Assicurazioni e Finanza

  • Non tenere fermi i soldi nel conto

    Non tenere fermi i soldi nel conto

    Con l’inflazione alle stelle nasce un effetto collaterale per i nostri risparmi fermi in banca: perdono di valore in maniera importante.

    Infatti fintanto che inflazione e tassi di interesse erano bassi tenere i soldi fermi poteva avere un senso per proteggersi da investimenti sbagliati visto che le obbligazioni avevano raggiunto tassi negativi, ma ora che i prezzi aumentano quello che possiamo acquistare con i nostri soldi sul conto sará meno di quello che potevamo acquistare 6 mesi fá e fra 6 mesi potremo acquistare ancora meno merce, quindi se vogliamo fare in modo di non perdere il nostro potere d’acquisto dovremmo fare in modo che i nostri ipotetici 1000 euro diventino magari 1100 per poter comprare la stessa quantitá di beni di quando li abbiamo versati nel conto.

    Per fare questo dobbiamo investirli in qualche modo, e coi tassi che salgono ritorna conveniente pensare a delle obbligazioni che permettono di investire avendo una certa sicurezza, soprattutto in un periodo dove l’economia tenderá a ristagnare per via di inflazione, guerre e fratture geopolitiche che potrebbero rendere pericolosi certi investimenti sull’azionario se non fatti con i giusti criteri. 

    Ma esistono anche altre opzioni per investire i propri denari che potrete valutare con il vostro consulente finanziario, l’importante é non tenerli fermi evitando peró dall’altro canto di fare scelte sbagliate per la fretta, visto che si tratta sempre di capitale di rischio che potreste perdere facendo un investimento non corretto.

    Anche se proprio in periodi di crisi sapendosi muovere bene, con un pó di pelo sullo stomaco si possono fare i maggiori profitti, magari assumendosi un pó piú di rischio del solito potreste comprare basso un titolo con potenziale che al momento si è deprezzato ma che magari nel giro di qualche anno ritornerá ai suoi valori massimi.

    Se coi tassi alti investire ha senso, diventa di contro poco conveniente indebitarsi motivo per cui contrarre un mutuo o un finanziamento è diventato particolarmente costoso , cosa che sta creando problemi a chi aveva contratto un mutuo a tasso variabile e che ora si vede le rate lievitare.

    Ma in quel caso rinegoziare il mutuo potrebbe rivelarsi una fregatura soprattutto se ci mancano pochi anni per estinguerlo, visto che sui piani di ammortamento gli interessi sono i primi ad essere pagati fare una surroga potrebbe significare riniziare a pagare tanti interessi in un momento dove i tassi sono alle stelle, quindi potrebbe avere piú senso stringere i denti sperando in tempi migliori.

    Chi invece aveva un mutuo a tasso fisso dorme relativamente tranquillo perché non è interessato dal problema, anzi potrebbe recuperare una fetta di potere d’acquisto persa con l’inflazione grazie al tasso di interesse piú basso di quello attuale di mercato, con l’unico rischio di poter perdere il proprio introito a causa della crisi.

    Insomma in periodi di magra come questi bisogna fare molta piú attenzione del solito e trovare delle strategie per difendere il proprio potere d’acquisto, non potendo piú permetterci il lusso di stare fermi.

    Voi cosa ne pensate? Come avete pensato di investire i vostri soldi? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti,

  • Siamo all’alba di una nuova guerra fredda?

    Siamo all’alba di una nuova guerra fredda?

    Purtoppo la situazione geopolitica internazionale si complica giorno per giorno e nulla lascia presagire una buona soluzione per gli europei. 

    Infatti sono emerse prove che a far saltare il gasdotto nord stream 2 siano stati gli Stati Uniti, verosimilmente per tagliare i ponti tra Germania e Russia al fine di rendere meno competitive le produzioni europee che in mancanza dell’energia a basso costo russa sará costretta a dipendere sempre di più dagli USA e ora prepara un secondo colpo imbastendo una guerra, per il momento commerciale, ma non é escluso che possa estendersi pure militarmente, alla Cina.

    Il pretesto é quello di parteggiare per la Russia nel conflitto ucraino, che in realtá si sta dipingendo come una guerra per procura della Nato, che l’ha provocata in maniera subdola, con i paesi che possono minare l’egemonia commerciale americana, soprattutto se facessero fronte comune, come la Germania con la Russia o la Cina.

    Il fine è quello di disaccoppiare il mondo occidentale quindi gli Stati Uniti e il proprio giardino di casa, quegli stati come quelli europei che nonostante sulla carta siano indipendenti in realtá dipendono dalla politica estera decisa a Washington, dalle nazioni in cui questa influenza americana non è presente.

    Si tornerá presumibilmente quindi ad una situazione simile a quella della guerra fredda con due blocchi contrapposti, ma stavolta la situazione potrebbe essere piú rischiosa che in passato.

    Questo perché la Cina è diventata la fabbrica del mondo e quindi il suo potere commerciale è diventato molto rilevante, anche perché tagliare i ponti con la Cina significa rinunciare alla produzione a basso costo, dovuta sia al costo del lavoro piú basso che all’assenza di regole, talvolta eccessivamente penalizzanti, impossibili da rispettare dalle nostre parti.

    Ma soprattutto anni di produzione in Cina, hanno fatto sì che il know how della produzione, e molto spesso anche della progettazione, sia in mano ai cinesi, quindi per riportarla  in casa serviranno ingenti investimenti e soprattutto molto tempo.

