Viaggi e Tempo Libero

  • Viaggiare dopo la pandemia

    Se parlare di viaggi durante il lockdown dovuto al covid era quasi un tabù e le uniche notizie riguardavano la cancellazione e i rimborsi di viaggi aerei e hotel, ora che ci si inizia a intravedere un barlume di normalità e con l’estate che è ufficialmente arrivata il nostro corpo vorrebbe concedersi una vacanza.

    Ovviamente a seconda di come percepiamo il pericolo covid potremo essere piu o meno portati anche solo a pianificare le nostre vacanze: se siamo molto timorosi probabilmente l’unica vacanza che ci concederemo puo essere nella più vicina spiaggia della nostra regione, magari facendo una toccata e fuga in giornata, mentre se siamo più arditi probabilmente avremo gia pianificato un viaggio internazionale da effettuarsi immediatamente alla ripresa dei voli.

    In entrambi i casi c’è qualcosa da sapere che puo aiutarci a pianificare o magari a farci rinunciare al nostro viaggio: innanzitutto è bene informarsi se nella località di destinazione esistono delle limitazioni , come quarantene obbligatorie o obblighi sanitari: se per entrare nel paese estero servissero certificazioni o tamponi difficilmente reperibili o un obbligo di quarantena che brucerebbe i nostri giorni di ferie forse è bene cambiare destinazione.

    Inoltre se si va all’estero bisogna informarsi sulla copertura sanitaria, possibilmente facendo un’assicurazione , e tenere conto che in caso di contagio dovremmo comunicare con i sanitari in una lingua estera, avere probabilmente bisogno di assistenza o di medicinali, o banalmente rischiare di essere messi in quarantena, pagando a nostre spese il soggiorno e lo spostamento dei voli per rientrare in patria: viaggiare all’estero diventa una faccenda sicuramente più rischiosa che stare nel nostro paese.

    Ma anche restando in patria bisogna fare attenzione alla disponibilità di collegamenti aerei o marittimi: molti sono stati cancellati o accorpati, quindi trovare posto per raggiungere alcune destinazioni potrebbe essere difficoltoso o molto costoso, tenetene conto e pensate a un possibile piano B in caso di problemi

    Inoltre va considerato che molte attrazioni, cosi come molte strutture ricettive a causa del covid non hanno riaperto o lo hanno fatto in maniera ridotta e contingentata: se avevamo scelto la nostra destinazione per visitare un particolare museo , parco a tema o attrazione turistica potrebbe non essere aperto, essere necessaria una prenotazione o dover richiedere tempi di attesa troppo lunghi.

    Per contro ci sarà , un po per la paura della malattia, un po’ per problemi logistici e un po per i problemi economici legati alla pandemia molta meno gente in giro, questo potrebbe portrebbe essere un vantaggio per goderci al meglio alcune attività come una camminata nei boschi o la visita dei monumenti delle città

    Anche i budget cambieranno: se è vero che si possono trovare offerte last minute in seguito alle tante cancellazioni delle strutture ricettive, i prezzi dei servizi e della ristorazione per via delle regole di distanziamento sono tendenzialmente aumentati, quindi non ci si dovrà basare sui prezzi degli anni precedenti ed essere preparati a possibili sorprese nei conti

    Sicuramente questo non è il periodo migliore per viaggiare anche perché se viene meno la tranquillità e la spensieratezza ci si godrà di meno il viaggio e forse l’idea di rimandarlo di qualche mese in attesa di un periodo migliore non è di certo cattiva.

    C’è da dire che il mancato rimborso di compagnie aeree e strutture ricettive che hanno potuto per legge rilasciare un voucher anziché rimborsare la spesa in alcuni casi ha costretto a ripianificare delle vacanze che magari si sarebbe preferito cancellare, ma è pur vero che con un po di spirito di iniziativa è comunque possibile godersi la vacanza, anche se in un modo differente da come lo si era pianificato in origine.

    Voi andrete in vacanza comunque o per quest’anno avete accantonato l’idea? Scrivetecelo nei commenti cosi se avete qualche dubbio, richiesta o curiosità e se possibile vi risponderemo.

  • L’orologio da polso non serve solo a leggere l’ora

    L’orologio da polso non serve solo a leggere l’ora

    Diciamocielo con franchezza tra cellulari, pc, fitness tracker, smartwatch e simili avere al polso uno strumento dedicato alla sola lettura dell’orario al giorno d’oggi non è più strettamente indispensabile, ma avere un segnatempo al posto ha ancora un suo perchè.

    Sicuramente è uno dei pochi , se non l’unico, gioiello maschile portato con disinvoltura, spesso è un ricordo di una persona cara, in certi casi uno strumento di rappresentanza al pari di una auto di lusso, oltre ad essere in casi particolari un’investimento, quasi sempre è un gradito regalo.

     

    Ovviamente a seconda della motivazione per cui lo si compra , e dell’uso previsto, la scelta della tipologia varia parecchio: un’orologio da usare senza pensieri tutti i giorni richiede valutazioni differenti rispetto a un pezzo di pregio da usare in cerimonie o occasioni importanti.

