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  • Come viaggiare in tempi di aumenti

    Come viaggiare in tempi di aumenti

    Ormai dopo la pandemia viaggiare é diventato molto piú costoso e quei viaggetti low cost tutto compreso al prezzo di una cena al ristorante sono ormai un lontano ricordo, e anche un solo volo in una capitale europea sta diventando un lusso: non siamo arrivati ancora ai livelli di trent’anni fa dove un volo in una capitale europea non costava meno delle attuali 600 euro ma ci stiamo avvicinando.

    E anche alberghi e ristoranti sono diventati parecchio piú cari, vuoi perché si é ridotta la concorrenza in quanto tante attivitá non hanno resistito ai vari lockdown e vuoi perché i costi di materie prime e energia sono schizzati alle stelle, e ovviamente questi aumenti si sono riverberati sui prezzi.

    Questo significa dover fare molta piú attenzione nella pianificazione dei nostri viaggi e nello spendere il budget a nostra disposizione se non si vuole rinunciare alle nostre vacanze.

    woman walking on pathway while strolling luggage

    E la parola d’ordine é pianificare per tempo, senza lasciare all’ultimo momento la scelta di mezzi di trasporto e alloggi, e non parlo solo dell’aereo e dell’albergo  ma anche della navetta dall’aeroporto o l’autonoleggio: prenotando per tempo si possono risparmiare cifre importanti e magari compensare qualche inevitabile aumento.

    Nulla poi vi vieta , se avete scelto delle tariffe rimborsabili di cambiare idea e magari approfittare di una tariffa last minute comparsa sotto data, anche se generalmente le offerte piú vantaggiose prese per tempo non sono rimborsabili né modificabili.

    Altro suggerimento è quello di utilizzare i comparatori di prezzo per voli , autonoleggi e hotel cercando chi vi propone il prezzo migliore, ma non fermatevi alla prima ricerca.

    person pointing a location on the map

    Infatti i prezzi sono molto ballerini e variano in base anche a quando e da dove é stata fatta la ricerca, quindi teoricamente si riesce a risparmiare qualcosa quando meno gente cerca quel volo o quella sistemazione, ad esempio è piú probabile che i prezzi siano piú bassi nelle serate infrasettimanali dove ci saranno meno richieste dagli uffici o dai turisti che solitamente fanno le ricerche nei weekend.

    Inoltre se faceste la stessa ricerca da un paese diverso, piú povero o raramente interessato a quella destinazione potreste ottenere prezzi piú bassi, magari grazie anche a un cambio piú favorevole, in tal caso potreste utilizzare una vpn e a localizzarvi in un paese straniero per capire se si risparmia qualcosa.

    Altro suggerimento , se stiamo puntando quella destinazione da un po di tempo è rifare la stessa ricerca anche in modalitá incognito del browser, per ingolosire i clienti potrebbero esserci dei prezzi piú vantaggiosi alla prima visita del sito rispetto a chi visita spesso, o anche trovarsi con piccoli aumenti pensati per mettere fretta agli utenti indecisi che tornano sulla pagina e che sono spinti a comprare prima che aumenti ulteriormente.

    woman taking pictures of ruins

    E soprattutto una volta individuato l’hotel, il volo o l’autonoleggio piú economico andiamo a fare la stessa ricerca nel sito dell’hotel o della compagnia, probabilmente troveremo un prezzo piú basso in quanto le varie piattaforme online non possono piú pretendere l’esclusiva sul prezzo piú basso, quindi teoricamente prenotando direttamente alla fonte non si paga la commissione che la piattaforma richiede alla struttura e che quindi potrá essere scontata dal prezzo finale.

    Ricordiamoci poi che il prezzo varia tantissimo a seconda della richiesta: in caso di eventi, mete gettonate, periodi di punta i prezzi possono variare sostanzialmente , se le date a nostra disposizione sono fisse magari cerchiamo una destinazione meno inflazionata mentre se vogliamo proprio vedere quella località magari cerchiamo in una diversa data: se coincide con una fiera o un evento i voli e hotel saranno pieni facendo lievitare i costi, magari anticipando o posticipando anche solo di una settimana si rischia di spendere la metá.

    Ma quando é il momento giusto prenotare un volo? Non esiste una risposta univoca, perché ci sono tanti fattori da considerare, sicuramente fuori dai periodi di punta, è meglio non troppo in anticipo per non perdersi la possibilità di accedere a delle offerte: mediamente 3-5 settimane prima sui voli a corto raggio e 5-6 mesi prima su quelli internazionali sono un buon compromesso per risparmiare, sempre che come detto le date non coincidano con eventi o periodi di punta: in quel caso meglio prenotare prima possibile perché i prezzi non potranno che aumentare. Sicuramente quello che é da evitare , sopratutto con le low cost, é prenotare all’ultimo momento dato che i prezzi saranno notevolmente piú alti della media visto che le compagnie approfittano di chi non può fare a meno di prendere quel volo.