    E nel frattempo i cinesi, con cospicui investimenti in giro per il mondo, si sono assicurati immense scorte di materie prime, anche quelle piú rare e indispensabili per le piú svariate produzioni.

    Quindi appena l’America deciderá questo strappo, e da come si stanno evolvendo le relazioni internazionali non si tratta di un se ma di un quando, ci troveremo con grossi problemi.

    Problemi di costi, dato che produrre un bene in un paese industrializzato costa anche 10 volte tanto che farlo in Cina, quindi se una lampadina prodotta in Cina ci costava 1 euro , la stessa lampadina prodotta in America o in Europa ce ne costerà 10, e difficilmente i nostri stipendi si moltiplicheranno per 10 dall’oggi al domani.

    Ma questo non è il solo problema, perché avendo perso la conoscenza necessaria alla progettazione e alla manifattura non saremo in grado, a meno di non dover reinventarla, di produrre molti beni , ammesso e non concesso di riuscire a reperire le materie prime per la loro costruzione. 

    Questo potrebbe portare ad una carenza di prodotti in attesa che nuove fabbriche possano essere costruite, e nuove filiere produttive vengano reingegnerizzate, e per questo potrebbero servire tanti anni, visto che quasi tutto quello che utilizziamo arriva dal paese della grande muraglia.

    È probabile che il mondo occidentale, gli europei soprattutto, visto che dipendono per energia e materie prime da altri,  abbiano puntato sul cavallo sbagliato, dato che le nazioni insofferenti alle politiche americane sono molte di piú, sia per numero, che per estensione territoriale che per popolazione di quelle filo americane.

    E basta guardare alle sanzioni della guerra in Ucraina, comminate soltanto da Europa, paesi anglofoni e Giappone per capire come il mondo potrá dividersi.

    Infatti il resto del mondo anche senza gli USA ha tecnologia, risorse, energia, capacitá produttiva, know how, riserve di denaro per vivere piú che dignitosamente , e soprattutto un conto è isolare una nazione ostile , come è stato fatto con Cuba o con la Corea del Nord, che seppur con difficoltá hanno comunque continuato ad esistere, e un conto cercare di isolare ¾ del pianeta, con il risultato che quelli a finire isolati dal resto del mondo potremmo essere noi.

    Voi cosa ne pensate? Siamo davvero sull’orlo di una nuova guerra fredda, e soprattutto siamo davvero nella parte sbagliata della terra? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti!

  • Perché la bolletta sta aumentando

    Perché la bolletta sta aumentando

    Una cosa che non possiamo negare di questi tempi è l’aumento spropositato delle nostre bollette, che a sentire tv e giornali pare essere conseguenza della guerra in Ucraina. 

    In realtá non é proprio cosi, in quanto le bollette stavano giá aumentando prima del conflitto, che semmai ha peggiorato le cose ma non é la causa diretta.

    Tutto dipende da come i prezzi dell’energia vengono stabiliti che a causa di regolamenti astrusi nati per favorire i produttori di energia rinnovabile ci si stanno ritorcendo contro in un momento dove anche a causa del conflitto e delle speculazioni finanziarie legate alla futura disponibilitá del gas, si alzano i costi della principale materia prima dell’energia verde, proprio quando si era deciso di limitare la produzione di energia da carbone e nucleare.

    Infatti è il meccanismo del prezzo marginale che si usa obbligatoriamente per determinare i costi dell’energia ad essere il problema: infatti chi produce energia non la vende a un prezzo di produzione piú un suo corretto margine di guadagno, ma la mette all’asta al prezzo di produzione, sapendo che le verrá pagata per legge a un prezzo piú alto, quello del fornitore che potrá garantire la  quantitá di energia necessaria a quell’asta.

    Facciamo un esempio se il fabbisogno fosse di 100 unita e io produttore A ne ho disponibili 20 che vendo a 1 euro, il mio concorrente B ne ha 30 che vende a 1,50 euro, un altro ancora C ne ha altre 40  che vende a 2 euro , e D altre 50 che vende a 3 euro: il sistema , tramite il meccanismo dell’acquirente unico, comprerá le mie 20, le 30 di B, le 40 di C  e 10 delle 50 di D per soddisfare il fabbisogno di 100 unitá ma le pagherá a tutti 3 euro cioé il prezzo che fá D, quello piú alto del lotto, in questa maniera D non ci perde, mentre A, B e C guadagnano. Questo meccanismo nasce per favorire i produttori di energie rinnovabili che in condizioni normali costerebbe di piú produrre rispetto a sistemi piú inquinanti, potendo competere ad armi pari.

    Purtroppo peró con il gas alle stelle sarebbe piú economico comprare l’energia da fonti rinnovabili, che invece si vedono tassare gli extra profitti con le regole appena introdotte per calmierare il mercato, quindi non incrementano la produzione costringendo ad usare l’energia prodotta con il gas che é quella piú cara al momento e comprandola al prezzo di quella prodotta con il gas: insomma un bel pasticcio al quale si aggiunge il fatto che il prezzo del gas viene determinato non con il prezzo di mercato fatto dal fornitore, ma tramite i futures piazzati alla borsa di Amsterdam, dove gli speculatori comprano il gas al prezzo attuale ma lo rivendono a un prezzo sostanzialmente piú alto scommettendo sulla futura indisponibilitá del gas facendone alzare i prezzi, giocando sul fatto che sostituire il gas russo richiede ingenti investimenti e soprattutto lunghe tempistiche che possono portare ad una prolungata mancanza di prodotto sul mercato che ne farebbe schizzare i prezzi, dato che è essenziale per la produzione di energia e difficilmente rimpiazzabile con altre fonti.

