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  • Arredare spendendo meno

    Arredare spendendo meno

    Quando si tratta di arredare casa spesso le cifre in gioco sono importanti, ma come fare per risparmiare qualcosa, magari perché stiamo arredando una seconda casa o il budget è limitato, o perché magari si tratta di una soluzione temporanea in vista di un futuro trasloco?

    Un’idea non certo da scartare è il mercato dell’usato, spesso chi è in procinto di cambiare casa ha fretta di liberarsi del mobilio esistente che svende o addirittura regala, se si ha a disposizione un mezzo di trasporto adatto e magari qualcuno che ci puo dare una mano per trasportare, smontare e rimontare si possono fare affari interessanti, spesso anche mettendo in conto di pagare i servizi di un trasportatore, che spesso incidono più del prezzo pagato per il mobilio usato.

    Per trovare mobili usati, come già suggerivo in un altro articolo, è bene dare uno sguardo ai siti di annunci gratuiti locali, alla sezione marketplace dei social network , ma soprattutto ai mercatini dell’usato dove gli articoli sono proposti in conto vendita: essendo disponibili molti articoli di varia provenienza si può riuscire a concentrare gli acquisti per più stanze in un unico trasporto risparmiando tempo e denaro, dato che per la  natura ingombrante il trasporto incide parecchio sulla spesa finale.

    Ovviamente fate attenzione, oltre alle dimensioni, alla qualità e alle condizioni dei mobili, se qualche sbeccatura si può facilmente sistemare con della cera colorata per mobili, se l’armadio è già traballante prima del trasporto non è detto che possa arrivare sano e salvo a destinazione dato che smontare, trasportare e rimontare può causare danni se non si usano le dovute attenzioni, specie se si ha a che fare con prodotti di qualità non eccelsa.

    Come dicevo I costi del trasporto per via di peso e volume incidono parecchio quindi acquistare del mobilio in kit smontato e montarselo da soli in casa può essere una valida soluzione, specie per quegli articoli non particolarmente complessi da montare: certamente una libreria o una scrivania sono molto piu semplici di una cucina completa, ma anche montare un armadio non è un’impresa impossibile se si seguono alla lettera le istruzioni di montaggio.

    Mi riferisco a Ikea che deve al mobile in kit la sua fama, ma anche a concorrenti come JYSK o ai vari mercatoni del mobile e spesso i brico che trattano questa tipologia di mobili amici del portafoglio, senza considerare che si possono acquistare anche online, avendo però la cortezza di valutare bene le spese di spedizione dato che dipendendo dal peso possono essere parecchio costose e soprattutto dal tipo di consegna, se al piano o a bordo strada: in presenza di colli molto voluminosi o se non è presente un ascensore occorrerà organizzarsi con qualcuno che ci dia una mano a portarli in casa che possa essere disponibile al momento della consegna.

    Andandoli invece a ritirarli noi nel magazzino del venditore essendo smontati se è vero che rimane il problema del peso si riduce quello del volume: pur essendo tanti colli per un singolo mobile, a meno che ci siano pannelli a tutta lunghezza, come i fianchi di un armadio, possono essere tranquillamente caricati in automobile magari ingegnandoci un po’.

    Se si tratta di prodotti voluminosi valutiamo la possibilità di farcele trasportare dal negozio, dal sito o chiamando un trasportatore, magari evitando di acquistare il servizio di montaggio per risparmiare o cerchiamo in prestito o a noleggio un furgone.

    Poi nulla ci vieta di trovare delle soluzioni furbe: una rete matrimoniale non entrerà nel bagagliaio di una comune automobile, ma pesa poco quindi è il candidato ideale da acquistare su internet, mentre un letto smontato puo essere caricato in auto senza troppe difficoltà, un consiglio è quello di valutare nelle schede dei prodotti che vogliamo acquistare pesi e misure dei colli per il trasporto, avendo cura di misurare con cura gli spazi della nostra auto , abbattendo i sedili e/o portandoli avanti il più possibile per massimizzare gli spazi per i colli più lunghi in modo da poter scegliere un prodotto che non ci richieda spese aggiuntive per il trasporto.

    Inoltre certi mercatoni del mobile come  ad esempio Mondo Convenienza o Conforama , come forma di marketing giocano sulle spese di trasporto, facendo dei prezzi di trasporto e montaggio in percentuale sulla spesa complessiva (generalmente tra il 10 e il 15%) o alcuni addirittura omaggiandoli, specie in alcuni periodi dell’anno, magari lasciando a pagamento qualche servizio extra come l’allaccio delle cucine o la scelta dell’orario di consegna, e la cosa diventa particolarmente vantaggiosa se si acquistano mobili voluminosi a basso prezzo: per farci trasportare e montare un armadio a 6 ante pagato 500 euro un trasportatore ci può chiedere tra le 200 e le 300 euro, utilizzando il loro servizio ce la caveremo con 50-60 euro: diventa un bel risparmio da mettere in conto nella scelta del venditore, mentre se si tratta un prodotto costoso non sono le 100 euro di differenza a far pendere la scelta su un negozio piuttosto che l’altro.

    Attenzione anche che pagando il trasporto in percentuale la cosa può rivelarsi un’arma a doppio taglio in caso di spese importanti, magari perché avete acquistato più ambienti o qualche prodotto particolarmente costoso, con una spesa di 10.000 euro meglio chi ci chiede un costo di trasporto a forfait, diciamo 300-400 euro che pagare in percentuale quelle 1000-1500 euro che ci eroderebbero il risparmio sul prezzo del mobile: in questi casi magari il mobiliere indipendente pur trattando prodotti più cari considerando il trasporto potrebbe alla fine rivelarsi più conveniente nel prezzo finale.