    Nella pianificazione dei voli é bene tenere a mente che orari e giorni della settimana o aeroporti meno comodi costano meno, quindi un volo che parte all’alba e/o da un aeroporto secondario generalmente costerá meno di un volo in orario comodo che evita la levataccia e che parte dall’aeroporto principale che potete raggiungere direttamente con la metro.

    tourist in front of hungarian parliament building

    Ulteriore consiglio è approfittare delle offerte stagionali , generalmente lanciate quando la gente ha meno soldi da spendere dopo eventi o festività, o al lancio di nuove rotte. 

    Prima di partire informatevi in anticipo dei costi , sia per evitare truffe, sia per trovare delle soluzioni per pagare meno o suddividere le spese, cercate se sono disponibili delle tessere per risparmiare sui trasporti e sugli ingressi ai musei , informatevi prima su come e dove mangiare in maniera economica evitando il primo posto che capita o le trappole per turisti dove oltre a mangiare male vi fanno il colletto : magari spostandosi di 200 metri in una traversina troverete qualitá migliore e prezzi piú economici, forse pure frequentato dalla gente del posto.

    Procuratevi in anticipo delle guide,  sia quelle che si comprano in libreria, che hanno il vantaggio di non scaricarsi e di non consumare traffico dati, oppure quelle gratuite e aggiornate che si trovano su internet e utilizzabili tramite lo smartphone, il tablet o un ebook reader o tramite dei pdf che nel caso potrete stampare, magari coadiuvate da mappe e opuscoli reperibili gratuitamente negli uffici turistici.

    Insomma per viaggiare risparmiando la chiave è partire informati, organizzandosi in anticipo.

  • Risparmiare con capi imperfetti

    Risparmiare con capi imperfetti

    Quando vogliamo risparmiare qualcosa sull’acquisto di un prodotto costoso che non vogliamo acquistare a prezzo pieno abbiamo generalmente due opzioni: cercare un venditore che ci possa fare uno sconto importante facendo attenzione a non incappare in un falso o rivolgersi al mercato dell’usato.

    In realtá peró esistente una terza opzione, quella del prodotto imperfetto che a causa di un piccolo errore di produzione non rispetta gli standard di qualitá o magari oggetto di un reso di un acquisto online al quale mancano etichette, imballi o magari ha delle piccole macchie che possono andare via al primo lavaggio o che ha qualche graffio o difetto estetico che non ne pregiudica il funzionamento.

    Si tratta del classico prodotto che se si tratta di elettronica si trova nella sezione warehouse dei siti ecommerce come Amazon, oppure se si tratta di abbigliamento finisce negli outlet.

    Ma ultimamente anche questi prodotti outlet stanno iniziando a trovarsi anche online, in apposite sezioni di molti marketplace, come lo stesso amazon o ebay consentendoci di acquistare capi importanti con qualche piccolo difetto a prezzi sensibilmente piú bassi di quello da cartellino.

    L’alternativa per questo genere di capi é l’usato, e a parte i negozi specializzati, ci possono venire in aiuto app come Vinted o Wallapop, ma anche portali di annunci piú generalisti come Ebay o Subito, e magari Catawiki su oggetti particolari: prodotti di marca e di qualitá non passano di moda facilmente e si mantengono facilmente nuovi, al limite mettendo in conto di fargli un pó di manutenzione.

    Il prodotto di qualitá inoltre ha senso di essere riparato o ringiovanito da uno specialista che puó fare la necessaria manutenzione, ripristinare piccoli difetti, sia funzionali che estetici ad una frazione del valore residuo dell’oggetto, cosa che sarebbe antieconomica su un prodotto di poca spesa, dove la sola manodopera necessaria supererebbe il valore dell’articolo.

    Inoltre un prodotto di qualitá , a differenza di gran parte di quelli economici, tendenzialmente mantiene un suo valore nel tempo, quindi qualora non lo usassimo piú potremmo pensare di rivenderlo tramite le stesse app e recuperare facilmente parte della spesa, facendo un favore non solo alle nostre tasche ma anche all’ambiente dato che si risparmia di smaltire un capo vecchio ma soprattutto di produrne uno nuovo.

    Oppure si puó usare un pó di astuzia nell’acquisto da nuovo, specie nel periodo di saldi o iniziative promozionali, se abbiamo puntato un capo di qualitá di costo importante se siamo clienti abituali di una boutique possiamo farcelo mettere da parte di modo da essere i primi a comprarlo all’apertura degli sconti o se si tratta di un prodotto difficile da vendere a causa del cartellino, si puó trattare sul prezzo in un periodo di magra per il commerciante, quando sará piú propenso ad accettare una nostra proposta al ribasso se ha necessitá di incassare.