    Insomma un problema nel problema, che unita alla poca voglia di una soluzione diplomatica al conflitto ucraino, e anzi con la possibile fine della globalizzazione per tornare a un mondo diviso in due schieramenti come ai tempi della guerra fredda , porterá i costi dell’energia, specie in Europa fortemente dipendente dal gas russo, ad aumenti dei costi dell’energia veramente consistenti almeno sino a quando, e se sará possibile, verranno trovate delle fonti energetiche alternative.

    Le aspettative quindi non sono per nulla rosee a meno di importanti decisioni politiche in seno al parlamento Europeo, che non sembrano all’ordine del giorno.

    Voi cosa ne pensate? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti.

  • Parità euro dollaro: che succede?

    Parità euro dollaro: che succede?

    Come forse avrete appreso dalla stampa il cambio euro dollaro ha raggiunto la parità, questo significa che se prima per comprare un dollaro bastavano 80-90 centesimi adesso serve 1 euro.

    Non è una notizia da sottovalutare perché tutti quei prodotti che si pagano in dollari come l’energia o la tecnologia ci costeranno di più , perchè dovendo gli importatori pagare in dollari convertire i propri euro costerà di più e quindi dovranno adeguare i listini al rialzo, non solo per il maggior costo delle materie prime dovuto all’inflazione ma anche al tasso più sfavorevole.

    Quindi se per comprare il nostro telefonino del valore di 500 dollari sino a ieri servivano 450 euro ora ne serviranno 500: pagando noi in euro quel telefonino ci costerà di più.

    In pratica succede come quando andiamo in vacanza in un paese straniero che ha una valuta diversa dalla nostra: se il paese è povero quando acquistiamo prodotti locali riusciamo a spendere davvero poco, ad esempio fare pranzi luculliani con pochi euro ma se proviamo a comprare prodotti della nostra terra li pagheremo almeno quanto da noi, questo perchè il cambio è per loro sfavorevole.

    E lo stesso accade a parti inverse quando andiamo in paese più ricco, quindi con una valuta più forte , avremmo difficoltà anche a fare un pasto frugale, con prezzi ben più alti dei nostri.

    Quindi la moneta più debole favorirà il turista straniero o comunque chi ha qualcosa da vendere agli stranieri, mentre la moneta più forte favorisce chi deve comprare dall’estero.

    In pratica se prima eravamo un paese ricco ora siamo più poveri: è come se ci si stessimo tramutando  dalla Svizzera all’Ungheria: in teoria potremmo vendere di più ma comprare di meno, anche se la competitività dovuta alla moneta debole potrebbe perdersi per via dell’inflazione alle stelle e soprattutto perché non avendole a sufficienza in europa compriamo energia e materie prime dall’estero quindi i nostri di produzione aumenteranno e saremo in concorrenza con chi riesce a produrre a costi più bassi.

    Insomma una stangata nella stangata che non ci lascia presagire nulla di buono per la nostra economia.

    Voi eravate al corrente della cosa? Pensate di avvantaggiarvi o di perdere con l’euro debole? Scrivetemelo nei commenti

  • Ecco il trucco per difendersi dall’inflazione

    Ecco il trucco per difendersi dall’inflazione

    Come sicuramente ci siamo accorti andando a fare la spesa , pagando le bollette o a fare il pieno alla nostra automobile tutto sta aumentando e purtroppo questi aumenti almeno per il momento non si fermeranno.

    Questo significa che quasi tutto aumenterà di prezzo e gli aumenti di determinati prodotti e delle materie prime trascinano al rialzo tutta la produzione.

    Inoltre anche i tassi di interesse di prestiti e mutui stanno salendo rapidamente, questo significa che fare un acquisto importante, come per la casa o l’automobile, ci costerà molto di più rispetto al passato.

    Inoltre la geopolitica dovuta alle guerre ci lascia presupporre che reperire in futuro certi prodotti o materiali sarà più difficile o più costoso rispetto al passato, cosa che potrebbe far diventare un lusso l’acquisto di determinati prodotti che abbiamo sempre ritenuto alla nostra portata.

    Se poi ci si mettono alcune leggi e regolamenti a complicare le cose, come lo stop alla produzione di automobili a motore termico, l’obbligo di montare pannelli fotovoltaici sulle abitazioni di nuova costruzione, nuove tasse sull’inquinamento o il divieto all’utilizzo di determinati materiali, i prezzi non potranno che lievitare.

    Il consiglio è quindi se abbiamo in mente di fare un acquisto importante è bene farlo prima possibile: se si tratta di un prodotto elettronico come un computer, uno smartphone o un televisore la carenza di chip ha fatto sì che i prezzi dei componenti siano aumentati a dismisura quindi comprare adesso ci evita che possano aumentare ancora, ovviamente se il prodotto ci serve o comunque dobbiamo andare a sostituire un prodotto non più efficiente.