    Altra dritta è quella di fare una visita al reparto outlet dei negozi di mobili, dove vengono messi in vendita a prezzi scontati al cambio delle collezioni i mobili dell’esposizione precedente e/o qualche prodotto con qualche piccolo difetto, ovviamente avendo cura di accertarsi che eventuali difetti siano riparabili, poco visibili e soprattutto non siano strutturali, ma con un po di fortuna si riescono a prendere articoli importanti ad una frazione del prezzo magari a causa di un graffio o di una sbeccatura o perché della collezione dell’anno precedente. Insomma con un po di ingegno, metro e calcolatrice alla mano si riescono a risparmiare bei soldi.

    Voi conoscevate questi trucchi? Ne avete degli altri da segnalare, scrivetemelo nei commenti, cosi come se avete dubbi o curiosità.

  • L’inflazione galoppa

    L’inflazione galoppa

    Purtroppo a causa della concatenazione di una serie di fattori i prezzi dei beni di consumo stanno aumentando pesantemente e questa ascesa non si fermerà a breve.

    Infatti tra la pandemia che ha rivoluzionato la richiesta di alcune categorie di prodotti, le difficolta nei trasporti, le sempre più stringenti normative anti inquinamento che hanno portato ad un’aumento dei costi di materie prime, il prezzo di gas e petrolio alle stelle a causa di problemi geopolitici e che si riverbera nel costo dei trasporti e dei prodotti lavorati, la penuria di componenti elettronici compromette la produzione di tutti quei beni che hanno dei chip al loro interno stanno facendo si che i prezzi stiano salendo in maniera consistente.

    D’altronde è la legge della domanda e dell’offerta: se ci sono più prodotti di quelli che la gente è disposta a comprare i prezzi scendono, ma se al contrario come sta succedendo ci sono meno prodotti in vendita di quelli che la gente vuole comprare i prezzi saliranno.

    Ed è una reazione a catena, se sale il petrolio salgono i costi dei trasporti, se salgono i costi dei trasporti salgono i costi delle materie prime, se salgono i costi delle materie prime sale il prezzo del prodotto finito e cosi via, e l’ultimo che paga il conto è sempre il consumatore quello che appunto acquista il prodotto finito.

    Purtroppo come cittadini più che fare pressioni ai politici che abbiamo votato e alle istituzioni che ci rappresentano, magari organizzando scioperi e proteste che difficilmente porteranno particolare fieno in cascina, specie di questi tempi dove la libertà di espressione non se la passa benissimo con la scusa della pandemia, non possiamo fare.

    Quello che nel nostro piccolo possiamo fare invece è stare particolarmente attenti ai nostri consumi e alle nostre spese, cercando di risparmiare il più possibile, evitando gli sprechi, selezionando con cura dove fare i nostri acquisti alla ricerca del prezzo migliore, magari procrastinando delle spese non necessarie in attesa di tempi migliori, insomma aprendo gli occhi come non mai.

    Infatti l’aumento dei prezzi, a parità di stipendi eroderà il nostro potere d’acquisto e la somma di quei pochi euro di aumento che sembrano risibili se visti solo su un prodotto, ma che diventano tanti perché sono tutti i prodotti che acquistiamo per la nostra vita quotidiana ad aumentare: se aumentasse solo un particolare prodotto ad esempio il caffè potremmo pensare di comprarne meno o sostituirlo con un prodotto simile, magari il tè, ma se aumenta tutto non abbiamo quella difesa.

    E dalla somma dei pochi centesimi di aumento di alcuni generi alimentari agli aumenti importanti sull’energia, essenziale per i trasporti e per il riscaldamento, la spesa per il nostro bilancio familiare aumenta e a meno di non garantirci nuove entrare avremo meno risorse da dedicare alle nostre passioni, dovendo giocoforza tagliare quelle spese meno utili: magari andare meno a mangiare fuori con gli amici, rinunciare a cambiare i mobili o la macchina, non fare quella vacanza che tanto desideravamo, etc.

    I tempi che corrono non sono buoni e anche le previsioni non sono rosee con aumenti importanti previsti sulla benzina, qualche esperto ipotizza che possa addirittura arrivare a 4 euro al litro, ma anche su pasta, pomodori, grano, farina e tante derrate alimentari tanto che non sarebbe male fare un po’ di scorta dei prodotti a più lunga conservazione.

    Addirittura c’è il rischio di un Natale senza regali, a causa della scarsità dei prodotti soprattutto quelli elettronici, ad esempio pure la Apple che ha un elevato potere contrattuale nell’acquisto dei microchip ha dovuto rallentare la produzione dei nuovi iPhone, e dai costi alle stelle di molti prodotti che ci faranno desistere dall’acquisto, ma anche la stessa tavola natalizia sarà meno imbandita a causa dei prezzi dei prodotti alimentari.

    Insomma non si prospetta nulla di buono almeno per i prossimi anni, quindi occorre fare molta più attenzione del solito ai bilanci familiari.

    Voi ne eravate al corrente? scrivetelo nei commenti, cosi come se avete dubbi o curiosità.

  • L’impastatrice planetaria

    L’impastatrice planetaria

    Oggi parliamo di un elettrodomestico che non è presente in molte case, ma che per via del costo non troppo elevato e della sua versatilità può essere sia un gradito regalo per chi si diletta in cucina che un valido alleato per le nostre preparazioni e per il nostro portafoglio.