    Insomma il prodotto di qualitá ha tanti pregi, non ultimo di mantenere un suo valore residuo che gli permette di avere una seconda o forse una terza vita e potrebbe rivelarsi molto piú economico di quanto si possa credere guardando il prezzo di listino.

    Voi cosa ne pensate? Preferite il capo low cost o preferite quello di qualitá anche se si spende qualcosa in piú? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti!

  • I cd stanno per tornare di moda?

    I cd stanno per tornare di moda?

    Il mondo della musica negli ultimi tempi ha visto tanti cambiamenti, e se ormai lo streaming e comunque i formati digitali la fanno da padrone,  i vinili sono tornati di moda, probabilmente piú come feticcio da possedere per sostenere il cantante di cui siamo fan che non come supporto per ascoltare la musica.

    Infatti non é raro che molti acquirenti di dischi non abbiano neanche un giradischi o che ascoltino principalmente il disco che hanno acquistato, in forma digitale, magari scaricando i file ottenuti insieme al disco.

    Ma il vinile purtroppo ha un grosso limite, costa parecchio produrlo, spedirlo e distribuirlo e se davvero raramente verrá solcato da una puntina ha senso spendere 40 euro quando lo stesso titolo in cd da nuovo ne costa 10?

    Considerando poi che a differenza del passato, un disco moderno nasce in digitale e viene comunque convertito in analogico per potere essere stampato su vinile si perde anche filosoficamente il vantaggio di avere un costoso supporto analogico.

    Quindi per chi vuole solo la trasposizione fisica di un disco che poi ascolterá in streaming ha senso comprare un vinile a quei prezzi? 

    Probabilmente no, ma se si vuole possedere fisicamente quel disco, e magari risparmiare non solo solo soldi ma anche spazio nelle libreria, il modo più conveniente è di acquistare il tanto bistrattato cd.

    E’ finito fuori moda, è stato quasi completamente soppiantato dal ritorno del vinile nei pochi negozi di dischi superstiti ma in realtà è ancora vivo e considerato che è poco richiesto costa poco, soprattutto in confronto ai 33 giri.

    Così come costa poco riprodurlo, perché nonostante il lettore cd sia sparito dai nostri computer può essere letto da un qualsiasi lettore di dvd o blueray attaccato alla tv o con un lettore o un masterizzatore usb che si può ancora comprare con poca spesa.

    E a differenza delle cassette, altro formato concorrente dell’epoca, è piú facile riprodurlo, in quanto i lettori a cassette sono praticamente spariti dal mercato del nuovo e a differenza di cd o giradischi riesumare un apparecchio fermo da anni richiede molto probabilmente la manutenzione di un tecnico per la sostituzione delle cinghie sciolte dal tempo.

    collection of assorted music discs in shop

    Essendo il CD passato di moda qualcuno se ne disfa e si possono trovare titoli importanti su cd nelle bancarelle e nei mercatini al prezzo di un caffé o poco piú.

    Ed é il momento di approfittarne e farne incetta perché con il costo dei vinili che aumenta sempre, i cd anche da nuovi nel giro di qualche tempo sicuramente torneranno di moda come è stato per i vinili ed allora  i loro prezzi aumenteranno.

    white and black compact discs

    Probabilmente non arriveranno al livello attuale dei vinili in quanto piú economici da produrre, ma è verosimile che possano arrivare a costare la metá del costo attuale di un vinile, e se abbiamo comprato oggi un cd a 2 euro magari nel giro di qualche anno potrebbe tranquillamente costarne 20, quindi diventare paradossalmente pure un ottimo investimento.

    collection of compact disc

    Inoltre si trasportano piú facilmente, pesano ed ingombrano meno, e comunque non sono certo il male assoluto per l’ascolto dei nostri album, se poi col costo di un solo vinile nuovo magari ci portiamo a casa 10 cd usati forse è anche un modo piú democratico per avvicinarci alla musica e magari scoprire degli artisti che non conoscevamo.

    Voi come ascoltate la musica? In streaming , su vinile o usate il tanto bistrattato cd? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti

  • Cosa comprare al Black Friday

    Cosa comprare al Black Friday

    Ebbene , eccoci al quarto venerdí di novembre, e quindi passato il giorno del ringraziamento si aprono gli acquisti natalizi con delle super offerte come da tradizione.

    Sicuramente la parte del leone é di Amazon, che oltre agli articoli nuovi fá pure uno sconto extra sugli articoli ricondizionati, e considerando che spesso i prodotti sono pari al nuovo si possono avere dei prodotti che altrimenti sarebbero fuori budget.

    white smart speaker on the table

    Ma sul nuovo non mancano offerte veramente gustose, da quelle piú classiche per i dispositivi Amazon: dagli assistenti vocali Echo Dot che si possono avere con meno di 20 euro e che diventano un regalo gradito e poco costoso, a quelli con lo schermo Echo Show o la versione per automobile Echo Auto tutti super scontati.