    Sostanzialmente esistono due macro-categorie di orologi, quelli meccanici e quelli al quarzo, questi ultimi sono generalmente quelli più economici, precisi e dalla ridotta manutenzione , che si limita al cambio di una batteria ogni paio d’anni, particolarmente adatti alla vita di tutti i giorni, ma che hanno minor pregio e minore valore collezionistico.

    I meccanici , siano essi a carica manuale o automatici (che si caricano col movimento del polso anzichè girando la corona) invece hanno dalla loro un fascino dovuto alla loro complicazione che consente di trasformare il movimento in tempo, cosa che li rende preziosi agli occhi degli appassionati, spesso disposti a spendere cifre molto importanti per un segnatempo, considerando che la quasi totalità degli orologi di pregio sono meccanici.

    Ovviamente acquistare un’orologio meccanico richiede una dose di passione in più rispetto a un quarzo, anche perchè richiede che venga caricato per poter segnare l’ora , che venga spesso regolato l’orario, specie quando non li si usa per qualche giorno, perchè richiede una visita dall’orologiaio per pulizia e manutenzione mediamente ogni 4/5 anni (anche se l’intervallo dipende dal tipo. dall’età e dalle condizioni dell’orologio), ma è anche un’orologio che tolto da un cassetto dopo qualche tempo, può ricominciare a segnare l’ora con solo una carica.

    I meccanici per questo si prestano facilmente ad essere tramandati di generazione in generazione, e se ben tenuti sopravvivono ai loro proprietari. Questo li fà diventare oggetti da collezione molto ricercati capaci di incrementare il loro valore al pari di un’investimento, a patto di scegliere modelli giusti e che abbiano una condizione impeccabile.

    Questo non significa però spendere necessariamente cifre folli: un comune orologio che magari è costato 100 mila lire venti anni fa, può valere adesso 500/1000 euro, cosi come si possono trovare dei pezzi vintage a poche centinaia di euro che potranno valerne migliaia tra qualche anno.

    Ovviamente a rivalutarsi sono orologi di un certo pregio , specie di marche con una storia alle loro spalle, che siano stati trattati con cura , regolarmente manutenuti e che siano ritenuti interessanti dal mercato, ancora meglio se facenti parte di qualche edizione particolare.

    Se si ha tra le mani un’orologio di una casa blasonata, che sia stato tenuto bene e manutenuto con cura (revisionato periodicamente, e utilizzando in caso di riparazioni componenti corretti e coevi all’orologio), a meno di non trovarsi per le mani un modello davvero poco gradito dal mercato , generalmente si apprezzerà nel tempo, ma anche un’orologio di una casa meno inarrivabile, come alcuni giapponesi, americane o svizzere meno nobili, ma con una loro storia apprezzata dai collezionisti , crescerà di valore.

    I modelli di alcune case blasonate, specie se rari, in edizione limitata o con lunghe liste di attesa, diventano addirittura forme di investimento assimilabili ad opere d’arte, capaci in alcuni casi di raddoppiare il loro valore appena usciti dalla gioielleria dove sono stati acquistati.

    Ma anche un’orologio di valore limitato, meccanico e di un produttore noto potrà apprezzarsi nel tempo, e nel frattempo ce lo saremo goduto e magari ceduto dopo qualche anno al nostro polso a un figlio o un nipote per cui diventerà un caro ricordo o magari un piccolo oggetto di valore.

  • I monopattini elettrici

    I monopattini elettrici

    I monopattini elettrici da qualche tempo stanno iniziando ad arrivare nelle nostre città, anche grazie a delle modifiche al codice della strada che ne hanno permesso l’uso su strade e piste ciclabili , mentre prima l’uso era limitato solo ad aree private.

    Si tratta di un’evoluzione dei monopattini giocattolo che usano i bambini, dove anzichè muoversi utilizzando la spinta del nostro piede viene utilizzato un motore elettrico e una batteria che andrà ricaricata come un cellulare.

    Inoltre si mantiene uno degli elementi più comodi di questi mezzi: la possibilità di ripiegarlo e di potercelo portare appresso quando non in uso, nel baule della macchina, in ascensore, in ufficio, in metropolitana etc.

    Ovviamente quelli da grandi hanno anche peso e ingombri maggiori ma hanno anche un’uso diverso perchè permettono di spostarsi comodamente all’interno della città , utilizzando magari le piste ciclabili, e soprattutto permettono l’intermodalità, ad esempio possiamo lasciare l’auto in un parcheggio periferico, prendere dal cofano il nostro monopattino e raggiungere la destinazione finale nel centro città, dove probabilmente sarebbe stato problematico entrare o parcheggiare.

    Se ne parla tanto in questo periodo per via degli incentivi previsti dal governo, che li ha portati un po al centro dell’attenzione per via del contributo del 60% ,fino a un massimo di 500 euro, che sicuramente ha stuzzicato l’interesse di molti.

    Purtoppo gli incentivi in una prima prima fase prevedono che chi acquista il monopattino elettrico, ma anche bici e mezzi simili che rispettino determinate caratteristiche tecniche,  debbano anticipare l’intera somma, e poi dovranno successivamente fare richiesta di rimborso caricando nell’apposito sito, appena sarà disponibile, la fattura che dovrà contenere codice fiscale e caratteristiche del mezzo pena la perdita dell’incentivo.