    Se si tratta di un’abitazione il problema lo abbiamo con i tassi dei mutui che sono schizzati alle stelle perché sta aumentando il costo del denaro e questo si riverbera giocoforza sui mutui e anche il costo dei materiali per la costruzione e la ristrutturazione e’ salito, mentre quello che potrebbe scendere è il valore di alcuni immobili che a causa dell’aumento dei tassi e dal probabile futuro aumento delle tasse sulla casa potrebbero essere più difficili da vendere: se dobbiamo andarci ad abitare e magari se riusciamo a pagarla il più possibile in contanti potrebbe essere il caso di affrettarsi prima che l’acquisto possa diventare insostenibile.

    Per le automobili il problema è la mancanza di componenti che ha fatto lievitare i tempi di consegna ma soprattutto i costi sia del nuovo che dell’usato, essendoci poca disponibilità trovare degli affari è sempre più difficile e i finanziamenti sono sempre più costosi: rispetto al passato è diventato più conveniente riparare la nostra macchina con qualche acciacco che non sostituirla, ma se proprio non ne possiamo fare a meno o se dobbiamo finanziare l’acquisto è bene muoversi per tempo prima che la situazione peggiori ulteriormente.

    Ma non potremmo comunque aspettare all’infinito, visto che tra poco piu’ di 10 anni non potranno piu’ essere prodotte le auto a motore termico e anche volendo acquistare un’auto elettrica, il costo delle batterie e dell’energia è salito alle stelle rendendole estremamente costose nell’acquisto e nell’utilizzo. 

    Ma in generale tutti i prodotti sono destinati ad aumentare, e considerando che la provenienza di certi prodotti o che la loro componentistica arriva da stati con cui in futuro potremmo o dovremmo rinunciare ad avere rapporti commerciali, spostando la produzione in paesi con dei costi di produzione sicuramente più elevati questo si riverberà nei prezzi: ad esempio se lo stesso telefonino prodotto in Cina lo si produrrà in America dove è stato progettato, potrebbe costarci anche 4 o 5 volte il suo attuale prezzo.

    Il consiglio è quindi , se possibile, di affrettarsi a fare certi acquisti, anche perchè l’economia europea potrebbe soffrire pesantemente la situazione internazionale, quindi anche accedere a un finanziamento potrebbe essere più difficile in quanto anche i posti di lavoro più sicuri potrebbero non esserlo in futuro o il costo della vita potrebbe aumentare talmente tanto da farci risultare agli occhi della finanziaria poco solvibili nonostante un posto di lavoro fisso.

    E’ bene quindi prepararsi al peggio sperando che non ce ne sia bisogno, perché c’è il rischio che il nostro tenore di vita e le comodità a cui siamo abituati potrebbero svanire in futuro, specie in caso di scelte politiche ed economiche non troppo lungimiranti.

    Voi eravate al corrente del problema? Avete in mente di acquistare ora prima che sia troppo tardi o preferite attendere tempi migliori? Avete dubbi, segnalazioni o domande a riguardo? Scrivetele nei commenti!

  • Possiamo fare a meno del gas russo?

    Possiamo fare a meno del gas russo?

    Uno dei effetti della guerra in Ucraina e’ l’aumento dell’inflazione ma e’ un processo che e’ iniziato ben prima dell’inizio delle ostilità.

    Infatti già col covid il rallentamento delle produzioni e dei trasporti hanno portato a fare aumentare il costo delle materie prime, l’offerta è diminuita e i prezzi giocoforza sono aumentati, anche considerevolmente.

    E quando ad aumentare sono i costi dell’energia, a catena aumenta tutto, perché i beni per essere prodotti e trasportati hanno bisogno di energia e se costa di piu’ produrre, il prodotto verrà venduto a un prezzo più alto, oppure non sarà conveniente la produzione portando ad una scarsità di offerta a cui consegue un aumento dei prezzi perché chi ha la disponibilità del prodotto non avendo concorrenza può fare il prezzo che vuole.

    Purtroppo la cosa si sta accentuando con la guerra, perché ai problemi pre esistenti si somma la volontà politica di boicottare le materie prime russe, e per l’Europa questo e’ un problema perché, seppure in maniera differente a seconda del paese, dipende strettamente dal gas russo.

    Infatti la moda dell’ambientalismo estremo ha portato a eliminare la produzione di energia da fonti ritenute inquinanti, sostituendo la produzione con combustibili ritenuti più puliti e uno delle fonti principali e’ il gas, ma il gas non essendo presente in quantita’ importanti nel sottosuolo europeo si e’ costretto ad importarlo dai paesi che ne hanno a disposizione.

    Ci sono alcune nazioni europee che hanno comunque una certa disponibilita’ per soddisfare i propri fabbisogni e che soffrono meno del problema delle importazioni, altre che hanno la possibilita’ di produrre energia in maniera alternativa , ad esempio col nucleare, limitando la necessità di gas e ci sono paesi come l’Italia che non hanno fonti alternative né riserve di gas e che quindi per l’energia dipendono fortemente da altre nazioni.

    Se poi si aggiunge che in italia tra vincoli burocratici, veti di associazioni ambientaliste e proteste varie, anche provare ad estrarre gas dal nostro sottosuolo, o creare delle strutture per l’importazione e lo stoccaggio come rigassificatori e gasdotti diventa affare lungo e complesso, ai limiti dell’impossibile, ci si rende conto di avere pochi assi nella manica.