    Da tenere d’occhio per i regali i vari smartwatch e fitness tracker, ce ne sono diversi interessanti anche per chi ha un budget ridotto, cosi come i prodotti personali come rasoi, epilatori, asciugacapelli, spazzolini elettrici, piastra per capelli, con sconti interessanti e spesa minima.

    Altre idee simpatica da regalare e che si trovano ben scontati sono i prodotti audio, come cuffie, casse bluetooth, soundbar, auricolari, giradischi.

    Grande classico l’informatica: in queste occasioni non mancano i notebook, i monitor, le componenti come ram, dischi ssd di cui fare scorta per tutto l’anno, schede video e accessori come mouse, tastiere, tappetini mouse , supporti per monitor, luci a led, penne usb sempre ben scontati

    Altro classico sono i Videogames, se trovare le console é sempre difficile, non mancano i giochi e gli accessori sia per Xbox, che per Playstation o per Nintendo tra cui i controller sempre utili e da tenere d’occhio.

    Non possono mancare Tv e decoder, specie per il nuovo digitale terrestre, e la fotografia, dalle fotocamere alle schede di memoria, agli obiettivi, alle luci, le borse e i treppiedi, cosi come gli articoli per il Fai da te e super alcolici per nonni e papá.

    Classici immancabili i Giocattoli , gli Orologi e i gioielli sia da donna che da uomo , i piccoli elettrodomestici per la casa, cosi come gli articoli di abbigliamento, le borse e le scarpe , ricordandoci che casomai la taglia fosse sbagliato o il regalo non fosse gradito é possibile la restituzione sino al 31 gennaio per i prodotti venduti da Amazon.

    person tying ribbon on purple gift box
  • Perché la bolletta sta aumentando

    Perché la bolletta sta aumentando

    Una cosa che non possiamo negare di questi tempi è l’aumento spropositato delle nostre bollette, che a sentire tv e giornali pare essere conseguenza della guerra in Ucraina. 

    In realtá non é proprio cosi, in quanto le bollette stavano giá aumentando prima del conflitto, che semmai ha peggiorato le cose ma non é la causa diretta.

    Tutto dipende da come i prezzi dell’energia vengono stabiliti che a causa di regolamenti astrusi nati per favorire i produttori di energia rinnovabile ci si stanno ritorcendo contro in un momento dove anche a causa del conflitto e delle speculazioni finanziarie legate alla futura disponibilitá del gas, si alzano i costi della principale materia prima dell’energia verde, proprio quando si era deciso di limitare la produzione di energia da carbone e nucleare.

    Infatti è il meccanismo del prezzo marginale che si usa obbligatoriamente per determinare i costi dell’energia ad essere il problema: infatti chi produce energia non la vende a un prezzo di produzione piú un suo corretto margine di guadagno, ma la mette all’asta al prezzo di produzione, sapendo che le verrá pagata per legge a un prezzo piú alto, quello del fornitore che potrá garantire la  quantitá di energia necessaria a quell’asta.

    Facciamo un esempio se il fabbisogno fosse di 100 unita e io produttore A ne ho disponibili 20 che vendo a 1 euro, il mio concorrente B ne ha 30 che vende a 1,50 euro, un altro ancora C ne ha altre 40  che vende a 2 euro , e D altre 50 che vende a 3 euro: il sistema , tramite il meccanismo dell’acquirente unico, comprerá le mie 20, le 30 di B, le 40 di C  e 10 delle 50 di D per soddisfare il fabbisogno di 100 unitá ma le pagherá a tutti 3 euro cioé il prezzo che fá D, quello piú alto del lotto, in questa maniera D non ci perde, mentre A, B e C guadagnano. Questo meccanismo nasce per favorire i produttori di energie rinnovabili che in condizioni normali costerebbe di piú produrre rispetto a sistemi piú inquinanti, potendo competere ad armi pari.

    Purtroppo peró con il gas alle stelle sarebbe piú economico comprare l’energia da fonti rinnovabili, che invece si vedono tassare gli extra profitti con le regole appena introdotte per calmierare il mercato, quindi non incrementano la produzione costringendo ad usare l’energia prodotta con il gas che é quella piú cara al momento e comprandola al prezzo di quella prodotta con il gas: insomma un bel pasticcio al quale si aggiunge il fatto che il prezzo del gas viene determinato non con il prezzo di mercato fatto dal fornitore, ma tramite i futures piazzati alla borsa di Amsterdam, dove gli speculatori comprano il gas al prezzo attuale ma lo rivendono a un prezzo sostanzialmente piú alto scommettendo sulla futura indisponibilitá del gas facendone alzare i prezzi, giocando sul fatto che sostituire il gas russo richiede ingenti investimenti e soprattutto lunghe tempistiche che possono portare ad una prolungata mancanza di prodotto sul mercato che ne farebbe schizzare i prezzi, dato che è essenziale per la produzione di energia e difficilmente rimpiazzabile con altre fonti.

