del ringraziamento si aprono gli acquisti natalizi con delle super offerte come da tradizione.

    Sicuramente la parte del leone é di Amazon, che oltre agli articoli nuovi fá pure uno sconto extra sugli articoli ricondizionati, e considerando che spesso i prodotti sono pari al nuovo si possono avere dei prodotti che altrimenti sarebbero fuori budget.

    white smart speaker on the table

    Ma sul nuovo non mancano offerte veramente gustose, da quelle piú classiche per i dispositivi Amazon: dagli assistenti vocali Echo Dot che si possono avere con meno di 20 euro e che diventano un regalo gradito e poco costoso, a quelli con lo schermo Echo Show o la versione per automobile Echo Auto tutti super scontati.

    Da tenere d’occhio per i regali i vari smartwatch e fitness tracker, ce ne sono diversi interessanti anche per chi ha un budget ridotto, cosi come i prodotti personali come rasoi, epilatori, asciugacapelli, spazzolini elettrici, piastra per capelli, con sconti interessanti e spesa minima.

    Altre idee simpatica da regalare e che si trovano ben scontati sono i prodotti audio, come cuffie, casse bluetooth, soundbar, auricolari, giradischi.

    Grande classico l’informatica: in queste occasioni non mancano i notebook, i monitor, le componenti come ram, dischi ssd di cui fare scorta per tutto l’anno, schede video e accessori come mouse, tastiere, tappetini mouse , supporti per monitor, luci a led, penne usb sempre ben scontati

    Altro classico sono i Videogames, se trovare le console é sempre difficile, non mancano i giochi e gli accessori sia per Xbox, che per Playstation o per Nintendo tra cui i controller sempre utili e da tenere d’occhio.

    Non possono mancare Tv e decoder, specie per il nuovo digitale terrestre, e la fotografia, dalle fotocamere alle schede di memoria, agli obiettivi, alle luci, le borse e i treppiedi, cosi come gli articoli per il Fai da te e super alcolici per nonni e papá.

    Classici immancabili i Giocattoli , gli Orologi e i gioielli sia da donna che da uomo , i piccoli elettrodomestici per la casa, cosi come gli articoli di abbigliamento, le borse e le scarpe , ricordandoci che casomai la taglia fosse sbagliato o il regalo non fosse gradito é possibile la restituzione sino al 31 gennaio per i prodotti venduti da Amazon.

    person tying ribbon on purple gift box
  • Come riscaldarsi spendendo di meno

    Come riscaldarsi spendendo di meno

    Come sapete tra pandemie, guerre e inflazione il costo dell’energia è aumentato vertiginosamente, quindi diventa essenziale  volenti o nolenti ridurre i consumi.

    Non voglio dilungarmi sulle cause del problema che sono piú politiche che reali, ma sugli effetti che dobbiamo subire quando arrivano le bollette. 

    Infatti riscaldare o raffrescare la nostra casa , indipendentemente da come lo facciamo, consuma energia ed essendo questa alle stelle tenere acceso l’impianto ci costerá di piú e considerando che l’esigenza di riscaldarci non muta all’aumentare dei prezzi quello che possiamo fare è cercare di limitare i consumi: da una parte contenendo gli sprechi, ad esempio evitando di tenere accese stufe e condizionatori quando non siamo presenti nella stanza ed evitando di aprire le finestre quando sono in funzione , se possibile efficientando gli impianti per consumare meno, magari cambiando tecnologia o riducendo le dispersioni e dall’altro cercare di ridurre orari di esercizio e temperature, per risparmiare energia pure a scapito del nostro comfort.

    Quest’ultima soluzione forse é la piú rapida, economica e anche quella piú facile da attuare: abbassare il termostato e/o tenere acceso per meno tempo l’impianto di riscaldamento a costo di indossare in casa una maglia piú pesante o usare una coperta in piú sicuramente riduce i consumi, ma non risolve completamente il problema.

    Altra soluzione é quella di intervenire sugli impianti: cambiare una vecchia caldaia o una stufa a pellet con un sistema piú efficiente consente risparmi considerevoli, soprattutto se si fá una scelta oculata dell’impianto, anche perché si puó scegliere un combustibile piú economico e dalla maggiore resa. L’esempio piú classico é la pompa di calore , di cui vi parlavo in precedenza, che consente efficienze importanti e che se coadiuvato da pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo permette anche di scaldare o raffrescare la casa a costo zero. 