    Sto parlando dell’impastatrice planetaria, quella macchina elettrica che si occupa di impastare solidi e liquidi permettendoci di evitare di stendere la pasta di dolci e salati a mano o col mattarello, applicando una forza costante regolata da un’apposita manopola

    E’ composta da un motore, una ciotola , a seconda dei casi in materiali plastico o metallico, dei ganci che si applicano al motore , generalmente almeno quello per pizza, quello per i dolci e quello per montare a neve, e a volte nei modelli più completi degli accessori che la trasformano in un robot da cucina completo che sfrutta il motore della macchina.

    Il segreto dei risultati è il movimento della frusta su due assi, non solo sull’asse del motore ma anche attorno al centro del contenitore raggiungendo tutte le parti del contenitore e simulando al meglio l’azione manuale di un pizzaiolo esperto

    Diventa facilissimo impastare , dalla pasta sfoglia per pizze salati e rustici, ai dolci togliendoci lo sbattimento di lunghe lavorazioni manuali e consentendoci di fare in casa prodotti che altrimenti avremo comprato , magari meno salubri o di produzione industriale, o magari non avremmo mai fatto come qualche vecchia ricetta della nonna che altrimenti richiederebbe lavorazioni molto più lunghe e complesse di inserire qualche ingrediente nella ciotola e girare una manopola.

    Ovviamente ne esistono di varie potenze e capacità e con diversa dotazione di accessori, con prezzi che variano dai 60 euro alle 1000 euro: preferite possibilmente modelli più potenti e capienti, soprattutto se avete in mente di impastare la pasta per pane o pizza dato che richiede maggiore potenza e sforza di più il motore, per quello meglio avere un recipiente capiente per evitare di dover dividere l’impasto in più lavorazioni ,dato che è buona norma far riposare il motore dopo la lavorazione per evitare di rovinarlo, mentre per torte e dolci anche un modello meno potente può fare tranquillamente alla bisogna.

    Ma perché è utile per il portafoglio?  Semplicemente fare una torta diventa qualcosa di estremamente facile e rapido, alla portata di tutti, anche di un bambino, che può essere fatta anche quotidianamente dato che può essere fatta in un quarto d’ora di lavoro più dai 30 ai 45 minuti di cottura: in un’ora avrete un’ottima torta fatta con una bassissima spesa, meno del costo di una confezione di merendine, ma soprattutto con ingredienti più genuini naturali o sfiziosi rispetto ai prodotti confezionati, che basterà mettere nella ciotola e lasciare lavorare la macchina, dopo di che si travasa in una teglia e si inforna: nulla di più facile.

    Puo’ inoltre , usando l’apposito gancio fare degli impasti per pane e pizza perfetti la cui lavorazione manuale è generalmente laboriosa e non certo a prova di errori, avendo giusto cura di inserire farina acqua e lievito e lasciando lavorare la macchina fino alla perfetta incordatura dell’impasto

    Diciamo che si presta facilmente a tutti quei prodotti da forno che potremmo fare in casa risparmiando tempo, soldi e fatica, oltre a diventare un divertente passatempo che potrà soddisfare la voglia di dolci di grandi e piccini.

    Voi la conoscevate, ne avete una in casa? Scrivetelo nei commenti cosi come se avete dubbi o curiosità sul suo utilizzo.

  • Comprare e vendere articoli usati

    Comprare e vendere articoli usati

    Un tempo quando dovevamo vendere o comprare un prodotto usato le scelte erano poche: il giornale di annunci gratuiti e ebay. Col tempo però sono nate delle soluzioni diverse, anche perché questi mezzi si sono evoluti o trasformati.

    Tutti o quasi i giornali , non solo quelli di annunci, si sono ridotti , chiusi o trasferiti sul web rendendo meno appetibile il ruolo stesso del giornale: se gli utenti sono pochi anche pubblicare o comprare quel giornale ha meno senso.

    Fortunatamente gli omologhi dei giornali online sul web, come subito.it o secondamano.it continuano ad avere successo anche se devono fare i conti con nuovi concorrenti, specie quelli che si sono specializzati nella vendita di poche e specifiche categorie di prodotti.

    Anche i social network hanno preso la funzione del vecchio giornale di annunci, dove ad esempio la sezione marketplace di facebook, ma non solo diventa un ottimo punto di partenza per vendere, comprare, scambiare o regalare beni usati sia in nicchie ben definite tramite dei gruppi specializzati che a livello locale, soluzione ottima per oggetti ingombranti, molto comuni o di basso valore, dove una spedizione costerebbe più del valore della merce.

    Ebay poi nel tempo si è trasformato da un sito di aste online a un marketplace dove l’usato ha un ruolo sempre più marginale, anche perché le tariffe applicate non lo rendono più particolarmente conveniente e quindi ha perso la sua funzione di primo sito da consultare, anche se mantiene un suo perché per oggetti rari o di difficile reperibilità, specie se non esistono marketplace specifici per quel genere di prodotto.

    Sono nate infatti siti e app specifiche dai beni di collezione all’abbigliamento, dagli orologi alle auto, dai dischi agli strumenti musicali ognuno con il suo strumento specifico, nomi come vinted, discogs, wallapop, autoscout, catawiki, chrono24, mercatino musicale sono ormai conosciuti anche fuori dalle strette cerchie di appassionati.