    E ora se si sceglie o si è costretti a fare a meno del gas russo da qualcun altro lo si deve pur comprare, non necessariamente migliore dei russi. Purtroppo in passato non si e’ mai effettuata una seria differenziazione dei fornitori, quindi ora ci si trova nei guai, anche perche’ le opere per permetterci di approvvigionarcene sono costose ma soprattutto richiedono tempo, e se in un paese efficiente servirebbe qualche anno per la loro costruzione, con la burocrazia italiana non e’ strano mettere in conto dover moltiplicare per 4 o 5 questi tempi

    Ovviamente non si e’ voluto in passato investire in forme di approvvigionamento alternative , sia per mancanza di lungimiranza che per un fattore economico: comunque la si guardi il gas russo costa meno, perche’ arriva da piu’ vicino, e soprattutto arriva direttamente con un tubo senza necessità , trasportandolo via mare, di doverlo prima trasformare in liquido e poi rigassificare, cosa che richiede impianti appositi che non abbiamo e costi piu’ elevati per il trasporto, oltre che una minore efficienza.

    Ma cosa si può fare per evitare di dipendere dal gas russo? Sicuramente si può cercare di acquistare da altri paesi, ma mettendo in conto di costruire delle infrastrutture che richiedono molto tempo e tanti investimenti, ma ci permettono di poter mettere in concorrenza i fornitori cercando di spuntare il miglior prezzo possibile, visto che comunque lo dovremo pagare piu’ caro.

    Si può cercare di sfruttare le nostre riserve, utilizzando i giacimenti presenti nel mare adriatico bloccati da delle normative ambientali che rendono impossibile lo sfruttamento dal versante italiano, ma non vietano ai paesi confinanti di attingere alle stesse stesse riserve.

    Si può cercare di produrre energia con altri sistemi, anche se più inquinanti: dal carbone al nucleare e cercare di massimizzare l’uso di fonti rinnovabili come eolico o fotovoltaico, ma prendendo coscienza che l’apporto che le rinnovabili potranno dare sara’ comunque limitato anche se per assurdo riempissimo ogni metro quadro di terreno incolto con pannelli e pale eoliche.

    Si può cercare di evitare gli sprechi efficientando il consumo, magari incentivando la sostituzione di impianti energivori con soluzioni piu’ moderne ed efficenti,  ma tenendo conto che il problema non si risolve abbassando di qualche grado le temperature nelle nostre case, perché il grosso dei consumi di energia del nostro paese fa capo alle nostre industrie: quell’energia serve per produrre, e se non si produce l’economia del nostro paese si ferma.

    Quella che infatti non si deve assolutamente fermare e’ la produzione, quello che a causa dei costi o della mancanza di energia non produciamo noi lo produrrà qualche altro paese, rubandoci il mercato, magari grazie a dei prezzi più bassi dovuti all’uso dello stesso gas russo che noi abbiamo deciso di smettere di comprare.

    Forse la Cina riuscirà a portarci via quelle produzioni di qualità che ancora avevamo in Europa, o forse si ritornerà ad una sorta di guerra fredda tra oriente ed occidente, dove con buona pace della globalizzazione dovremmo produrci a caro prezzo tutti i beni di nostra necessita: una cosa e’ certa, quei beni in futuro li pagheremo di più.

    Voi cosa ne pensate, avete delle soluzioni al problema? Avete dei dubbi, delle domande o delle curiosità: scrivetele nei commenti

  • Tutto sta aumentando. Cosa possiamo fare?

    La situazione energia per vari fattori sia sanitari che geopolitici ha fatto schizzare il costo dell’energia alle stelle, quindi le nostre bollette o solo fare il pieno alla nostra auto ci costa molto di più di quanto ci costasse solo qualche mese fa, ma anche semplicemente fare la spesa è diventato sempre più difficile, dato che i prezzi risentono degli aumenti dei costi di energia e trasporti.

    Ma cosa possiamo fare per limitare i danni? Sicuramente una strategia è quella di limitare i consumi, tagliando quelli non necessari, facendo particolarmente attenzione ad evitare gli sprechi: anche la tv o una lampadina dimenticata accesa nel suo piccolo contribuisce ad aumentare la bolletta. Se abbiamo un contratto elettrico bi-orario cerchiamo di evitare di utilizzare gli elettrodomestici più energivori nelle fasce di picco, magari utilizzando un timer per far partire la lavatrice o la lavastoviglie nelle ore notturne.

    Sicuramente sostituire un elettrodomestico con un più efficiente o sfruttare gli incentivi per l’efficientamento energetico delle nostre case può farci ridurre le nostre bollette, specialmente per la parte relative al riscaldamento delle nostre case: già sostituire una stufetta elettrica con un sistema a pompa di calore di ultima generazione, con i costi dell’energia alle stelle attuali si ripagherà in poco tempo

    Ovviamente questo non è il momento migliore per acquistare prodotti elettrici ed elettronici, sia per la scarsità di prodotti disponibili sul mercato sia per i costi di trasporto e delle materie prime lievitati che si ripercuotono sui prezzi: ma se ciò porta a un risparmio dei nostri costi energetici o comunque ci serve meglio comprarlo adesso prima che possa ulteriormente aumentare di prezzo, viceversa se non è nulla di necessario o se comunque il risparmio che ci porta è minimo forse può essere meglio attendere tempi migliori.

    Scegliere il momento giusto di fare un acquisto e magari fare scorta o anticipare l’acquisto di qualcosa che avevamo in mente di acquistare può essere una buona strategia: ad esempio dato che i prezzi di alcuni prodotti alimentari come quelli a base di grano o di pomodoro è previsto che aumentino non è sbagliato fare scorta di prodotti a lunga conservazione come pasta e pelati, in modo da averli pagati un pò meno, nella speranza che i prezzi nel futuro, quando avremo finito le scorte, ritornino a valori più accettabili.