    Il problema é che diventa un investimento importante che ha senso in presenza di incentivi o in fase di ristrutturazione dell’abitazione, un pó meno se lo scopo é solo quello di ridurre le bollette, anche perché si spera che nel futuro i prezzi dell’energia possano tornare a prezzi piú umani di quelli attuali in un tempo piú breve di quello necessario per riuscire ad ammortizzare i costi di un nuovo impianto. 

    Anche se c’e’ da dire che comunque difficilmente l’energia tornerá ai prezzi a cui eravamo abituati prima della crisi , ragione per il quale se comunque avevamo un impianto vecchio o particolarmente energivoro comunque potrebbe comunque valere la pena farsi qualche calcolo o preventivo per la sostituzione, mentre in presenza di impianti piú moderni dove la differenza di consumi sarebbe meno importante potrebbe non valerne la pena. 

    Altra soluzione sulla carta sarebbe quella di cambiare gestore energetico, ma purtroppo le condizioni dei nuovi contratti sono sicuramente peggiori di quelli sottoscritti in epoca pre crisi, quindi i margini di manovra saranno limitati, fate comunque dei preventivi ma fate molto bene i vostri conti magari affidandovi a qualche consulente indipendente e non al primo venditore che vi propone un contratto.

    Insomma ci dovremo rassegnare almeno per un certo periodo a pagare bollette particolarmente pesanti, quindi ogni contromisura che possiamo attuare merita quantomeno di essere vagliata. Voi avete altre idee o suggerimenti? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti.

  • Caffe’ a casa: espresso o moka?

    Parliamo di caffè : quando lo prendiamo a casa c’e chi preferisce la classica moka e chi non può fare a meno di un espresso con la macchinetta come quello del bar.

    Gusti a parte, sia che facciate parte del team moka o di quello espresso c’e da capire che entrambe le soluzioni hanno dei pro e dei contro. 

    Sicuramente l’espresso, soprattutto utilizzando una macchinetta a cialde o a capsule, ha dalla sua la comodita’ e la rapidita’ nell’erogare la nostra bevanda preferita ma ha un pesante contro: il costo di cialde e capsule.

    Infatti se e’ lecito pensare di pagare un po di piu’ per la comodità di non dover dosare e smaltire il caffè in polvere e di attendere diversi minuti sul gas la nostra caffettiera, quello che forse non e’ noto a tutti e’ il prezzo al chilo del caffè monodose, specie se lo raffrontiamo al caffè in polvere che possiamo utilizzare nella classica caffettiera, ma anche nelle macchine espresso senza cialde.

    A seconda del tipo di macchina, della marca e qualita’ del caffe’ e della quantita’ di cialde o capsule acquistate una singola capsula può costarci anche 40 centesimi, e considerando mediamente che una capsula contiene 5 grammi di caffè, significa che lo stiamo pagando 80 euro al chilo : un enormita’ se consideriamo che una confezione da un chilo di caffè in polvere al supermercato la si può portare a casa anche con 6 euro.

    Ovviamente ci sono caffè e caffe’, sia per marca e che per qualità e ognuno ha i propri gusti, e anche al supermercato i caffè in polvere di qualità costano cari , ma anche prendendo il più costoso del supermercato lo avremmo pagato al chilo sempre meno delle capsule.

    Anche con cialde e capsule si può risparmiare parecchio, soprattutto rispetto ai prezzi di listino dei caffè venduti direttamente dal produttore della macchinetta, che vuoi per marketing e vuoi per ripagare i costi della macchinetta fornita sottocosto o in comodato d’uso spesso rientra dei costi sul costo dei caffè, un po’ come succede per le stampanti: dove usando le cartucce compatibili si spende molto meno rispetto alle originali.

    Con le capsule e’ la stessa cosa, molte torrefazioni, anche molto famose producono capsule compatibili con le macchinette più comuni consentendo di pagarle molto meno e con una qualita’ pari se non superiore all’originale, tanto che ora si trovano queste compatibili anche nei supermercati, vendute anche col marchio dello stesso supermercato.