    E dove non ci sono siti specifici ci sono i forum e i gruppi di discussione nei social, dagli appassionati di biciclette all’informatica, dai collezionisti di auto e moto vintage, agli appassionati di sport o dai gruppi di professionisti è facile scambiare o vendere beni usati specie a chi conosce cosa sta acquistando e ne capisce il valore, cosa che in un mercato più generico può essere difficile, specie in caso di prodotti particolari, personalizzati, rari o ricercati dagli appassionati.

    E poi ci sono sempre i mercatini dell’usato locali, non solo le fiere , generiche o di settore e le bancarelle che periodicamente si organizzano nelle nostre città, ma anche i mercatini dell’usato privati , dove possono essere lasciati in conto vendita i beni in cambio di una percentuale sulla vendita, possono essere la soluzione ideale specie per gli oggetti più ingombranti come l’arredamento poco facile da gestire e spedire, o i prodotti di scarso valore dove lo sbattimento per vendere un prodotto è maggiore dei pochi euro che si recuperano con la vendita.

    Insomma, a seconda della tipologia o del valore del bene le soluzioni sono tante, ma affidarsi all’usato è molto spesso una buona soluzione sia per il portafoglio, quando ovviamente viene venduto a prezzi onesti rispetto al valore del nuovo, che per l’ambiente visto che un prodotto riutilizzato significa un prodotto in meno da riciclare e uno in meno da produrre con un doppio risparmio in termini di inquinamento.

    Voi acquistate o vendete prodotti usati? Avete altri siti o app di usato da segnalare? Scrivetemele nei commenti, cosi come se avete dubbi o curiosità

  • Come cercare l’auto usata

    Come cercare l’auto usata

    Ci troviamo in un periodo per il quale comprare un’auto nuova è un po’ meno conveniente rispetto al passato, vuoi per le difficoltà di produzione per la scarsità dei componenti elettronici e vuoi per gli aumenti di prezzo dovuti alle sempre più stringenti normative ambientali che si riverberano pesantemente sul prezzo delle vetture.

    Una possibile soluzione è quindi quella di rivolgersi al mercato delle auto usate, ma come e dove possiamo trovare un buon usato evitando le fregature? Sicuramente tanto fa il venditore perché ce ne sono di più e meno seri cosi come ce ne sono, a parità di prodotto, di più o meno cari.

    Sicuramente rivolgersi a un rivenditore serio e conosciuto magari può costare qualcosa di più ma ci potrebbe evitare sorprese come auto schilometrate, con problemi progressi e soprattutto problemi burocratici che potrebbero rivelarsi una spina del fianco dopo l’acquisto, cosi come potrà fornirci assistenza in caso di guasti.

    Anche se ogni macchina fa storia a se e non è detto che anche rivolgendoci al rivenditore famoso non si avranno problemi, oltre al fatto che se siamo alla ricerca di un particolare modello, colore o caratteristica ci si dovrà giocoforza rivolgere a un rivenditore non vicino a casa che magari non conosciamo, a meno di non attendere mesi o magari anni che si possa trovare quel modello vicino a casa.

    Sicuramente ampliare il raggio d’azione per la ricerca può farci risparmiare belle cifre, soprattutto perché alcune tipologie di auto sono molto richieste in certe zone pertanto il loro costo sale, ma la stessa auto comprata in una zona dove la richiesta è scarsa avrà un prezzo più abbordabile: un fuoristrada costerà, ma sarà anche più facilmente reperibile in zone di montagna cosi come una decapottabile al mare, mentre una utilitaria soggetta a blocchi del traffico verrà svenduta nelle grandi città ma sarà appetibilissima in un piccolo centro dove non sono previste limitazioni.

    Ovviamente bisogna ponderare bene i tempi e i costi per raggiungere il venditore in un’altra regione, specie se dovesse esserci la necessità di doverla rivedere o se vogliamo che ci venga consegnata a domicilio anziché portarla a casa sulle sue ruote, ma organizzandosi per tempo i costi generalmente non sono proibitivi specie se a fronte di qualche centinaio di euro per il viaggio se ne risparmia qualche migliaio sul costo della vettura.

    Fortunatamente, tralasciando i privati, per trovare l’usato che fa per noi non ci sono solo concessionari e rivenditori di auto , specializzati o meno sull’usato, ma anche società di noleggio e siti internet specializzati che possono a seconda dei casi permettevi l’acquisto a distanza e la consegna a casa come fosse l’acquisto di un prodotto su amazon, evitandovi magari la rogna di dover fare centinaia di chilometri per visionare un’auto col rischio di tornare indietro a mani vuote.

    Ovviamente una macchina usata va vista, provata e controllata ma non tutti sono in grado di scovare le possibili rogne specie se non si è esperti del settore e/o se il rivenditore è stato furbo nel nascondere le magagne.

    L’ideale sarebbe far visionare l’auto da un meccanico di fiducia, o comunque indipendente dal venditore per capire se ci si può fidare o no, ma esistono appositi servizi dove pagando si può avere una consulenza sull’auto che stiamo trattando mettendoci al riparo da fregature prima di firmare il contratto.

    Ci sono poi delle garanzie indipendenti che ci possono coprire da eventuali guasti, specie se acquistiamo da un privato che per legge non deve fornire una garanzia, come vi spiegavo in un altro articolo.

    Alcuni siti web specializzati inoltre sono riusciti a mettere su una formula di visita virtuale con foto e video molto dettagliati, schede di ispezione e garanzia estesa che possono farci stare tranquilli, specie se ci vogliamo evitare la seccatura di dover macinare un bel po’ di chilometri per visionare l’auto, risparmiando tempo e soldi.