    Questo significa che per essere sicuri di ricevere il bonus bisogna stare attenti a cosa e a dove si compra il monopattino, ma soprattutto al fatto che la cifra stanziata è limitata e c’è il rischio che dato che il pagamento del bonus avverrà in ordine di ricezione delle domande, che i fondi finiscano prima del termine lasciando a bocca asciutta una parte dei richiedenti o che la nostra richiesta venga respinta a causa di qualche irregolarità nella fattura.

    Tralaltro data l’alta richiesta del momento i rivenditori hanno eliminato sconti e promozioni sui modelli più richiesti e sono arrivati sul mercato prodotti di scarsa qualità , magari spacciati per buoni utilizzando su licenza i marchi di altre realtà come produttori di moto o di elettronica, per cercare di accedere agli incentivi.

    Questo significa che se abbiamo acquistato un modello migliore contando sull’incentivo o se lo abbiamo preso senza sapere se faceva per noi dato che al netto dell’incentivo ci sarebbe costato pochi soldi potremmo ritrovarci fregati, quindi è bene valutare bene la scelta.

    Ma a cosa dobbiamo stare attenti quando cerchiamo un monopattino elettrico? Uno delle prime cose è la qualità e la diffusione, dato che si tratta di prodotti soggetti ad usura reperire ricambi di prodotti di marchi sconosciuti potrebbe diventare difficile se non impossibile, con il rischio di dover buttare il monopattino pagato diverse centinaia di euro perché non si trova un pezzo da pochi euro, pertanto meglio spendere di più per un prodotto di qualità, specialmente se si sta usufruendo degli incentivi, anche perché un prodotto di qualità tendenzialmente risulterà piu comodo, più prestazionale e con maggiore autonomia.

    La comodità è importante specie se prevede di usarlo tutti i giorni, da preferire la presenza di ammortizzatori e di gomme senza camera d’aria, più soggette alle forature , magari di grandi dimensioni per affrontare al meglio ciottolati e pavè, inoltre un monopattino più leggero sarà più facile da trasportare quando non in uso.

    Un’altra cosa importante è la potenza del motore: purtoppo le prestazioni del monopattino , e non solo la velocità, sono fortemente influenzate dal peso del guidatore e dal tipo di strada che affronteremo, quindi se non siamo un peso piuma o se affrontiamo tratti in salita abbiamo bisogno della massima potenza possibile, stando attenti a rientrare nei limiti previsti dal codice della strada (massimo 500W)  pena il rischio di multe e di non accedere agli incentivi.

    Altro valore da tenere in considerazione è l’autonomia, che come per le prestazioni dipendono dal nostro peso e dal tipo di strada, ma anche dalla capacità della batteria installata: i modelli piu economici hanno batterie piccole che rischiano di darci autonomia inferiore ai 10 km, limitando di tanto l’uso che potremo farne in citta, modelli più completi, magari dotati di una batteria supplementare possono superare anche i 25-30 km di autonomia reale consentendoci di poter fare una giornata di commissioni senza dover mettere in carica il mezzo.

    Va anche considerata la presenza di freni a disco per una frenata più sicura, del limitatore di velocità richiesto dal codice della strada, insieme a luci e campanello per poterlo utilizzare su aree pubbliche.

    Ad ogni modo prima di fare la spesa , soprattutto se non siete molto convinti dell’utilizzo, o se temete di non riuscire ad accedere agli incentivi il consiglio è di provarlo, noleggiandolo o facendocelo prestare da un’amico , in modo da renderci conto se fa davvero al caso nostro o se magari è bene indirizzarsi a modelli particolari in base alle nostre esigenze.

  • Come sarà la vita dopo il Coronavirus?

    Questa vuole essere una piccola riflessione sul dopo coronavirus, infatti nonostante in questo momento ci troviamo ancora in lockdown prima o poi l’emergenza finirà e potremmo finalmente uscire di casa, ma purtroppo almeno sino a quando non si sarà trovata una cura definitiva alla malattia o un vaccino rimarranno comunque in vigore delle limitazioni che cambieranno le nostre abitudini.

    Infatti a cancelli riaperti si dovranno ancora mantenere le distanze, quindi questo condizionerà il nostro modo di fruire quasi tutti i servizi: pensate di dover fare qualsiasi operazione fuori casa a 1 metro di distanza da altre persone, siano esse commercianti, camerieri, altri clienti o utenti. Pensate anche alla necessità di dover sanificare frequentemente ambienti e superfici dove prima del virus passava tanta gente e in brevi lassi di tempo. Se per alcune attività seppur con qualche fastidio o limitazione ci si può in qualche modo adattare, per altre significherà cambiare pelle o addirittura chiudere.

    Ovviamente non avendo la sfera di cristallo non possiamo sapere con esattezza quali saranno le limitazioni che saranno imposte, ma possiamo immaginare i risvolti che si avranno specie su alcune categorie di business.