    Ovviamente piu’ quel tipo di macchinetta e’ diffusa e piu’ si trovano capsule di concorrenza, valutate anche questo aspetto quando scegliete il tipo di macchinetta da comprare, magari le macchinette per un certo tipo di capsule costano di meno, ma non trovando o avendo poca scelta di compatibili pagherete i vostri caffè molto di piu’.

    Esistono anche negozi specializzati in cialde e capsule compatibili e siti web che giocando con le quantita’ riescono a spuntare prezzi molto convenienti , soprattutto se si fanno ordini sostanziosi, che permettono tralaltro di ammortizzare o eliminare i costi di spedizione, che incidono sostanzialmente se si acquistano poche capsule alla volta: pagando 8 euro di spedizione su 100 capsule significa pagare 8 centesimi in più a caffè, ma se ne acquistiamo 500 la spedizione incide per poco più di 1 centesimo a caffè, e magari al superamento di un certo valore ci viene pure omaggiata.

    Soprattutto in rete e’ possibile usare i comparatori di prezzo per cercare cialde e capsule compatibili, facendo come detto attenzione ai costi di spedizione, ma anche alla qualita’ del caffe: quel caffè ci deve piacere, inutile fare un ordine di 1000 cialde a un prezzo convenientissimo per poi scoprire che quel tipo di caffè non ci piace.

    Ad ogni modo usando qualche accortezza il costo della nostra cialda o capsula si riduce parecchio, ma difficilmente per le capsule si scende sotto i 10 centesimi a pezzo che sono comunque 20 euro al chilo : sempre più caro del caffè in polvere, ma almeno con una differenza più giustificabile dalla comodita’ delle capsule.

    L’alternativa per chi non ama il caffe’ della moka e non vuole svenarsi e’ la macchinetta espresso a polvere o addirittura quelle in grani che macinano direttamente i chicchi di caffè‘ : entrambe danno la possibilita’ di utilizzare qualsiasi tipo di caffe’ senza vincoli di sorta.


    C’e’ pero’ da considerare che le macchine a capsule sono standardizzate, quindi bene o male hanno una qualita’ simile a parita’ di tipo di capsula, mentre con quelle a polvere la resa può variare parecchio da macchina a macchina, quindi a parita di caffe‘ ci sara’ una differenza sostanziale tra una macchina e l’altra, cosa che presuppone che si debba mettere più attenzione nella scelta della macchina magari evitando di acquistare macchinette troppo economiche se non le abbiamo provate, e sopratutto prediligendo macchine di qualita’.

    Cialde ESE

    E per chi ha questo genere di macchine esiste anche una soluzione di compromesso tra la comodità e i costi: sono le cialde ese, quelle in carta che possono essere messe nel misurino del caffè e che essendo molto semplici da produrre hanno dei prezzi al chilo non troppo distanti dal caffè in polvere, e che si trovano facilmente anche nei supermercati.

    Esistono anche macchine che vanno esclusivamente a cialde ese che quindi non permettono l’uso di caffè in polvere , e quindi condividono con i vari sistemi a capsule , generalmente in alluminio o in plastica come i vari Nespresso, Dolce Gusto, A modo mio e simili l’obbligo di rifornirsi soltanto di quel tipo di caffè.

    Insomma farsi un caffè a casa e’ un argomento più complicato di quello che può sembrare ma con qualche dritta si può risparmiare.

    Voi conoscevate questi trucchi, ne avete degli altri? Avete dei dubbi, bisogno di consigli o avete suggerimenti da dare? Scrivetelo nei commenti.

  • Stand-by: Spegnere i nostri apparecchi ci conviene davvero?

    Stand-by: Spegnere i nostri apparecchi ci conviene davvero?

    Coi prezzi della corrente alle stelle e’ bene per quanto possibile limitare i consumi, cercando di limitare gli sprechi.

    Ci sono tante buone norme da seguire , come ad esempio se abbiamo la tariffa bioraria programmare la lavatrice di modo che lavori quando l’energia costa meno e qualche falso mito, ai limiti delle leggende metropolitane.

    Uno di questo verte sugli apparecchi che vanno in stand-by, cioe’ che anche da spenti sono collegati alla rete elettrica e che quindi segnalano la cosa con l’accensione di un piccolo led, secondo qualcuno basterebbe tagliare la corrente spegnendo la ciabatta dove questi apparecchi sono collegati , per spegnere questi questi led e risparmiare cifre stratosferiche.