    Insomma un problema nel problema, che unita alla poca voglia di una soluzione diplomatica al conflitto ucraino, e anzi con la possibile fine della globalizzazione per tornare a un mondo diviso in due schieramenti come ai tempi della guerra fredda , porterá i costi dell’energia, specie in Europa fortemente dipendente dal gas russo, ad aumenti dei costi dell’energia veramente consistenti almeno sino a quando, e se sará possibile, verranno trovate delle fonti energetiche alternative.

    Le aspettative quindi non sono per nulla rosee a meno di importanti decisioni politiche in seno al parlamento Europeo, che non sembrano all’ordine del giorno.

    Voi cosa ne pensate? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti.

  • E’ il momento giusto di cambiare computer?

    E’ il momento giusto di cambiare computer?

    Molti di voi sicuramente hanno pensato di cambiare o di comprare un nuovo computer e se per circa due anni i prezzi sono stati particolarmente cari  a causa dei problemi del covid e della richiesta di computer e tablet per poter lavorare e studiare da casa in questo periodo le cose vanno un pò meglio.

    Certo non ci troviamo ai prezzi pre pandemia, ma complice la stagione estiva dove la richiesta è storicamente inferiore e la minor convenienza nell’utilizzo delle schede video per il mining per le criptovalute ha portato ad avere maggiore disponibilità e di conseguenza prezzi più umani.

    Ovviamente è una situazione temporanea perché in caso di ritorno massiccio allo smartworking in caso di lockdown la richiesta di prodotti riprenderà ad aumentare e così i prezzi, tralaltro nuovi aumenti saranno all’orizzonte da qui a qualche mese a causa del deprezzamento dell’euro : con la parità tra dollaro e euro  dato che i prodotti tecnologici vengono pagati in dollari alle case produttrici dato che noi paghiamo in euro in futuro ci costerà di più acquistarli, quindi è bene approfittarne prima che aumentino i listini.

    Il momento quindi è propizio per cambiare il pc, anche perchè grosse novità tecniche che consigliano di procrastinare l’acquisto non ce ne sono e se beccate qualche offerta interessante potrebbe essere il momento giusto di premere il grilletto e portarvi a casa un nuovo portatile o un nuovo pc da gaming.

    Certo sarà difficile farsi un pc da gaming decente con 600 euro come si poteva fare con un pò di sforzo prima della pandemia, ma si riuscirà a pagare una scheda grafica a prezzi di listino se non inferiori e senza doverla attendere per mesi e strapagarla come avveniva nei periodi di lockdown dove la sola scheda grafica costava più di un computer preassemblato completo.

    Diciamo che sino a settembre/ottobre dovremmo riuscire a comprare bene, poi dipenderà da cosa ci riserverà il mercato, anche se le avvisaglie di prossimi aumenti ci sono tutte, basti vedere i prezzi dei nuovi apple m2 in confronto ai precedenti m1: se anche le altre case seguiranno lo stesso trend c’è da aspettarsi aumenti dei listini importanti e lancio posticipato dei nuovi prodotti, quindi ragione in più per rinnovare la nostra tecnologia quest’estate.

    E se avete in mente di finanziarie il vostro acquisto tenete a mente che i tassi dei finanziamenti stanno salendo con l’aumento del costo del denaro previsto dalla banca centrale europea, quindi prima accendiamo un eventuale finanziamento e meno interessi andremo a pagare a parità di importo.

    Voi avete in mente di cambiare computer o pensate di attendere ancora qualche tempo? Fatecelo sapere nei commenti.

  • Le polizze viaggio: un alleato per le nostre vacanze

    Le polizze viaggio: un alleato per le nostre vacanze

    Visto il periodo probabilmente ci accingiamo a partire per una meritata vacanza sempre che gli aumenti legati all’inflazione ce lo permettano.

    E purtroppo chi ha fatto un preventivo per una vacanza si è accorto che i prezzi sono saliti alle stelle, un pò per la voglia di riprendere a viaggiare dopo gli stop imposti dal covid che alla minore offerta ricettiva dato che molte strutture non hanno riaperto, con il risultato che la disponibilità si è saturata e quindi i prezzi si sono alzati.

    Purtroppo però anche chi riesce a partire non lo fa con la giusta tranquillità e spensieratezza tra covid, guerre, possibilità di scioperi e annullamenti del viaggio , come quello che succede negli aeroporti di molte parti del mondo bloccati a causa della carenza di personale: non si viaggia certo tranquilli, e magari unito agli aumenti dei prezzi ci potrebbe far desistere dal voler fare una meritata vacanza.

    Per fortuna ci viene incontro un prezioso alleato, specie in questi tempi: la polizza di viaggio: si tratta di una polizza assicurativa che ci può coprire a seconda delle coperture scelte e della compagnia  spese mediche, annullamento del viaggio, spese dovute ad una possibile quarantena, rimborso del costo dei tamponi, riprotezione in caso di problemi, copertura degli infortuni, rimborso in caso di smarrimento del bagaglio e assistenza in caso di problemi.