    Pensiamo infatti al turismo e a tutto ciò con esso collegato:  probabilmente per almeno qualche mese non sarà consentito viaggiare all’estero, o comunque è probabile che sarà necessaria una quarantena quando si arriva o si andrà fuori dai confini nazionali e questo farà diventare i viaggi , specie quelli internazionali esclusiva di chi si sposta per lavoro, con conseguenze nefaste per alberghi e strutture turistiche, e  se magari nelle città  qualcosa potrà muoversi seppur con difficolta, le località prettamente turistiche come quelle balneari o sciistiche rischiamo di non aprire la stagione.

    Altro problema saranno i mezzi di trasporto pubblici come aerei, treni, bus o metropolitane per evitare gli assembramenti probabilmente sarà necessario limitare pesantemente il numero di utenti per mezzo, quindi per rendere sostenibile il collegamento probabilmente i prezzi dei biglietti dovranno compensare i posti rimasti vuoti, aumentando anche di 10 volte: rendendo i collegamenti riservati a chi proprio non ne può farne a meno, o in alternativa i collegamenti potranno essere cancellati sospesi o fortemente limitati sino alla completa rimozione delle limitazioni, sempre che le compagnie non chiudano nel frattempo.

    Questo significherà fare a meno dei mezzi pubblici come bus, treni e metro ma anche di taxi, car sharing e simili, con un maggior ritorno al mezzo di trasporto personale cosa che avrà un impatto anche sull’inquinamento delle nostre città.

    La ristorazione è un’altra categoria che subirà diversi problemi:  se si dovrà mantenere distanze di un metro e saranno necessarie sanificazioni dopo ogni servizio, cosa che richiede tempo e personale extra, mangiare fuori diventerà un lusso perché i posti nei locali saranno giocoforza limitati, quindi trovare posto anche nei giorni meno ricercati diventerà problematico, e i prezzi nei pochi posti disponibili probabilmente aumenteranno considerevolmente: una pizza che pagavamo 5 euro magari ne costerà 30, rendendo il mangiare fuori un lusso per pochi. Magari ci si inventerà qualcosa di specifico come divisori nei locali e un maggiore ricorso alla consegna a domicilio, dove i prezzi probabilmente rimarranno simili a quelli pre virus, e magari le cene con amici si faranno in casa ordinando i cibi preparati dai ristoranti.

    Altro problema saranno gli eventi, sportivi, musicali per evitare assembramenti i posti disponibili saranno molti meno, rendendo meno sostenibile l’evento,  sarà difficile raggiungere il luogo dell’evento per gli spettatori, i tempi di attesa per entrare si allungheranno  ed alcuni eventi sportivi, a patto che non vengano completamente cancellati, verranno giocati a porte chiuse e magari trasmessi in tv o via internet.

    Altro problema sarà per le aziende che a causa dei flussi di cassa interrotti a causa del virus potrebbero essere costrette a chiudere o comunque ridimensionarsi pesantemente, specie se avevano problemi pregressi e quindi saranno necessari licenziamenti: tanta gente specie i lavoratori interinali e gli stagionali rischiano di non tornare al lavoro, quindi aumenterà la disoccupazione, e con questo il numero di persone che potranno permettersi di fare acquisti specie non indispensabili o comunque rimandabili: probabilmente si venderanno meno prodotti di cui si può fare a meno e magari anziché cambiare l’arredamento o automobile la si terrà più a lungo, mettendo in circolo meno moneta.

    E in tutto questo i prezzi di molti beni toccati da questi cambiamenti aumenteranno rendendo un lusso ciò che era in passato la normalità: se l’attività ha subito pesanti limitazioni , e seppur con mille difficoltà non avrà chiuso, queste limitazioni verranno riversate nel prezzo che pagheremo.

    Alla fine il mondo dopo il virus cambierà almeno per qualche tempo la nostra vita in attesa di un vaccino o della scomparsa della malattia. Voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti.

  • Viaggiare ai tempi del Coronavirus

    Purtoppo in questo ultimo periodo non si fa altro che parlare del Coronavirus e anche in queste pagine ci si trova a parlarne, ma da un punto di vista diverso, quello del viaggiatore.

    Infatti vuoi per la psicosi dalla malattia, vuoi per le azioni messe in campo dalle autorità per arginare il problema, ci apprestiamo a dei cambiamenti pesanti che condizioneranno la nostra vita e i nostri viaggi almeno per un certo periodo da qui in avanti.

    Se la malattia è meno pericolosa di come la dipingono molti media assetati di cattive notizie, dato che la mortalità è piu bassa di una normale influenza, e che i contagiati nella stragrande maggioranza (97-99%) dei casi guariscono, sono la sua facilità di contagio e i sintomi che la rendono poco distinguibile da un male di stagione che fanno si che il rischio di una diffusione incontrollata possa portare ad esaurire i limitati posti letto negli ospedali attrezzati alla cura, ed è questo il vero problema dal punto di vista sanitario.

    Ma dall’altra parte la lotta alla diffusione della malattia ha portato le autorità a misure drastiche che impattano sulla vita di tutti giorni, specie nelle aree più colpite, con la chiusura di scuole, chiese, impianti sportivi, eventi e anche dei luoghi di lavoro, con indubbi problemi all’economia, uniti a una psicosi generale, alimentata anche dalle dichiariazioni di certi politici e della stampa, che ha portato in molte zone a svuotare i supermercati come se ci si dovesse preparare all’apocalisse.