    In realtà quello che si risparmia e’ poca roba, se sommassimo il consumo in standby di tutti questi led della casa, anche ammettendo di pagare l’energia cara potremmo risparmiare non più di un paio di euro l’anno, ma quello che andiamo a perdere e’ molto di piu’.

    Perdiamo infatti gli aggiornamenti automatici dei dispositivi, soprattutto quelli smart come tv e decoder che si aggiornano quando sono in standby per non disturbare durante l’uso normale del dispositivo, perdiamo anche nei tempi di accensione, lo stare in standby infatti evita al dispositivo di dover fare la procedura di boot, cosa che a seconda del dispositivo può richiedere diversi minuti, contro al massimo un paio di secondi per l’accensione se il dispositivo e’ gia collegato alla rete.

    Alcuni dispositivi possono essere controllati da remoto con una app o dagli assistenti vocali, se non hanno corrente questa funzione non può funzionare, oppure sono pensati per funzionare 24 ore su 24 come il router per la connessione internet , un telefono cordless, un hard disk di rete o gli stessi assistenti vocali e staccando la corrente non funzionerebbero.

    Ma soprattutto il mettere e togliere corrente e’ una fonte di stress per gli alimentatori dei dispositivi che potrebbero saltare proprio come può succedere quando manca la corrente, e se l’alimentatore si rompe i costi sono ben maggiori di quel paio di euro che abbiamo risparmiato: se siamo fortunati e l’alimentatore e’ esterno e magari di un tipo relativamente comune magari possiamo cavarcela con una trentina di euro, ma se l’alimentatore fosse interno dovremo considerare il costo della manodopera e la reperibilità del ricambio, che potrebbero non rendere conveniente la riparazione dell’apparecchio, questo significa magari dover spendere 1500 euro per ricomprare un televisore, che si e’ rotto per risparmiarne uno o due, il gioco e’ valso la candela?

    Questo non significa che alcuni dispositivi non possano essere spenti dalla presa in maniera sicura, ma bisogna capire esattamente il loro funzionamento e ciò che fanno in standby, sicuramente un dispositivo smart , domotico o collegato alla rete, che non e’ altro che una sorta di computer progettato per stare sempre attaccato alla corrente non può essere scollegato allegramente, magari dei dispositivi più semplici come una stufa o una abat jour anche se si stacca la ciabatta dall’interruttore non hanno di che soffrire, anche se il loro risparmio energetico sara’ ancora inferiore.

    Purtroppo le leggende metropolitane sono tante, e prima di mettere a rischio salute e funzionalità dei nostri dispositivi, soprattutto quando il risparmio e’ esiguo e’ bene capire cosa si sta facendo.

    Voi ne eravate al corrente? Staccate i dispositivi ogni notte o li lasciate accesi? Avete dei dubbi, bisogno di consigli o avete suggerimenti da dare? Scrivetelo nei commenti.

  • La shrinkflation : come ci nascondono gli aumenti

    La shrinkflation : come ci nascondono gli aumenti

    Sappiamo che ormai per una concausa di fattori tutto sta aumentando in maniera ben piu’ considerevole di quanto accadeva in passato e fare la spesa incide sempre di piu’ nei bilanci familiari.

    Dato che aumentano i costi delle materie prime , dei trasporti e della produzione , questo non permette alle aziende di tenere invariati i loro listini, dovendo giocoforza rivederli al rialzo, anche se qualcuno lo fa in maniera quantomeno discutibile.

    photo of woman pushing cart

    Ovviamente se i prezzi aumentano si e’ portati a lasciare sullo scaffale quel determinato prodotto che e’ aumentato di prezzo, specie se dopotutto non era così essenziale: se il pacchetto di patatine o il cioccolato aumenta di prezzo , diciamo da 1 euro a 1,10 euro , magari a malincuore potremmo decide di farne a meno.

    Ma se continuasse a costare 1 euro probabilmente lo continueremo ad acquistare, anche se la quantita’ di prodotto fosse minore del solito, ed e’ qui che nasce il trucco.