    Inoltre lavorando con grandi volumi di vendita , cosi come accade per le società di autonoleggio, i prezzi possono essere vantaggiosi anche considerando le spese di trasporto, e anzi possono evitarci sbattimenti e perdite di tempo

    Diciamo che le soluzioni sono tante ed ampliare gli orizzonti sia sul web, che su venditori fuori mano può consentirci di trovare la macchina giusta al giusto prezzo, sempre avendo la cortezza di controllare condizioni e affidabilità della vettura e serietà del venditore.

    Voi conoscevate queste dritte? Ne avete altre da suggerire, o avete qualche venditore, sito o servizio automobilistico da segnalare nel bene o nel male ? Scrivetelo qui nei commenti , cosi come se avete dei dubbi o delle domande e vi risponderemo!

  • I power blender

    I power blender

    Parliamo dei power blender, quei grandi frullatori di origine americana che da qualche tempo sono di moda. Data l’origine USA sono grandi e consumano tanto, ma sono veramente tanto potenti.

    Sono infatti diventati famosi qualche anno fa per una pubblicità virale su internet dove il produttore di uno  di questo genere di apparecchi usava il frullatore per sbriciolare le cose piu strane dagli iphone alle ossa, dalle videocamere agli accendini diventato talmente famoso da apparire al superbowl.

    Poi sulla scia di questi video sono nati tanti produttori concorrenti altrettanto validi e anche le alternative lowcost, dato che gli apparecchi originali , inizialmente pensati per l’uso professionale costano diverse centinaia di euro, mentre alcune valide imitazioni made in china riescono a stare intorno ai 100 euro, a volte anche qualcosa meno.

    Il prezzo elevato dipende dalla potenza elevata, tenete conto che arrivano a consumare anche 2KW, quindi dalle 5 alle 10 volte un frullatorino economico standard da supermercato, ma questa potenza si rivela essenziale per alcuni tipo di preparazioni.

    Infatti data la potenza riesce a miscelare in maniera perfetta fino a rendere farina quasi ogni cosa dai legumi secchi al pane, riesce a triturare elementi duri come il ghiaccio, rendendolo una macchina ottima per fare dei gelati fatti in casa soltanto congelando della frutta e triturandola con un po di latte o per fare dei deliziosi smoothies, oppure ancora per creare del ghiaccio tritato per i cocktail, magari miscelati direttamente nella caraffa.

    Non solo quindi deliziosi frullati di frutta o vellutate di verdura, milkshake e granite possono essere all’ordine del giorno, se si riesce a trovargli un po di spazio sul piano della cucina, ma anche salse, zuppe e creme o per un americanissimo burro d’arachidi fatto in casa.

    Grazie alla sua capacità di sminuzzare potremo preparare delle farine particolari, oltre ad essere un alleato prezioso per le diete consentendoci di preparare ricette vegetali saporite ma poco caloriche, cosi come è particolarmente utile per preparare in casa degli omogeneizzati naturali per i piu piccoli, che non disdegneranno anche i dolci o i gelati  che potrete preparare.

     Diventa ottimo per preparazioni crudiste o vegane, dato che consente di trattare non solo tutta la comune frutta e verdura, ma anche radici e vegetali rari rognosi per la loro consistenza: a seconda dei casi basterà aumentare la potenza o utilizzare un apposito programma, cosi come per fare in casa degli ottimi latti vegetali.

    Il principale vantaggio è la potenza e la versatilità: alimenti caldi o freddi, duri o morbidi , anche di dimensioni consistenti non sono un problema, lo svantaggio semmai, oltre ai consumi importanti, che alla fine non sono un grande problema dato che lo si usa solo per qualche minuto, quindi al limite bisognerà fare attenzione a non usarlo con altri elettrodomestici energivori per non far scattare il contatore, è la  dimensione del boccale, essendo molto generosa permette di gestire quantità importanti ed evitare di sminuzzare manualmente gli ingredienti, ma se è riempito troppo poco potrebbe non riuscire a fare il suo lavoro, quindi magari siamo costretti ad aumentare le quantità rispetto ad un apparecchio più piccolo.

    Soprattutto fate attenzione a non usare cucchiai di legno o utensili della cucina per smuovere il contenuto all’interno del boccale, data la potenza li triturerebbe nel giro di qualche istante, come detto è davvero potente, ed è il segreto del suo successo: la qualità della lavorazione che sono un motore potente riesce a dare riuscendo ad arrivare a risultati professionali pur con un elettrodomestico casalingo.

    Voi lo conoscevate? Ne avete uno in casa? Fatecelo sapere nei commenti.

  • Le garanzie auto

    Le garanzie auto

    Parliamo di garanzie auto, quella sorta di assicurazioni che coprono le spese di riparazione delle auto che spesso vengono utilizzate dai venditori di auto usate per poter rientrare nelle disposizioni di legge che prevedono che per la compravendita di un’auto usata da un commerciante a un privato debba essere data una garanzia di 24 mesi, che è possibile ridurre a 12 mesi in caso di accordo con l’acquirente, senza doversi far carico di spese aggiuntive difficilmente preventivabili.

    Infatti il commerciante pagherà un premio alla società che emette la garanzia, variabile a seconda della vetustà, del chilometraggio , del tipo di guasti coperti e delle caratteristiche dell’auto che lo mette a riparo da spese extra, nei limiti a seconda dei casi del tipo di guasto e/o di una certa franchigia, cosa che può rivelarsi comoda anche per il cliente perché potrà a seconda dei casi avvalersi di un’officina differente da quella indicata dal venditore, magari più vicina al suo domicilio.