    Ovviamente non mancano gli sciacallaggi più o meno legali, con i prezzi di alcuni beni come mascherine e gel disinfettanti per le mani, che per via della difficile reperibilità sono schizzati alle stelle nei negozi, e venduti a prezzi da bagarinaggio anche nelle piattaforme e-commerce su internet.

    Ma c’è un’altro aspetto importante che invece dipende più da alcune scelte politiche , sopratutto all’inizio della diffusione della malattia nel nostro paese, che per il solito buonismo all’italiana hanno evitato la necessaria quarantena a chi proveniva dalla Cina e quindi a rischio contagio temendo di passare per razzisti nei confronti dei cinesi, e inoltre bloccando i voli dalla Cina verso il nostro paese senza considerare che le frontiere erano aperte, quindi bastava arrivare in un’altra nazione europea per bypassare il divieto, ha portato a non far sapere alle autorità sanitarie chi effettivamente è transitato dalle zone a rischio e quindi che necessitava di controlli e/o di quarantena, facendo diventare il nostro paese uno dei più esposti alla malattia al di fuori del territorio cinese.

    E per via di questo contagio fuori scala rispetto agli altri paesi, con tanto di zone del paese off-limits a causa del virus, i vari paesi esteri hanno iniziato a chiudere le frontiere e impedire l’accesso o nel migliore dei casi controllare o costringere alla quarantena chi proviene o è stato in Italia, prendendo provvedimenti simili a chi proviene dalla Cina, paese di origine del virus, e quindi molto più esposto al contagio.

    Questo significa però limitare la nostra possibilità di viaggiare, dato che potremmo essere respinti a destinazione, come è successo a un’aereo italiano alle Mauritius, o come alcuni paesi , anche molto più arretrati di noi, fanno nei confronti di chi proviene dal nostro paese , limitando l’accesso o comunque richiedendo la compilazione di moduli sanitari , controlli sanitari allo sbarco, fino all’obbligo di quarantena, specie se si è stati nelle zone del nostro paese più a rischio di contagio.

    Per questo chi ha in programma dei viaggi al di fuori dei confini nazionali è bene che si informi sulle limitazioni di viaggio che si possono trovare su Viaggiaresicuri, il sito del ministero degli esteri dedicato ai connazionali in procinto di viaggiare fuori confine, e sul sito della IATA, l’associazione internazionale del trasporto aereo.

    Anche sottoscrivere un’assicurazione viaggio potrebbe essere utile, specie per il rimborso delle spese sanitarie all’estero, mentre è bene informarsi se si è coperti per l’annullamento del viaggio, specie perchè in genere queste assicurazioni non rimborsano quando la rinuncia al viaggio è volontaria o prevedibile, quindi nonostante l’emergenza sanitaria, dato che formalmente è possibile partire, seppur senza quella tranquillità che pensavamo di aver avuto quando abbiamo fatto i biglietti o quando abbiamo chiesto quel periodo di ferie per la vacanza tanto desiderata.

    Certo è che se si ha già in mano i biglietti, se il volo verrà regolarmente operato, quindi gli aeroporti sono aperti sarà dura riuscire a farsi rimborsare i biglietti, stessa cosa per l’eventuale sistemazione in albergo, o per l’autonoleggio, se non si è scelto una tariffa rimborsabile. Nel primo caso dovrebbe essere possibile recuperare giusto le spese aeroportuali (pochi euro quindi), mentre per gli hotel e per l’eventuale auto a noleggio bisogna ricontrollare le condizioni di prenotazione, e capire l’importo dell’eventuale penale, facendo presente che se si interviene prima possibile tendenzialmente sarà minore la penale da pagare in caso di annullamento.

    Pertanto se siete temerari, e magari volete approfittare della situazione incerta per fare qualche viaggio a prezzo di affare, abbiate la cortezza di scegliere tariffe alberghiere rimborsabili e possibilmente fare un’assicurazione di viaggio, che probabilmente in periodi più tranquilli avrei sconsigliato, specie per i viaggi all’interno della comunità europea.

    Il problema però è anche un’altro: affrontare un viaggio con la preoccupazione , dal contagio del virus (che in realtà è il minore dei problemi dato che comunque nella maggior parte dei casi si guarisce), alle restrizioni in entrata, a un possibile obbligo di quarantena all’estero se si è venuti a contatto con persone infette, magari nell’hotel o nel museo che abbiamo visitato, al semplice fatto si rischia di trovare chiusi a causa del virus monumenti, musei, eventi e cose da visitare, pertanto rendendo non dico inutile, ma quantomeno meno piacevole la nostra vacanza, a dover gestire dei problemi e degli imprevisti lontano da casa magari in una lingua che non conosciamo alla perfezione o comunque l’assenza di tranquillità , di relax, del giusto spirito che non ci fa godere la vacanza potrebbe portarci a rinunciare o a posticipare la vacanza, e li dipende da ognuno di noi capire se ce la sentiamo di buttare alle ortiche giorni di ferie e soldi di mancati o parziali rimborsi per restare più tranquilli, o se partire comunque anche sapendo di divertirsi meno di quanto preventivato.