    Infatti se la nostra solita tavoletta di cioccolato anziché pesare 100g pesasse 90g, probabilmente non ce ne accorgeremo nemmeno, soprattutto se la confezione rimane la stessa a cui siamo abituati e quindi convinti inconsciamente che non sia aumentata continueremo ad acquistarla, ma in questo modo e’ come se quella stessa tavoletta la avessimo grossomodo pagata 1,10 euro.

    Quello che e’ cambiato e’ il prezzo al chilo anziché 10 euro al chilo, e’ diventata 11,11 euro al chilo. Il gioco funziona intervenendo sulle confezioni: se la grandezza dell’involucro e’ la stessa ma la quantità diminuisce ci troviamo ad aver pagato un prezzo più alto.

    Un  metodo simile e’ anziché diminuire la grammatura , ad esempio delle confezioni di caffè da 250 grammi improvvisamente dimagrite a 225, o bottiglie da un litro diventate da 900 ml, e’ quella di variare  la quantità dei prodotti contenuti nella confezione: una confezione di merendine che abitualmente ne conteneva 6, potrebbe contenerne 5 mantenendo lo stesso prezzo, oppure cambiare la confezione di vendita a 8 pezzi aumentando il prezzo della confezione ma anche il prezzo al kg disorientando il consumatore che giustifica l’aumento di prezzo per il numero maggiore di pezzi non accorgendosi di avere pagato di piu’ al kg.

    Poi certe volte alcuni produttori giocano al limite della truffa coprendo con scritte etichette il livello per non far percepire che a parità di confezione il prodotto e’ di meno, o ancora cambiano la forma della bottiglia con una della stessa altezza ma più stretta.

    Non si tratta ovviamente di una truffa , perché il peso o la quantità deve essere indicata per legge sulla confezione, ma di una pratica poco trasparente. Per accorgercene dovremmo porre piu’ attenzione al prezzo al chilo , che comunque i supermercati sono tenuti ad indicare, e meno al prezzo della confezione sopratutto se dobbiamo confrontare due prodotti simili cercando di risparmiare.

    E’ un giochino psicologico del marketing, che sfrutta la nostra pigrizia e le nostre abitudini, che richiede un po più di attenzione del solito per potercene accorgere, che ricorda quando prendendo un biglietto aereo low cost facciamo lo slalom tra le opzioni inserite a tradimento, o quando attiviamo un periodo di prova gratuito ad un servizio online con rinnovo automatico: se ci sappiamo muovere e stiamo attenti non ci frega ma appena abbassiamo la guardia rimaniamo fregati.

    Voi conoscevate questo trucco, ve ne siete accorti facendo la spesa al supermercato? Avete dei dubbi, bisogno di consigli o avete suggerimenti da dare? Scrivetemelo nei commenti,

  • Come gestire gli aumenti energetici

    Riprendiamo il discorso degli aumenti energetici che hanno colpito le nostre bollette a causa dei noti eventi sanitari prima e geopolitici dopo, situazione che ha fatto schizzare la componente energia di quasi 5 volte nel giro di pochi mesi, e nonostante gli interventi del governo che hanno calmierato alcune voci come gli oneri di sistema, l’impatto sulla bolletta è mediamente di un raddoppio della spesa a parità di consumi rispetto all’anno scorso.

    Con questi aumenti diventa essenziale tutelarsi per cercare di ridurre il costo delle bollette, certamente possiamo limitare i consumi ed evitare gli sprechi, cosi come usare i nostri dispositivi energivori nelle fasce orarie più economiche o sostituirli con modelli più efficienti.

    Ma tutto questo potrebbe non bastare, e una buona idea potrebbe essere cambiare gestore elettrico: con le tariffe attuali anche un minimo risparmio sul costo del kilowattora significa una cifra importante risparmiata in bolletta, sempre che le tariffe del nostro gestore non siano più basse di quelle attuali, specie se abbiamo stipulato dei contratti sul mercato libero con un prezzo bloccato prima degli aumenti dei costi dell’energia.