    Il rovescio della medaglia al limite può esserci quando il guasto si dovesse rivelare non coperto dalla garanzia, perché quella determinata tipologia di guasto non è coperta nelle garanzia scelta, essendo quella più economica e possono nascere discussioni su chi dovrà , venditore o acquirente, pagare l’intervento o comunque la franchigia della riparazione, cosa magari più rara se l’intervento è effettuato direttamente nell’officina del venditore, anche se anche in questi casi vetustà dei pezzi e consumabili tendenzialmente vengono comunque addebitate al proprietario dell’auto.

    Cio significa che se si guasta, ad esempio il motore della vostra macchina e si rende necessario metterne uno nuovo , una parte del costo del ricambio potrà esservi addebitato in quanto quello vecchio aveva comunque una determinata anzianità o chilometraggio e installandone uno nuovo la macchina aumenterebbe di valore, oppure se ad esempio la macchina ha una perdita che vi viene riparata in garanzia, vi verranno probabilmente addebitati i costi dei liquidi che sarà necessario aggiungere o sostituire in seguito alla perdita stessa.

    Queste garanzie sono generalmente acquistabili e acquistate dai commercianti, specie quelli che non hanno un’officina propria, ma alcune sono disponibili anche per i privati. Ci sono infatti alcune garanzie che nascono per chi acquista una macchina usata da un altro privato e che quindi non gode di una garanzia sul bene usato, ma può acquistarla entro un certo numero di giorni dal passaggio di proprietà ed essere coperto come se l’avesse acquistata da un venditore professionale.

    In caso di guasti basterà contattare il call center della garanzia, per farsi indicare la più vicina officina convenzionata e risolvere il problema. Ovviamente anche in questi casi i guasti coperti e le eventuali franchigie dipendono dal premio pagato, dalle caratteristiche dell’auto e dal tipo di garanzia sottoscritta: quelle più economiche potrebbero non coprire alcune tipologie di guasti magari molto costosi da riparare o guasti frequenti per il modello, coprendo magari esclusivamente interventi rari per il modello e/o poco costosi da riparare.

    Alcune garanzie per privati fanno ancora di più, possono coprire un veicolo già in vostro possesso, magari al termine della garanzia del costruttore o del venditore permettendovi di pagare una sorta di canone mensile che vi permetta di essere coperti dai guasti più comuni senza dover sostenere spese importanti quando si entra dal meccanico, insomma una sorta di netflix dell’autoriparazione: con una spesa di 40/50 euro al mese sono sicuro che se entro dal meccanico per una riparazione e il conto è bello salato , non saranno problemi miei ma della garanzia, un po’ come succede per alcune assicurazioni sanitarie.

    Ovviamente ciò che è compreso dipende dalla società e dal tipo di garanzia offerta, anche in questi casi ci sono pacchetti che coprono di più o di meno a seconda del premio pagato, ma anche del chilometraggio, dell’età o delle caratteristiche dell’auto. Alcune possono avere una franchigia per certe tipologie di interventi , ad esempio se c’è da cambiare una turbina da 3.000 euro magari me ne addebitano 250, mentre non mi chiederanno nulla se c’è da cambiare una cinghia o una guarnizione.

    Certe società possono vincolare l’attivazione della garanzia a un tagliando e/o a un controllo preventivo per evitare di dover pagare per guasti pregressi , o non accettare automobili con un certo chilometraggio , con una certa anzianità o di un particolare modello, proprio perché un eventuale intervento importante sarebbe più probabile o costoso.

    Ma queste garanzie possono convenire? Diciamo che è una scommessa, da utente comune difficilmente possiamo sapere se la nostra macchina si romperà e quanto spenderemo per la riparazione da qui a 2 o 5 anni, ma si sa che ci sono macchine più o meno affidabili e che comunque quando la macchina inizia ad avere una certa età le possibilità che richieda un intervento importante del meccanico, o magari una sfilza di piccole riparazioni si fanno concrete, e il non dover aver la preoccupazione di dover cacciare magari un migliaio di euro imprevisti per una riparazione potrebbe valerne la candela.

    Poi non sappiamo se per la legge di Murphy si rompe proprio quel pezzo che non era coperto dalla garanzia, ma tendenzialmente il gioco può valerne la candela , ovviamente a seconda del premio richiesto, soprattutto se la macchina sta invecchiando quindi con almeno 5/7 primavere alle spalle, se si tratta di un modello non particolarmente affidabile o se l’abbiamo acquistata usata e non siamo sicuri di come sia stata trattata dal precedente proprietario.

    Voi conoscevate queste garanzie? Ne avete una? Vi siete trovati particolarmente bene o male? Fatecelo sapere nei commenti.

  • Chi paga l’ecologismo?

    Chi paga l’ecologismo?

    Parliamo di ambientalismo e dell’effetto che l’inseguire ambiente ed ecologia ha ed avrà sui nostri portafogli. E’ notizia recente che a partire da Ottobre le bollette dell’energia elettrica e del gas aumenteranno del 40% in media dopo che hanno già subito importanti aumenti nel corso dell’anno già parzialmente calmierati dal governo: il problema di fondo è la motivazione per quei questi aumenti ci sono stati, e che in altri paesi europei come la Spagna questi aumenti sono stati ancora più importanti.