    Una tipologia di viaggio invece che andrebbe valuta attentamente e possibilmente evitata sono le crociere, che come si è visto diventano rapidamente focolai di infezione in caso di infetti a bordo, anche in considerazione che spesso l’età dei croceristi è alta, e il virus è tanto più letale più si va avanti con l’età, oltre al fatto che è facile trovare a bordo persone delle più svariate nazionalità, quindi anche provenienti da zone a rischio, in questo caso se si è già fatta la prenotazione ed è possibile disdire senza pagare penali troppo esose, forse è il caso di farlo.

    Ad ogni modo qualunque sia la destinazione dovremmo stare più attenti, informarci più del solito sapendo di poter incorrere in imprevisti che andranno gestiti, dai maggiori tempi per imbarco e sbarco dai mezzi di trasporto, alle chiusure di monumenti , musei ed eventi, sapendo che lo spirito potrebbe non essere sempre dei migliori per affrontare il nostro viaggio, ma un vero viaggiatore sa sempre come risolvere i problemi e a far tesoro comunque della propria avventura.

  • Auto a noleggio: con internet e un po di buon senso si risparmia tantissimo

    Auto a noleggio: con internet e un po di buon senso si risparmia tantissimo

    Noleggiare un’auto puo’ costare caro , ma organizzandosi per tempo e stando un po attenti si può risparmiare parecchio sul costo degli spostamenti.

    Se viaggiamo in aereo infatti, una delle cose da valutare sono i mezzi per raggiungere la nostra destinazione finale: se l’orario è comodo e ci permette di raggiungere la nostra meta, spostarsi coi mezzi pubblici probabilmente sarà la scelta più economica, poichè si risparmiano i costi di benzina, parcheggio ed eventuali congestion charge, dovute per l’ingresso al centro in automobile in alcune grosse città.

    Ma se gli orari o le nostre esigenze (perchè magari abbiamo necessita di spostarci in più punti, o perchè il trasporto pubblico non è sufficientemente comodo) ci costringono a noleggiare un’auto, muovendosi per tempo e con le giuste conoscenze, si potrà risparmiare parecchio rispetto a un noleggio all’ultimo secondo al primo banco disponibile in aeroporto.

    Prenotando anticipatamente infatti, si riescono a spuntare le tariffe migliori, oltre a garantirsi la disponibilità dell’auto, che sopratutto in certi periodi e in certe zone, può essere difficoltosa da reperire.

    Inoltre facendo la prenotazione su internet il risparmio è ancora maggiore,  spesso utilizzando l’autonoleggio convenzionato con la compagnia aerea con la quale viaggiamo, è possibile accedere a tariffe particolarmente convenienti, ancor di più se il noleggio viene prenotato contestualmente all’emissione del biglietto aereo.

    Non è comunque detto, che sia la scelta migliore: conviene quindi fare più preventivi, sia sui siti delle compagnie di autonoleggio (specie se abbiamo un codice convenzione , spesso rilasciato con le tessere di associazioni delle quale possiamo far parte o come dipendenti di aziende convenzionate), che come succede per voli e hotel, tramite broker (es. rentalcars.comAmigoautos , Autoeurope Bookingcar , Autonoleggio-online , Ebookers , Atlaschoice , HolidayAutos , Autoescape Cardelmar , Argus , Veichle RentRent.it, etc. ) o comparatori di prezzo  (Kayak , Jetcost Europe Lowcost , Easyviaggio )

    Il funzionamento è simile a ciò che succede con gli alberghi: i broker hanno delle convenzioni con i maggiori autonoleggio, riuscendo a spuntare tariffe ridotte, grazie al pagamento anticipato dei noleggi , spesso vendendo le proprie garanzie aggiuntive (esempio la copertura assicurativa per furti, danneggiamenti o incidenti) a prezzi più convenienti delle estensioni di garanzia degli autonoleggi. I comparatori di prezzo, invece mettono a confronto compagnie di autonoleggio e brokers, ma rimandando l’utente nel sito interessato per la prenotazione e il pagamento.

    Ad ogni modo, sia che prenotiamo l’auto tramite broker, sito della compagnia di autonoleggio o direttamente al banco è bene prestare molta attenzione a cosa comprende il noleggio , ai servizi inclusi, agli accessori forniti (es. seggiolini, catene da neve, portasci, navigatori satellitari), alle limitazioni (esempio sulle carte di credito accettate, sull’età del guidatore e la eventuale seconda guida) e alle franchigie per eventuali incidenti o furti (che potremmo ridurre o eliminare sottoscrivendo una garanzia aggiuntiva).

    Infatti non è detto che il chilometraggio sia illimitato, pertanto se non è espressamente indicato, si pagherà oltre al costo del noleggio un certo tot a chilometro percorso.

    Attenzione allo stato dell’auto alla consegna e alla riconsegna: eventuali danni, anche banali rischiano di costarci molto cari, se non abbiamo stipulato un’assicurazione aggiuntiva, cosi come può costarci caro riconsegnare l’auto con meno carburante di quando ci è stata consegnata (oltre al costo del carburante mancante, solitamente gravato di una maggiorazione, si pagherà un’extra per l’operazione di rifornimento)

    Altri extra poco simpatici sono la consegna o la riconsegna fuori dall’agenzia con la quale stipuliamo il contratto: farci consegnare l’auto da un’addetto al nostro hotel, o riconsegnarla in una stazione di noleggio differente da dove l’abbiamo presa può costarci degli extra salati, che nel caso ci fossero indispensabili è bene concordare in anticipo.