    Purtroppo però non abbiamo la sfera di cristallo per sapere se un prodotto continuerà ad aumentare o se ha già raggiunto il suo picco e quindi se come in borsa è il momento giusto di comprare o meglio aspettare, anche se le prospettive per molti beni non fanno presagire nulla di buono, cosi come le previsioni sull’inflazione ci lasciano presupporre, e anche per questo come vi spiegavo in un precedente articolo è il momento di non tenere i soldi fermi in banca.

    E come per un investimento dovremo ragionare sulla nostra bolletta: il momento è buono per cambiare gestore cercandone uno più economico, visto che il costo dell’energia è schizzato alle stelle, anche solo grattare qualcosa può significare parecchio per il nostro portafoglio.

    Insomma le azioni che possiamo mettere in pratica sono diverse e sicuramente ne abbiamo dimenticata qualcuna, se ne avete altre da suggerire o se avete qualche dubbio o consiglio scrivetelo pure nei commenti, come al solito li leggeremo e vi rispondemo.

  • Proteggersi dall’inflazione

    Proteggersi dall’inflazione

    Se c’è un’effetto collaterale evidente del covid è l’aumento dei prezzi: tutto è aumentato a causa sia delle difficolta produttive, che quelle del trasporto, alla carenza di materie prime, dalla mancanza di semiconduttori ai prezzi alle stelle dell’energia che hanno reso poco conveniente tenere attive certe produzioni: il risultato è uno solo, l’inflazione che se in primo momento si stimava potesse essere un fenomeno passeggero, sembra si stia avviando a diventare qualcosa con cui dovremo avere a che fare per tanto tempo.

    Ma come proteggerci dall’inflazione? Dipende tanto dalla nostra posizione, se fossimo dei debitori tendenzialmente potrebbe anche essere un vantaggio, soprattutto se il costo del denaro resta comunque basso, perchè se la rata rimane costante ci peserà meno lo sforzo necessario a ripagare il nostro debito, ma se invece riceviamo uno stipendio fisso al contrario diminuisce il nostro potere d’acquisto, cioè con la stessa cifra potremo comprare meno prodotti, anche perché a differenza di un libero professionista che può, almeno in teoria, stabilire i propri prezzi non abbiamo la possibilità di farci pagare di più se non provando a cambiare lavoro in cerca di un aumento di stipendio.

    Pertanto se non possiamo agire sulle entrare non possiamo fare altro che intervenire sulle nostre spese: cercando di spendere meno o meglio, evitando gli sprechi e facendo più attenzione ai conti e a risparmiare il più possibile: scegliendo magari il supermercato con i prezzi migliori e non il più comodo, acquistando confezioni più grandi o prodotti similari in offerta o più economici al posto del prodotto che compriamo abitualmente, cambiando le nostre abitudini , i nostri fornitori o i nostri contratti delle utenze, insomma facendo più attenzione alla nostra spesa: purtroppo la facoltà di poter scegliere solo in base ai nostri gusti o alla nostra comodità e non al portafoglio è un lusso che in tempi di magra può essere tagliato.

    Se invece abbiamo dei soldi fermi nel conto in banca è il momento di investirli, come dicevo in un articolo precedente se in condizioni normali coi tassi bassi o addirittura negativi tenerli fermi diventava un costo dato che gli interessi non remuneravano i costi di tenuta del conto e i relativi bolli , con l’inflazione che galoppa perderemo anche il potere d’acquisto del nostro capitale che già non maturava interessi e ora viene eroso dall’inflazione: facciamo un’esempio con cifre a caso: fra un’anno i miei mille euro fermi che se migliore delle ipotesi non sono diventati magari 980 perchè ho dovuto pagarci i bolli e il canone del conto, potrò comprarci gli stessi beni che ora posso comprare con 950, se voglio che tra un’anno possa comprare le stesse cose che compro ora con 1000 euro, quei 1000 euro devono diventare diciamo 1050 e per farlo non ho altro modo che investirli di modo che possano fruttare.

    Quindi ora piu che mai diventa essenziale capire come investire, in sicurezza e con il profilo di rischio adatto alle nostre esigenze, magari evitando degli strumenti inadatti a chi non è esperto, o peggio sonore fregature rifilate da qualche promotore finanziario o impiegato di banca poco serio, dato che qualsiasi investimento presuppone un rischio , che sarà più o meno marcato a seconda dei prodotti ma è sempre presente.

    Cio significa che non ci si può più cullare sugli allori, ma se non si vuole rinunciare al proprio tenore di vita è necessario attuare delle contromisure per riuscire ad incassare il colpo dell’inflazione senza soccombere: certo significherà rinunciare a qualche comodità o a del tempo per studiare le soluzioni del caso, ma con un po’ di accortezza si riesce a fare fronte anche a quella tassa occulta chiamata inflazione.

  • Conviene tenere fermi i soldi sul conto?

    Conviene tenere fermi i soldi sul conto?

    Oggi vi faccio una domanda alquanto ovvia che avrete sicuramente visto nel titolo, conviene tenere i propri risparmi fermi sul conto in banca? E la risposta è ovviamente no, specie di questi periodi di tassi negativi, dove in pratica le banche pagano per prestare il denaro, ma con l’inflazione in aumento a causa della pandemia.