    Il problema semmai è capire se cambiando ci conviene bloccare il costo dell’energia per un certo periodo di tempo cosa che se ci mette al riparo da aumenti nel breve periodo può ritorcerci contro quando i prezzi, si spera il prima possibile, scenderanno, soprattutto se si aderisce a delle promozioni che se per un periodo possono farci risparmiare parecchio ci vincolano a restare con quel gestore alle tariffe di listino alla scadenza della promozione.

    antique bills business cash

    Certamente ci si può aiutare coi comparatori, come il portale offerte che fa capo all’autorità statale ARERA, di cui vi spiegavo in vecchio articolo il funzionamento, e dove inserendo alcuni dati presi dalla bolletta si può preventivare il costo annuo dell’energia con vari gestori presenti nella nostra zona, anche comparandolo con il servizio di maggior tutela e dandoci gli estremi delle offerte dei gestori più convenienti , che potremmo contattare per sottoscrivere il contratto, sempre che non sia vincolato a particolari condizioni.

    Va anche tenuto conto delle tempistiche del cambio, visto che generalmente saranno necessari almeno 30 giorni di tempo per il passaggio e nel frattempo le condizioni potrebbero essere variate, soprattutto se abbiamo scelto una tariffa fissa e non una variabile in base al costo pagato dal gestore elettrico.

    Ad ogni modo è quantomeno indispensabile fare un preventivo e soprattutto verificare per bene le clausole contrattuali, specie per quelle offerte che sembrano particolarmente convenienti.

    Voi avete altri suggerimenti in merito o avete qualche dubbio? Scrivetelo pure nei commenti, come al solito li leggeremo e vi risponderemo.

  • Tutto sta aumentando. Cosa possiamo fare?

    La situazione energia per vari fattori sia sanitari che geopolitici ha fatto schizzare il costo dell’energia alle stelle, quindi le nostre bollette o solo fare il pieno alla nostra auto ci costa molto di più di quanto ci costasse solo qualche mese fa, ma anche semplicemente fare la spesa è diventato sempre più difficile, dato che i prezzi risentono degli aumenti dei costi di energia e trasporti.

    Ma cosa possiamo fare per limitare i danni? Sicuramente una strategia è quella di limitare i consumi, tagliando quelli non necessari, facendo particolarmente attenzione ad evitare gli sprechi: anche la tv o una lampadina dimenticata accesa nel suo piccolo contribuisce ad aumentare la bolletta. Se abbiamo un contratto elettrico bi-orario cerchiamo di evitare di utilizzare gli elettrodomestici più energivori nelle fasce di picco, magari utilizzando un timer per far partire la lavatrice o la lavastoviglie nelle ore notturne.

    Sicuramente sostituire un elettrodomestico con un più efficiente o sfruttare gli incentivi per l’efficientamento energetico delle nostre case può farci ridurre le nostre bollette, specialmente per la parte relative al riscaldamento delle nostre case: già sostituire una stufetta elettrica con un sistema a pompa di calore di ultima generazione, con i costi dell’energia alle stelle attuali si ripagherà in poco tempo

    Ovviamente questo non è il momento migliore per acquistare prodotti elettrici ed elettronici, sia per la scarsità di prodotti disponibili sul mercato sia per i costi di trasporto e delle materie prime lievitati che si ripercuotono sui prezzi: ma se ciò porta a un risparmio dei nostri costi energetici o comunque ci serve meglio comprarlo adesso prima che possa ulteriormente aumentare di prezzo, viceversa se non è nulla di necessario o se comunque il risparmio che ci porta è minimo forse può essere meglio attendere tempi migliori.

    Scegliere il momento giusto di fare un acquisto e magari fare scorta o anticipare l’acquisto di qualcosa che avevamo in mente di acquistare può essere una buona strategia: ad esempio dato che i prezzi di alcuni prodotti alimentari come quelli a base di grano o di pomodoro è previsto che aumentino non è sbagliato fare scorta di prodotti a lunga conservazione come pasta e pelati, in modo da averli pagati un pò meno, nella speranza che i prezzi nel futuro, quando avremo finito le scorte, ritornino a valori più accettabili.

    Purtroppo però non abbiamo la sfera di cristallo per sapere se un prodotto continuerà ad aumentare o se ha già raggiunto il suo picco e quindi se come in borsa è il momento giusto di comprare o meglio aspettare, anche se le prospettive per molti beni non fanno presagire nulla di buono, cosi come le previsioni sull’inflazione ci lasciano presupporre, e anche per questo come vi spiegavo in un precedente articolo è il momento di non tenere i soldi fermi in banca.