    Anche la riconsegna fuori dall’orario di apertura della filiale può essere un’incognita: sebbene sia possibile riconsegnare le chiavi in un’apposita cassetta, dovremmo fidarci dell’operatore per la constatazione di eventuali danni o livello di carburante alla riconsegna, non essendo presenti non potremmo contestare in caso di situazioni dubbie.

    Ad ogni modo, tenendo gli occhi bene aperti e muovendoci per tempo su internet, si riesce a noleggiare un’auto veramente con pochi soldi (anche meno di 20 euro al giorno per un’utilitaria a chilometraggio illimitato), e questo può fare la differenza nel costo totale del nostro viaggio.

     

     

     

  • Viaggiare risparmiando: l’albergo

    Come detto in un precedenza , l’avvento delle compagnie low cost ha portato sensibili risparmi sul costo dei viaggi: sia perchè generalmente , pur considerando qualche rinuncia, i prezzi dei biglietti con queste compagnie sono più economici, sia perchè hanno stimolato la concorrenza, costringendo le compagnie tradizionali ad abbassare i prezzi e a fare pure loro tariffe scontate.

    Ma un viaggio non è solo un biglietto aereo, quindi si puo risparmiare anche su altre voci.

    E la prima su tutte è il soggiorno: a meno di non avere qualcuno che ci ospita come un amico un parente o un couchsurfer ( per chi non lo sapesse il couchsurfing è un servizio di scambio gratuito di ospitalità) avremmo necessita di un posto per dormire a pagamento.

    Le soluzioni sono tante, dall’ostello , all’affitto di appartamenti, dal bed and breakfast all’hotel più o meno lussuoso (in certe città ce ne sono alcuni semi-automatizzati, che funzionano come le compagnie aeree low cost): ma anche qui con l’uso della rete e di un po’ di esperienza si possono fare risparmi interessanti.

    Uno dei trucchi è quello di muoversi per tempo, specie se ci occorre una camera in un periodo richiesto (alta stagione o in occasione di eventi, partite o concerti importanti): anche se la meta è una grande città dove gli hotel non mancano, prenotando troppo a ridosso si rischia di trovare brutte sistemazioni , sia come qualità della struttura che di distanza dal centro, e sopratutto prezzi poco economici:  trovare una topaia a mezzora dal centro al prezzo di un 4 stelle centrale potrebbe rovinare la qualità della nostra vacanza!

    Ma se proprio non siamo riusciti a prenotare con il giusto anticipo non disperiamo: anche il last minute può dare buone possibilità, esistono siti specializzati e addirittura delle app per lo smartphone (per esempio Blink o Airbnb) che permettono di comprare all’ultimo secondo e a prezzi scontati le camere rimaste invendute: il problema piuttosto è che non abbiamo la certezza che ci sia disponibilità nelle date e nelle zone di nostro interesse.

    Per trovare  il prezzo migliore basterà aiutarsi con i comparatori di hotel: questi siti specializzati (come ad esempio Kayak, Trivago o Google Hotel Finder) metteranno a confronto sia i siti degli alberghi o delle catene alberghiere, sia le agenzie di viaggio online che i siti specializzati in vendite di camere di hotel a prezzo scontato (a volte questi siti prevedono scontistiche molto importanti a fronte di pagamenti anticipati, specie in presenza di offerte non rimborsabili), permettendo di trovare non solo il prezzo migliore per una sistemazione , di una determinata categoria, in una determinata città (e magari quartiere) e data, ma confronterà i prezzi per ogni singolo albergo, permettendo di risparmiare anche sul nostro eventuale albergo preferito.

    Il prezzo ovviamente non è tutto, potremmo aver trovato un albergo a pochi spiccioli, ma se fosse sporco, rumoroso, distante dal centro, mal collegato coi trasporti pubblici, non adatto a viaggi con bambini, disabili o animali domestici? Che ne sappiamo se non fosse disponibile o funzionasse male il wifi , se manca il servizio ristorante o il personale fosse scortese, se la zona fosse malfamata e pericolosa? Per scoprire queste magagne o per evitare sorprese (che potrebbero anche essere gradite, come degli omaggi in camera, un aperitivo gratuito nella hall, le mappe o l’abbonamento ai mezzi compreso nel prezzo, una cucina particolarmente soddisfacente o tante altre…) basta aiutarsi con le opinioni di chi ha già soggiornato in quella struttura.

    Forum di viaggi e siti di recensioni specializzate (come il famosissimo TripAdvisor, Zoover o anche quelle lasciate sui siti delle agenzie di viaggio) ci vengono in aiuto, raccontandoci le esperienze di chi c’è già passato prima di noi.  Anche qui però è importante fare un distinguo, a volte le recensioni possono essere pilotate nel male o nel bene: recensioni troppo compiacenti potrebbero essere state messe dal personale dall’albergo, cosi come un piccolo problema può essere stato ingigantito sulla recensione a causa di qualche diverbio con la struttura: ciò significa che non bisogna fidarsi ciecamente: anche le recensioni vanno sapute leggere, generalmente un’opinione è veritiera quanto più è comune alla maggioranza dei commenti.