    No , la motivazione principale di questa stangata non è il costo della materia prima nonostante qualcuno ce lo voglia far credere, o almeno non lo è direttamente. Seppure il costo della materia prima sia leggermente aumentato, purtroppo questo cuba ben poco sui prezzi, visto che la gran parte di ciò che paghiamo per l’energia sono tasse ed accise. Il problema principale infatti viene dall’Europa e da una tassazione sempre più stringente delle energie non rinnovabili: in pratica chi produce energia da fonti non rinnovabili, ma c’è qualcosa di simile anche nel mondo delle automobili , deve pagare una sorta di diritto di inquinare che cuba pesantemente sul fatturato dei produttori che emettono CO2 e che con le normative europee sempre più stringenti  ovviamente si riverbera sul prezzo che è costretto ad aumentare in maniera veramente pesante.

    Per evitare di pagare questi diritti di inquinamento, se non dovessero cambiare le leggi si dovranno aumentare le fonti pulite di approvvigionamento dell’energia quindi eolico e fotovoltaico che sono sicuramente meno efficienti di altre soluzioni più inquinanti e che generalmente sono rese convenienti solo dagli incentivi che paghiamo in bolletta, ma non potendo aumentare più di tanto queste energie, l’unica soluzione per avere energia pulita in quantità sarà il nucleare, che già avevamo ma che l’Italia ha dismesso a causa di un referendum e che potrebbe tornare in voga, anche se per questioni logistiche non in tempi rapidi.

    Se poi è vero che i governi nazionali stanno cercando di metterci una pezza calmierando per quanto possibile i prezzi, i soldi che serviranno allo scopo arriveranno da altre tasse o da una minore erogazione di servizi pubblici, quindi in qualsiasi modo siamo sempre noi consumatori che paghiamo in un modo o in un altro il conto dell’ecologismo , anche se magari non vorremmo farlo.

    Soprattutto con una stangata del genere, anche il consumatore più ecologista non penso sia felice di pagare aumenti di questa portata, anche perché probabilmente nessuno li ha chiesti, e non sono probabilmente necessari: ridurre la CO2 non è detto che risolva i nostri problemi ecologici, ma ce ne crea sicuramente di economici, a maggior ragione se questa lotta all’inquinamento resta confinata all’Europa: in un mondo globalizzato se Cina o Stati Uniti hanno dei limiti all’inquinamento meno stringenti dei nostri, potranno avere dei prezzi più competitivi a discapito delle produzioni europee.

    Senza contare che colpire l’energia si ripercuote a ruota su tutte le produzioni, sulle materie prime che già stanno aumentando per altre ragioni, sul trasporto, sui servizi, etc. siamo proprio sicuri di volerci dare la zappa sui piedi nella migliore delle ipotesi per perseguire un ideale, o nella più realistica a mio modo di vedere per fare un po di greenwashing ed apparire belli e puliti all’opinione pubblica tanto il conto lo paga qualcun altro?

    Il problema è che con queste mosse si crea inflazione e si perde di competitività senza risolvere i problemi: se un prodotto costa sensibilmente meno verrà sempre preferito a quello più costoso anche se è più ecologico, il surplus da pagare per un un prodotto ecologico per essere sostenibile deve essere minimo altrimenti si continuerà a comprare il prodotto inquinante ma meno caro, e alla lunga si inquina di più e probabilmente il produttore europeo verde in assenza di vendite sarà costretto a chiudere, quindi oltre il danno la beffa. Ha senso tutto questo?

    Non sarà meglio invece di tassare chi inquina cercare di ridurre l’inquinamento efficientando i prodotti, allungandone la vita per evitare di produrre e smaltirne di nuovi, agevolando il ricambio solo di prodotti effettivamente troppo inquinanti, incentivando le riparazioni in luogo delle sostituzioni?

    Se un nuovo prodotto consuma poco meno del vecchio vale la pena incentivarne la sostituzione considerando l’inquinamento della produzione di uno nuovo e lo smaltimento del vecchio o è meglio incentivarne la riparazione? Forse avrebbe senso sostituirlo solo se consumasse meno della metà ma spesso col marketing si fa credere il contrario pur di vendere un pezzo in più…

    Voi cosa ne pensate di questi aumenti? Li ritenete un male necessario?

  • Dobbiamo davvero cambiare la TV?

    Dobbiamo davvero cambiare la TV?

    Sicuramente avrete sentito parlare dei cambiamenti al sistema di trasmissione della tv che secondo alcuni implica il cambio dei televisori o quantomeno di dotarsi di un decoder esterno per poter continuare a vedere la tv, ma è proprio cosi?

    Sicuramente quello che è certo è che alcune frequenze attualmente utilizzate dalle televisioni sono state cedute agli operatori telefonici per il 5G , quindi a metà 2022 quando queste frequenze saranno consegnate agli operatori 5G che le hanno acquistate le televisioni avranno meno spazio, concedetemi il termine, per trasmettere i loro canali.

    La soluzione quindi è o di ridurre i canali trasmessi o di usare dei sistemi più efficienti in modo che nello stesso “spazio” possano starci più canali, e si sono individuati due sistemi, uno è meno efficace quindi costringerà ad una riduzione della qualità delle trasmissioni a parità di numero di canali tv, ma ha il vantaggio che è lo stesso sistema che già adesso utilizzano i canali HD, quelli dal 500 in poi , e che quindi la maggior parte dei televisori nelle nostre case è già compatibile e si potrà continuare a vedere la tv senza dover comprare nulla, ma dovendo giusto fare una risintonizzazione dei canali, mentre l’altro sistema più efficace permette di ottenere maggiore qualità a parità di canali ma essendo una tecnologia più recente e più complessa è necessario che anche il televisore sia particolarmente recente, altrimenti servirà effettivamente cambiare tv o dotarsi di un decoder esterno.