    I costi non sono affatto proibitivi, le spese per la copertura di un singolo viaggio possono variare da una ventina di euro fino a 200 euro a seconda delle coperture e della destinazione, costo che verrà abbondantemente ripagato in caso di un piccolo o grande inconveniente che ci potrebbe rovinare la vacanza: dal semplice bagaglio smarrito che ci costringe a dover ricomprare i nostri effetti personali, al non impossibile tampone positivo in vacanza che potrebbe costringerci ad una quarantena o a un ricovero con pesanti conseguenze per il nostro portafoglio

    Queste polizze si fanno facilmente online anche fino al giorno prima della partenza, inserendo i propri dati e degli eventuali compagni di viaggio inclusi nella stessa polizza e si paga con carta di credito ottenendo a stretto giro la copertura.

    Esiste inoltre a seconda della compagnia la possibilità di sottoscrivere , anziche una polizza che copra un solo viaggio, una polizza annuale che copra tutti i nostri viaggi all’interno dell’anno, consentendoci se siamo appassionati di viaggio di risparmiare, anche perchè più si viaggia e maggiore è il rischio che possano verificarsi costosi incidenti e si sa che specie all’estero queste spese possono essere particolarmente importanti.

    E’ un qualcosa a cui non si pensa per la vacanza, ma che specie di questi tempi dove viaggiare è sempre più complicato permette di potersi godere la vacanza con più tranquillità, specie in funzione del fatto che i costi sono tutt’altro che proibitivi, soprattutto perché un semplice tampone positivo potrebbe costarvi anche qualche migliaio di euro in caso di ricovero o di quarantena.

    Voi pensate di fare un’assicurazione di viaggio o preferite evitare? Avete qualche dubbio, commento o curiosità? Scrivetele nei commenti.

  • La shrinkflation : come ci nascondono gli aumenti

    La shrinkflation : come ci nascondono gli aumenti

    Sappiamo che ormai per una concausa di fattori tutto sta aumentando in maniera ben piu’ considerevole di quanto accadeva in passato e fare la spesa incide sempre di piu’ nei bilanci familiari.

    Dato che aumentano i costi delle materie prime , dei trasporti e della produzione , questo non permette alle aziende di tenere invariati i loro listini, dovendo giocoforza rivederli al rialzo, anche se qualcuno lo fa in maniera quantomeno discutibile.

    photo of woman pushing cart

    Ovviamente se i prezzi aumentano si e’ portati a lasciare sullo scaffale quel determinato prodotto che e’ aumentato di prezzo, specie se dopotutto non era così essenziale: se il pacchetto di patatine o il cioccolato aumenta di prezzo , diciamo da 1 euro a 1,10 euro , magari a malincuore potremmo decide di farne a meno.

    Ma se continuasse a costare 1 euro probabilmente lo continueremo ad acquistare, anche se la quantita’ di prodotto fosse minore del solito, ed e’ qui che nasce il trucco.

    Infatti se la nostra solita tavoletta di cioccolato anziché pesare 100g pesasse 90g, probabilmente non ce ne accorgeremo nemmeno, soprattutto se la confezione rimane la stessa a cui siamo abituati e quindi convinti inconsciamente che non sia aumentata continueremo ad acquistarla, ma in questo modo e’ come se quella stessa tavoletta la avessimo grossomodo pagata 1,10 euro.

    Quello che e’ cambiato e’ il prezzo al chilo anziché 10 euro al chilo, e’ diventata 11,11 euro al chilo. Il gioco funziona intervenendo sulle confezioni: se la grandezza dell’involucro e’ la stessa ma la quantità diminuisce ci troviamo ad aver pagato un prezzo più alto.

    Un  metodo simile e’ anziché diminuire la grammatura , ad esempio delle confezioni di caffè da 250 grammi improvvisamente dimagrite a 225, o bottiglie da un litro diventate da 900 ml, e’ quella di variare  la quantità dei prodotti contenuti nella confezione: una confezione di merendine che abitualmente ne conteneva 6, potrebbe contenerne 5 mantenendo lo stesso prezzo, oppure cambiare la confezione di vendita a 8 pezzi aumentando il prezzo della confezione ma anche il prezzo al kg disorientando il consumatore che giustifica l’aumento di prezzo per il numero maggiore di pezzi non accorgendosi di avere pagato di piu’ al kg.

    Poi certe volte alcuni produttori giocano al limite della truffa coprendo con scritte etichette il livello per non far percepire che a parità di confezione il prodotto e’ di meno, o ancora cambiano la forma della bottiglia con una della stessa altezza ma più stretta.