     

     

  • Un biglietto aereo costa meno di quello che si crede

    E’ opinione comune che viaggiare sia un divertimento da benestanti: in realtà non è più cosi da tempo.

    Prima dell’avvento di internet se si decideva di fare un andare a visitare una meta più o meno esotica si andava all’agenzia di viaggio, che ci trovava (a caro prezzo) un biglietto aereo della compagnia di bandiera e un hotel mai troppo economico, col risultato che per un viaggetto di pochi giorni si andava a spendere cifre considerevoli.

    Fortunatamente le cose non funzionano più in questo modo,grazie all‘avvento delle compagnie low cost, che hanno portato la possibilità di reperire biglietti aerei a prezzi molto interessanti, a costo di qualche piccola rinuncia, come il servizio bar a pagamento, i sedili non reclinabili, o l’utilizzo di aeroporti secondari.

    Ovviamente i prezzi interessanti non sono per tutti, ma solo per chi sa cogliere l’occasione: sostanzialmente perchè le compagnie low cost non sono enti di beneficenza che ci trasportano da un capo all’altro del continente al costo di una pizza, anche se per ragioni di marketing magari  ce lo vogliono far credere.

    Ma sapendosi muovere con un po di esperienza i biglietti a prezzi stracciati si trovano eccome: basta capire come ragionano le low cost, e non farsi fregare da alcuni trabocchetti, messi lì per cercare si spillare qualche soldo in più allo sprovveduto viaggiatore che vanificherà parte del risparmio.

    La regola principale è informarsi bene su tutte le clausole e limitazioni, e già in fase di prenotazione ce ne accorgiamo: i pagamenti con determinate carte di credito, la scelta del posto, l’assicurazione sul viaggio o l’imbarco in stiva della valigia che sembrano compresi nel costo del biglietto non lo sono: ma basterà rimuovere l’opzione per pagare la cifra reclamizzata.

    Peggio è rimanere fregati una volta in aeroporto: con le low cost anche il check-in si fa online, se ce ne dimenticassimo farlo in aeroporto costerà molto caro (anche 60 euro!), stesso discorso per le valigie:  come accennavo generalmente è compreso nel prezzo del biglietto  l’imbarco di un solo bagaglio a mano di determinate dimensioni e peso (che variano da compagnia a compagnia) , qualora volessimo imbarcare in stiva una valigia, superare le dimensioni o il peso consentito dovremmo pagare degli extra salati alla biglietteria dell’aeroporto, se non ne potessimo fare a meno, richiedere questi extra in fase di emissione del biglietto costa decisamente meno che farlo in aeroporto.

    Ovviamente il biglietto a prezzo di saldo non è disponibile sempre: difficilmente lo sarà a Natale , a Ferragosto o nei ponti, in questi casi sarà difficile viaggiare con pochi spiccioli, anzi in questi periodi di alta stagione probabilmente vi costerà meno una compagnia tradizionale, anche considerando il costo dell’imbarco in stiva della valigia,  che magari  proprio in queste occasioni, dove generalmente ci si trattiene più di qualche giorno, ci fà comodo avere,  e i maggiori costi per raggiungere la meta finale dall’aeroporto.

    Dicevamo che va sempre messo nel piatto il fatto che probabilmente atterreremo in aeroporti non principali , quindi raggiungere la nostra meta potrà essere più scomodo e più costoso (può capitare di pagare il transfer per il centro città più di quanto abbiamo pagato il biglietto aereo, specie se lo abbiamo trovato in offerta) , dato che generalmente gli aeroporti secondari sono anche quelli più lontani, quindi bisogna farsi sempre bene i conti,  a maggior ragione se abbiamo necessità di imbarcare la valigia, considerando che se aggiungiamo questi extra potrebbe costare meno una compagnia tradizionale, specie se si riesce a trovare il biglietto in offerta.

    Ma se dobbiamo fare un viaggetto breve ,magari di un week-end , sappiamo dribblare i trabocchetti in fase di prenotazione e non abbiamo l’abitudine di portarci appresso l’intero armadio per un paio di giorni fuori casa il risparmio con le low cost sarà considerevole.

    Una dritta poco nota invece è il quando prenotare, dato per scontato che difficilmente si fanno affari nei periodi di punta, generalmente il momento migliore per comprare un volo al miglior prezzo è  circa 40 giorni prima della partenza: comprando il biglietto con troppo anticipo si rischia che non siano ancora partite le offerte sul volo di nostro interesse, arrivando troppo tardi si rischia che i biglietti in offerta per quel volo (che sono comunque in numero limitato, e crescono di prezzo man mano che l’aereo si riempe) siano già andati esauriti.

    Ad ogni modo iscriversi alle newsletter delle compagnie e frequentare forum di viaggiatori può farvi venire a conoscenza col dovuto anticipo delle offerte più interessanti, sempre considerando che chi prima arriva meglio alloggia, riuscire a comprare appena parte l’offerta può fare la differenza: anche mezzora di ritardo può significare perdere l’occasione, sopratutto negli orari e nelle date più comode.