    Tenere i soldi fermi in banca se è vero che li mette al sicuro da investimenti sbagliati, dato che qualsiasi investimento , anche il più sicuro ha una componente di rischio, e che comunque i soldi  in banca hanno la tutela del fondo interbancario che vi copre fino a 100.000 euro anche in caso di fallimento della banca è pur vero che non solo non vi rendono, ma finiscono per costarvi in canoni, tasse e ora pure in interessi negativi, specie se a seconda delle banche superate una certa soglia di liquidità senza investirli o senza acquistare da loro dei prodotti o servizi che possano remunerare la gestione del conto come mutui o assicurazioni.

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    Alcune banche sono arrivate a chiudere i conti di chi ha troppa liquidità, o ad applicare delle condizioni capestro, ma anche chi non arriva a somme importanti farebbe bene a investire quei soldi quantomeno per evitare che il capitale venga eroso dall’inflazione e dai costi.

    Ma come fare se ci si dovesse trovare in queste situazioni? In teoria si potrebbe spostare parte della cifra in un’altra banca o in un conto deposito, ugualmente tutelato dal fondo interbancario, ma si rischia che i costi raddoppino e che comunque gli interessi non vi vengano pagati o siano talmente bassi da non coprire le spese.

    La vera risposta è che quei soldi vanno investiti in qualche modo, gli strumenti sono tanti, dai più sicuri come le obbligazioni, dalle pensioni integrative ai piani d’accumulo, ai fondi di investimento o alle azioni, passando da una miriade di soluzioni intermedie come gli ETF, a prodotti più particolari come il forex o le criptovalute.

    Ovviamente ogni prodotto ha le sue caratteristiche, i suoi costi, la sua tassazione e spesso richiede una certa competenza per evitare di fare la scelta sbagliata, senza considerare che tendenzialmente gli investimenti più remunerativi sono quelli più rischiosi, dove se le cose per qualche ragione non vanno come preventivato rischiate di perdere parte se non tutto il vostro capitale.

    Ragione per la quale è essenziale differenziare i propri investimenti, di modo che, parafrasando il mondo delle corse, puntando su più cavalli alla volta, anche se non guadagnerete il massimo, avrete le spalle coperte se avete puntato sul cavallo sbagliato.

    Inoltre va anche considerato che chi vi propone l’investimento, spesso la stessa banca o l’ufficio postale dove vi servite abitualmente potrebbe essere in conflitto di interessi, proponendovi delle soluzioni non in base alle vostre reali necessità, ma in base alle migliori commissioni che vengono retrocesse loro dal fondo o dal gestore dell’investimento.

    Se le cifre in ballo fossero considerevoli ci si potrebbe permettere qualcuno che amministri per noi in maniera indipendente i nostri investimenti , li segua e faccia in modo che rendano sempre al meglio, ma se le cifre in ballo sono esigue i costi del gestore non si ripagherebbero, quindi o si è capaci di fare da se , studiando i mercati finanziari e investendoci sopra tempo e denaro, cosa che ci farebbe anche risparmiare ma che lascia totalmente a noi le redini del nostro investimento con il rischio di farsi prendere dal panico o da eccessiva euforia e dilapidare il capitale con una mossa sbagliata, anche se ci si può sempre affidare a dei prodotti che possano offrire un giusto compromesso tra costi, facilità di gestione e rischio.

    Poi come detto la propensione al rischio è un fattore soggettivo, se uno sceglie una linea più prudente, è difficile che ci si vada a perdere dei soldi, ma gli interessi maturati saranno tendenzialmente minori di chi ha scelto una linea più aggressiva ,dove il rischio di poter perdere dei soldi è compensato dal maggiore interesse: soluzione magari adatta a chi un orizzonte temporale più lungo e può permettersi di aspettare per recuperare un investimento, cosi come ci sono investimenti che permettono di disinvestire a piacimento e altri che permettono l’uscita solo in determinate finestre temporali, a meno di pagare penali o rischiare di perdere denaro

    Il prodotto o i prodotti giusti e la strategia dipende dagli obiettivi che ci si pone, se il nostro scopo è poterci permettere tra qualche tempo di comprare una casa di proprietà, faremo degli investimenti diversi da chi vuole proteggere un suo gruzzolo dall’inflazione, tutto sta nel trovare le soluzioni migliori che possano fare alle nostre esigenze, che variano da persona a persona, quello che rimane valido è il fatto che di questi tempi tenendo i soldi fermi si perde del denaro.

    Questo non significa però investire fino all’ultimo euro presente nel conto, è sempre bene tenere da parte una certa quantità di liquidi in modo da poter far fronte ad un’emergenza o una spesa improvvisa: la facciata del condominio, un’incidente, la macchina da cambiare o magari si apre una possibilità inaspettata che richiede un pagamento immediato, e dover attendere dei lungi tempi per disinvestire potrebbe farci saltare l’affare.

    E’ un mondo certamente complesso, dove le truffe o quanto meno i cattivi investimenti possono essere dietro l’angolo specie dietro le sirene di interessi particolarmente invitanti, quindi è bene stare molto attenti a cosa si firma e informarsi bene su cosa si sta sottoscrivendo, i suoi costi, il suo funzionamento e anche la sua tassazione che potrebbe erodere i lauti guadagni che ci aspettavamo.

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    Voi conoscevate questi aspetti, avete qualche dubbio, curiosità o prodotto da segnalare? Fatelo nei commenti. A presto. Ciao!