    Non si tratta ovviamente di una truffa , perché il peso o la quantità deve essere indicata per legge sulla confezione, ma di una pratica poco trasparente. Per accorgercene dovremmo porre piu’ attenzione al prezzo al chilo , che comunque i supermercati sono tenuti ad indicare, e meno al prezzo della confezione sopratutto se dobbiamo confrontare due prodotti simili cercando di risparmiare.

    E’ un giochino psicologico del marketing, che sfrutta la nostra pigrizia e le nostre abitudini, che richiede un po più di attenzione del solito per potercene accorgere, che ricorda quando prendendo un biglietto aereo low cost facciamo lo slalom tra le opzioni inserite a tradimento, o quando attiviamo un periodo di prova gratuito ad un servizio online con rinnovo automatico: se ci sappiamo muovere e stiamo attenti non ci frega ma appena abbassiamo la guardia rimaniamo fregati.

    Voi conoscevate questo trucco, ve ne siete accorti facendo la spesa al supermercato? Avete dei dubbi, bisogno di consigli o avete suggerimenti da dare? Scrivetemelo nei commenti,

  • Possiamo fare a meno del gas russo?

    Possiamo fare a meno del gas russo?

    Uno dei effetti della guerra in Ucraina e’ l’aumento dell’inflazione ma e’ un processo che e’ iniziato ben prima dell’inizio delle ostilità.

    Infatti già col covid il rallentamento delle produzioni e dei trasporti hanno portato a fare aumentare il costo delle materie prime, l’offerta è diminuita e i prezzi giocoforza sono aumentati, anche considerevolmente.

    E quando ad aumentare sono i costi dell’energia, a catena aumenta tutto, perché i beni per essere prodotti e trasportati hanno bisogno di energia e se costa di piu’ produrre, il prodotto verrà venduto a un prezzo più alto, oppure non sarà conveniente la produzione portando ad una scarsità di offerta a cui consegue un aumento dei prezzi perché chi ha la disponibilità del prodotto non avendo concorrenza può fare il prezzo che vuole.

    Purtroppo la cosa si sta accentuando con la guerra, perché ai problemi pre esistenti si somma la volontà politica di boicottare le materie prime russe, e per l’Europa questo e’ un problema perché, seppure in maniera differente a seconda del paese, dipende strettamente dal gas russo.

    Infatti la moda dell’ambientalismo estremo ha portato a eliminare la produzione di energia da fonti ritenute inquinanti, sostituendo la produzione con combustibili ritenuti più puliti e uno delle fonti principali e’ il gas, ma il gas non essendo presente in quantita’ importanti nel sottosuolo europeo si e’ costretto ad importarlo dai paesi che ne hanno a disposizione.

    Ci sono alcune nazioni europee che hanno comunque una certa disponibilita’ per soddisfare i propri fabbisogni e che soffrono meno del problema delle importazioni, altre che hanno la possibilita’ di produrre energia in maniera alternativa , ad esempio col nucleare, limitando la necessità di gas e ci sono paesi come l’Italia che non hanno fonti alternative né riserve di gas e che quindi per l’energia dipendono fortemente da altre nazioni.

    Se poi si aggiunge che in italia tra vincoli burocratici, veti di associazioni ambientaliste e proteste varie, anche provare ad estrarre gas dal nostro sottosuolo, o creare delle strutture per l’importazione e lo stoccaggio come rigassificatori e gasdotti diventa affare lungo e complesso, ai limiti dell’impossibile, ci si rende conto di avere pochi assi nella manica.

    E ora se si sceglie o si è costretti a fare a meno del gas russo da qualcun altro lo si deve pur comprare, non necessariamente migliore dei russi. Purtroppo in passato non si e’ mai effettuata una seria differenziazione dei fornitori, quindi ora ci si trova nei guai, anche perche’ le opere per permetterci di approvvigionarcene sono costose ma soprattutto richiedono tempo, e se in un paese efficiente servirebbe qualche anno per la loro costruzione, con la burocrazia italiana non e’ strano mettere in conto dover moltiplicare per 4 o 5 questi tempi

    Ovviamente non si e’ voluto in passato investire in forme di approvvigionamento alternative , sia per mancanza di lungimiranza che per un fattore economico: comunque la si guardi il gas russo costa meno, perche’ arriva da piu’ vicino, e soprattutto arriva direttamente con un tubo senza necessità , trasportandolo via mare, di doverlo prima trasformare in liquido e poi rigassificare, cosa che richiede impianti appositi che non abbiamo e costi piu’ elevati per il trasporto, oltre che una minore efficienza.

    Ma cosa si può fare per evitare di dipendere dal gas russo? Sicuramente si può cercare di acquistare da altri paesi, ma mettendo in conto di costruire delle infrastrutture che richiedono molto tempo e tanti investimenti, ma ci permettono di poter mettere in concorrenza i fornitori cercando di spuntare il miglior prezzo possibile, visto che comunque lo dovremo pagare piu’ caro.