    E come per un investimento dovremo ragionare sulla nostra bolletta: il momento è buono per cambiare gestore cercandone uno più economico, visto che il costo dell’energia è schizzato alle stelle, anche solo grattare qualcosa può significare parecchio per il nostro portafoglio.

    Insomma le azioni che possiamo mettere in pratica sono diverse e sicuramente ne abbiamo dimenticata qualcuna, se ne avete altre da suggerire o se avete qualche dubbio o consiglio scrivetelo pure nei commenti, come al solito li leggeremo e vi rispondemo.

  • Proteggersi dall’inflazione

    Proteggersi dall’inflazione

    Se c’è un’effetto collaterale evidente del covid è l’aumento dei prezzi: tutto è aumentato a causa sia delle difficolta produttive, che quelle del trasporto, alla carenza di materie prime, dalla mancanza di semiconduttori ai prezzi alle stelle dell’energia che hanno reso poco conveniente tenere attive certe produzioni: il risultato è uno solo, l’inflazione che se in primo momento si stimava potesse essere un fenomeno passeggero, sembra si stia avviando a diventare qualcosa con cui dovremo avere a che fare per tanto tempo.

    Ma come proteggerci dall’inflazione? Dipende tanto dalla nostra posizione, se fossimo dei debitori tendenzialmente potrebbe anche essere un vantaggio, soprattutto se il costo del denaro resta comunque basso, perchè se la rata rimane costante ci peserà meno lo sforzo necessario a ripagare il nostro debito, ma se invece riceviamo uno stipendio fisso al contrario diminuisce il nostro potere d’acquisto, cioè con la stessa cifra potremo comprare meno prodotti, anche perché a differenza di un libero professionista che può, almeno in teoria, stabilire i propri prezzi non abbiamo la possibilità di farci pagare di più se non provando a cambiare lavoro in cerca di un aumento di stipendio.

    Pertanto se non possiamo agire sulle entrare non possiamo fare altro che intervenire sulle nostre spese: cercando di spendere meno o meglio, evitando gli sprechi e facendo più attenzione ai conti e a risparmiare il più possibile: scegliendo magari il supermercato con i prezzi migliori e non il più comodo, acquistando confezioni più grandi o prodotti similari in offerta o più economici al posto del prodotto che compriamo abitualmente, cambiando le nostre abitudini , i nostri fornitori o i nostri contratti delle utenze, insomma facendo più attenzione alla nostra spesa: purtroppo la facoltà di poter scegliere solo in base ai nostri gusti o alla nostra comodità e non al portafoglio è un lusso che in tempi di magra può essere tagliato.

    Se invece abbiamo dei soldi fermi nel conto in banca è il momento di investirli, come dicevo in un articolo precedente se in condizioni normali coi tassi bassi o addirittura negativi tenerli fermi diventava un costo dato che gli interessi non remuneravano i costi di tenuta del conto e i relativi bolli , con l’inflazione che galoppa perderemo anche il potere d’acquisto del nostro capitale che già non maturava interessi e ora viene eroso dall’inflazione: facciamo un’esempio con cifre a caso: fra un’anno i miei mille euro fermi che se migliore delle ipotesi non sono diventati magari 980 perchè ho dovuto pagarci i bolli e il canone del conto, potrò comprarci gli stessi beni che ora posso comprare con 950, se voglio che tra un’anno possa comprare le stesse cose che compro ora con 1000 euro, quei 1000 euro devono diventare diciamo 1050 e per farlo non ho altro modo che investirli di modo che possano fruttare.

    Quindi ora piu che mai diventa essenziale capire come investire, in sicurezza e con il profilo di rischio adatto alle nostre esigenze, magari evitando degli strumenti inadatti a chi non è esperto, o peggio sonore fregature rifilate da qualche promotore finanziario o impiegato di banca poco serio, dato che qualsiasi investimento presuppone un rischio , che sarà più o meno marcato a seconda dei prodotti ma è sempre presente.

    Cio significa che non ci si può più cullare sugli allori, ma se non si vuole rinunciare al proprio tenore di vita è necessario attuare delle contromisure per riuscire ad incassare il colpo dell’inflazione senza soccombere: certo significherà rinunciare a qualche comodità o a del tempo per studiare le soluzioni del caso, ma con un po’ di accortezza si riesce a fare fronte anche a quella tassa occulta chiamata inflazione.