  • Assicurare la nostra automobile

    Assicurare la nostra automobile

    Come ogni automobilista sa o dovrebbe sapere, assicurare la propria autovettura è una delle voci più importanti dei costi di gestione, quindi scegliere con cura l’assicurazione può farci risparmiare somme considerevoli.

    Quello che c’è da sapere è che il premio che noi paghiamo dipende dalle garanzie che richiediamo e questo fa la differenza: un’assicurazione che ci costa qualche euro in meno ci da magari molte meno coperture, quindi non è sempre detto che scegliere il prezzo più basso sia la scelta migliore in assoluto.

    Infatti c’è una voce obbligatoria per legge che è la responsabilità civile o RCA che copre i danni che possiamo causare con la nostra auto se ad esempio investiamo un pedone o causiamo un’incidente, questa assicurazione paga sino a un certo massimale, generalmente di alcuni milioni di euro, che se anche sembrano tanti potrebbero non esserlo se nel nostro incidente provocassimo la morte di una persona molto ricca o distruggessimo un edificio.

    Ovviamente c’è un massimale minimo imposto per legge, e c’è la possibilità aggiungendo qualcosa al nostro premio di aumentarlo in modo da essere più sicuri in caso di incidente, in pratica più paghiamo e più siamo coperti. Aumentarlo ovviamente dipende da noi: possiamo decidere di risparmiare qualcosa restando col minimo indispensabile o dormire sonni tranquilli più spendendo un po’ di più.

    E lo stesso principio lo si applica alle garanzie aggiuntive, che invece sono facoltative come ad esempio il furto-incendio, ma ce ne sono tante altre, che possiamo richiedere oltre alla RCA obbligatoria, se magari abbiamo paura che ci possano danneggiare la macchina, o che ci possa lasciare per strada a causa di un guasto, o se vogliamo essere risarciti anche se la colpa è la nostra o se vogliamo avere le spese legali pagate nel caso serva andare in causa, etc.

    E anche queste garanzie hanno premi differenziati in base ai massimali, cioè la massima cifra che pagherà l’assicurazione in caso di sinistro e alle franchigie, cioè la parte di spesa non coperta dall’assicurazione, ad esempio se assicuriamo i cristalli con una franchigia di 250 euro, se il danno fosse di 100 lo pagheremo noi, se fosse di 350 pagheremo noi 250 e i restanti 100 l’assicurazione.

    Tendenzialmente pagando premi maggiori sarà possibile ridurre o eliminare queste franchigie cosi come variare i massimali, ed è qui che bisogna stare attenti quando si confrontano i preventivi: lo si deve fare a parità di condizioni, perché ovviamente se l’assicurazione copre di meno i prezzi saranno più bassi.

    Attenzione anche al fatto che alcune assicurazioni non consentono di attivare alcune garanzie, o lo fanno solo in determinate condizioni, specie per le coperture più rischiose per la compagnia come gli atti vandalici o per il furto che talvolta vengono fornite solo se la macchina è nuova o solo se si aveva già quella garanzia in precedenza, o vincolate all’attivazione di altre garanzie come ad esempio la copertura dei cristalli o degli eventi atmosferici vincolata al furto-incendio. Questo ovviamente rende più difficile confrontare due preventivi, dato che ogni compagnia ha le sue regole e spesso non si riesce ad avere un preventivo perfettamente identico per il confronto o non si possono avere tutte le coperture che desideriamo con quella particolare compagnia.

    Va anche aggiunto che spesso le compagnie hanno delle regole particolari, dato che coprono solo alcune situazioni e non tutto ciò che il loro nome lascerebbe intendere, quindi anche la copertura da una compagnia ad un’altra potrebbe essere parecchio differente e questo può giustificare la differenza di prezzo .

    Ad esempio il furto-incendio, dove l’assicurazione ci risarcirà se la nostra auto ci venisse rubata o andasse a fuoco per molte compagnie non copre, a meno di pagare un’extra sempre se disponibile, se il sinistro avviene in un’area privata come il nostro garage o il cortile condominiale, oppure se l’incendio scaturisce dalla macchina parcheggiata affianco o perché deriva da un atto vandalico, se la compagnia estende la copertura anche a questi casi probabilmente si farà pagare di più.

    Ovviamente va verificato con cura, specie se il premio sembra particolarmente basso, cosa copre la garanzia, perché potremmo pentirci della scelta al momento del bisogno e li nascono i dolori: ad esempio abbiamo scelto l’assicurazione perché quella garanzia ci costava la metà, poi magari ci aprono la macchina per rubarci lo stereo e l’assicurazione non paga perché copre solo il furto dell’intera macchina e non delle singole componenti.

    Quindi va fatta particolare attenzione nel confronto, capendo che generalmente più si paga e più si è coperti e spesso le compagnie giocano sulle proprie regole per differenziare i propri prezzi, sta a noi capire che garanzie effettivamente ci interessano e di cosa si può fare a meno.

    Ovviamente anche la presenza e l’assistenza di un’agente fisico anziché di un call center o un sito web in caso di necessita ha un suo costo e sta noi valutare, al pari delle varie garanzie, se ci serve o se possiamo farne a meno: tagliando su garanzie inutili e magari cucendoci su misura solo le garanzie che ci servono possiamo risparmiare anzichè prendere un pacchetto pre-esistente.

    Voi conoscevate questi aspetti? Avete altre dritte da segnalare, oppure dei dubbi o delle curiosità? Scriveteli nei commenti!