    Si può cercare di sfruttare le nostre riserve, utilizzando i giacimenti presenti nel mare adriatico bloccati da delle normative ambientali che rendono impossibile lo sfruttamento dal versante italiano, ma non vietano ai paesi confinanti di attingere alle stesse stesse riserve.

    Si può cercare di produrre energia con altri sistemi, anche se più inquinanti: dal carbone al nucleare e cercare di massimizzare l’uso di fonti rinnovabili come eolico o fotovoltaico, ma prendendo coscienza che l’apporto che le rinnovabili potranno dare sara’ comunque limitato anche se per assurdo riempissimo ogni metro quadro di terreno incolto con pannelli e pale eoliche.

    Si può cercare di evitare gli sprechi efficientando il consumo, magari incentivando la sostituzione di impianti energivori con soluzioni piu’ moderne ed efficenti,  ma tenendo conto che il problema non si risolve abbassando di qualche grado le temperature nelle nostre case, perché il grosso dei consumi di energia del nostro paese fa capo alle nostre industrie: quell’energia serve per produrre, e se non si produce l’economia del nostro paese si ferma.

    Quella che infatti non si deve assolutamente fermare e’ la produzione, quello che a causa dei costi o della mancanza di energia non produciamo noi lo produrrà qualche altro paese, rubandoci il mercato, magari grazie a dei prezzi più bassi dovuti all’uso dello stesso gas russo che noi abbiamo deciso di smettere di comprare.

    Forse la Cina riuscirà a portarci via quelle produzioni di qualità che ancora avevamo in Europa, o forse si ritornerà ad una sorta di guerra fredda tra oriente ed occidente, dove con buona pace della globalizzazione dovremmo produrci a caro prezzo tutti i beni di nostra necessita: una cosa e’ certa, quei beni in futuro li pagheremo di più.

    Voi cosa ne pensate, avete delle soluzioni al problema? Avete dei dubbi, delle domande o delle curiosità: scrivetele nei commenti

  • Come gestire gli aumenti energetici

    Riprendiamo il discorso degli aumenti energetici che hanno colpito le nostre bollette a causa dei noti eventi sanitari prima e geopolitici dopo, situazione che ha fatto schizzare la componente energia di quasi 5 volte nel giro di pochi mesi, e nonostante gli interventi del governo che hanno calmierato alcune voci come gli oneri di sistema, l’impatto sulla bolletta è mediamente di un raddoppio della spesa a parità di consumi rispetto all’anno scorso.

    Con questi aumenti diventa essenziale tutelarsi per cercare di ridurre il costo delle bollette, certamente possiamo limitare i consumi ed evitare gli sprechi, cosi come usare i nostri dispositivi energivori nelle fasce orarie più economiche o sostituirli con modelli più efficienti.

    Ma tutto questo potrebbe non bastare, e una buona idea potrebbe essere cambiare gestore elettrico: con le tariffe attuali anche un minimo risparmio sul costo del kilowattora significa una cifra importante risparmiata in bolletta, sempre che le tariffe del nostro gestore non siano più basse di quelle attuali, specie se abbiamo stipulato dei contratti sul mercato libero con un prezzo bloccato prima degli aumenti dei costi dell’energia.

    Il problema semmai è capire se cambiando ci conviene bloccare il costo dell’energia per un certo periodo di tempo cosa che se ci mette al riparo da aumenti nel breve periodo può ritorcerci contro quando i prezzi, si spera il prima possibile, scenderanno, soprattutto se si aderisce a delle promozioni che se per un periodo possono farci risparmiare parecchio ci vincolano a restare con quel gestore alle tariffe di listino alla scadenza della promozione.

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    Certamente ci si può aiutare coi comparatori, come il portale offerte che fa capo all’autorità statale ARERA, di cui vi spiegavo in vecchio articolo il funzionamento, e dove inserendo alcuni dati presi dalla bolletta si può preventivare il costo annuo dell’energia con vari gestori presenti nella nostra zona, anche comparandolo con il servizio di maggior tutela e dandoci gli estremi delle offerte dei gestori più convenienti , che potremmo contattare per sottoscrivere il contratto, sempre che non sia vincolato a particolari condizioni.

    Va anche tenuto conto delle tempistiche del cambio, visto che generalmente saranno necessari almeno 30 giorni di tempo per il passaggio e nel frattempo le condizioni potrebbero essere variate, soprattutto se abbiamo scelto una tariffa fissa e non una variabile in base al costo pagato dal gestore elettrico.

    Ad ogni modo è quantomeno indispensabile fare un preventivo e soprattutto verificare per bene le clausole contrattuali, specie per quelle offerte che sembrano particolarmente convenienti.

    Voi avete altri suggerimenti in merito o avete qualche dubbio? Scrivetelo pure nei commenti, come al solito li leggeremo e vi risponderemo.