  • Come risparmiare coi nostri acquisti quotidiani

    Come risparmiare coi nostri acquisti quotidiani

    Coi prezzi in aumento a causa degli effetti della pandemia e delle norme ambientali riuscire a risparmiare qualcosa nei nostri acquisti diventa essenziale per compensare i rincari.

    Vediamo come grattare qualche euro per degli acquisti che avremmo comunque fatto.

    Un’idea semplice può essere quella di iscriverci ai programma fedeltà delle varie catene di negozi e supermercati: usando la tesserina del negozio prima dell’acquisto si ottengono sconti speciali riservati ai titolari, spesso si ottengono in anteprima le offerte o dei buoni sconto speciali, oltre a partecipare a delle raccolte punti che possono essere interessanti se si fa spesa sempre in quel negozio e meno se si vanno a inseguire le offerte comprando da chi di volta in volta fa il prezzo migliore.

    Sempre in tema di iscrizioni è bene verificare che in qualità di iscritto ad un ente, un club, un’associazione o magari anche ad una semplice newsletter che non ci siano delle convenzioni o dei buoni sconto da scaricare o ricevere per mail per l’acquisto di determinati prodotti o da determinati negozi. A volte con questo sistema si riescono ad avere sconti anche su boutique monomarca, per prodotti continuativi, di lusso o a prezzo fisso o che solitamente non vengono scontati, specie se sono affini all’ente al quale siete iscritto ma anche su automobili, assicurazioni, viaggi, etc.

    Un’altra idea è quella dei codici sconto, che se un tempo erano quelli cartacei da ritagliare su giornali, volantini o nelle confezioni di altri prodotti della stessa casa e consegnare in cassa per ottenere uno sconto sull’acquisto, ora sebbene esistano ancora su carta, si sono digitalizzati e se ne trovano spesso in rete sia per l’acquisto in negozio che sui siti di e-commerce.

    Sono nati infatti decine di siti che, in base alle convenzioni con i più disparati negozi online, danno la possibilità di ottenere sconti passando per i loro link: il sito guadagnerà una piccola commissione sulla vostra spesa e voi avrete uno sconto, degli omaggi o l’accesso a qualche prodotto o iniziativa speciale.

    O ancora lo stesso concetto lo abbiamo con i siti di cashback: dove registrandosi e facendo l’acquisto in determinati negozi online passando per il sito si accumulano punti o crediti da convertire in denaro una volta raggiunta una certa soglia, pagati retrocedendo all’utente una parte delle commissioni che ricevono dal vostro acquisto.

    E qualcosa di simile avviene con influencer e recensori di prodotto, spesso grazie agli accordi con il produttore o un rivenditore in calce all’articolo o al video che parla di un certo prodotto c’è la possibilità di acquistarlo con delle agevolazioni riservate agli iscritti o ai visitatori.

    L’unica accortezza è verificare sempre che però non costi meno altrove: se è vero che si può accedere ad uno sconto presso un certo negozio non è detto che un negozio concorrente possa fare un prezzo finale ancora più basso per lo stesso articolo.

    Per questo un’idea è seguire i vari canali Telegram delle offerte, dove vengono prontamente segnalati con una notifica sullo smartphone offerte speciali, errori di prezzo e ribassi vari in tempo reale, in modo da fare l’acquisto prima che le scorte si esauriscano. Per farlo serve avere installato nel cellulare l’applicazione di messaggistica Telegram, un concorrente di Whatsapp, ricercare ed iscriversi ad uno o più di  questi canali e in caso vi venga segnalata un’offerta per voi interessante portare a termine l’acquisto il prima possibile seguendo il link che vi viene fornito, riuscendo a risparmiare cifre considerevoli, specie quando il sito di turno sbaglia a inserire il prezzo e non vi cancella l’ordine.

    Insomma con un po’ di inventiva, si riesce a risparmiare qualcosa anche in mezzo agli aumenti. Voi conoscevate questi trucchi? Ne avete degli altri? Avete dei dubbi o delle curiosita? Scrivetelo nei commenti!