    L’idea all’inizio era quella di partire con il sistema meno efficiente ma più diffuso, MPEG4,  già qualche anno fa, per poi passare definitivamente a quello più moderno ed efficiente (DVB-T2 HEVC Main10) in modo che nelle case si avesse il tempo di sostituire i televisori e trovarsi pronti per l’estate 2022 quando gli operatori 5G prenderanno possesso delle frequenze, ma siamo in italia e si è passati da un rinvio all’altro senza applicare il piano previsto e quindi dato che nelle nostre case i televisori compatibili col sistema più moderno sono ancora molto pochi ci si è trovato sotto data a dover applicare una soluzione all’italiana: si passerà in fretta e furia al sistema meno efficiente dal 2021, paradossalmente riducendo la qualità dei canali TV anziché migliorarla per passare al sistema più moderno dal 2023, anche se a questo punto non è escluso che per il DVB-T2 ci possano essere ulteriori slittamenti.

    Cosa succederà quindi? A partire dal 20 Ottobre 2021 i canali tematici passeranno all’MPEG4 lasciando provvisoriamente con l’attuale sistema solo i canali generalisti (Rai 1/2/3, etc.), che a loro volta passeranno ad MPEG4 a tra novembre 2021 e maggio 2022 a seconda della regione di appartenenza. Ad ognuno di questi passaggi sarà necessario risintonizzare il televisore, ma se il televisore è in grado di visualizzare i canali HD non ci sarà bisogno di cambiarlo o di comprare un decoder. In questo caso solo dal 2023, salvo ulteriori proroghe, avremo la necessità di dotarci di un nuovo tv o decoder.

    Solo se il nostro televisore non visualizza i canali HD, generalmente si tratta di apparecchi molto vecchi, soprattutto di fascia economica come i classici piccoli tv che si usano nelle cucine o nelle camere da letto, abbiamo effettivamente la necessità di trovare velocemente una soluzione al problema, altrimenti non c’è fretta.

    Fortunatamente sono stati introdotti dei bonus statali per l’acquisto o la sostituzione di decoder o TV, ce ne sono di due tipi: uno da 30 euro legato all’ISEE per redditi fino ai 20.000 euro, e uno slegato all’ISEE ma vincolato alla rottamazione di un vecchio TV che copre il 20% della spesa sino a un massimo di 100 euro.

    I due bonus sono eventualmente cumulabili, ma possono essere utilizzati una sola volta per nucleo familiare e si deve essere in regola col pagamento del canone TV, e andrà compilato un apposito modulo da consegnare al rivenditore. C’è anche da specificare che i bonus sono disponibili fino ad esaurimento dei fondi, quindi se se ne vuole usufruire è bene affrettarsi sia per non rischiare di trovarsi scoperti dal bonus, ma anche perché a causa del covid la disponibilità di prodotti elettronici scarseggia e di conseguenza anche i prezzi dei televisori stanno aumentando.

    Voi eravate al corrente della situazione? Avete già aggiornato i televisori di casa vostra? Fatemelo sapere nei commenti.

  • Come risparmiare sull’abbigliamento

    Come risparmiare sull’abbigliamento

    Parliamo di abbigliamento e di come fare per risparmiare nell’acquisto, tralasciando le app per la compravendita di abbigliamento usato , come Vinted, che possono essere comunque una soluzione per permettersi un capo di marca al prezzo di uno economico, pur accontentandosi di vestire una collezione precedente, e soprattutto usata, la soluzione dipende dal periodo dell’anno e dalla vostra taglia.

    Diciamo il periodo perché generalmente i saldi sono un’occasione ghiotta per risparmiare, ma solo se si ha la cortezza di seguire qualche accorgimento come quello di fare una visita preventiva nei negozi qualche giorno prima dell’inizio delle svendite sia per adocchiare qualche capo e nel caso fiondarsi all’apertura, cosa da fare a prescindere se si ha una taglia comune o se si è puntato un prodotto molto richiesto per evitare di rimanere a bocca asciutta, sia per approfittare di qualche operazione di pre saldi, generalmente riservata alla clientela più fedele del negozio, oltre a verificare che lo sconto in saldi sia reale, evitando il famoso trucchetto di aumentare il prezzo il giorno prima dei saldi in modo da vendere con lo sconto allo stesso prezzo praticato prima delle svendite o facendo credere al cliente che si stia applicando uno sconto ben superiore di quello effettivo per invogliarlo all’acquisto

    Se invece avete una taglia un po fuori misura , molto piccola o molto grande evitate di acquistare i primi giorni dei saldi, se le taglie più comuni e i prodotti più richiesti finiranno in fretta, quelli delle taglie meno comuni probabilmente rimarranno invenduti e saranno soggetti ad ulteriori ribassi, quindi tentare l’acquisto uno o due settimane dopo l’inizio dei saldi può essere una mossa azzeccata per il portafoglio.

    E chi ha una taglia fuori misura è fortunato anche fuori saldi, magari ha più difficolta nel trovare scelta nei negozi normali che evitano di ordinare taglie che rischiano di non vendere ma riesce a trovare più scelta o maggiori sconti negli outlet, fortuna condivisa da chi veste la taglia del campionario, i cui capi si trovano spesso a prezzi stracciati negli outlet dopo aver fatto il giro dei negozi nel bagagliaio dei rappresentanti.

    L’alternativa è acquistare su internet, sia dai siti di vendite private che periodicamente svendono per pochi giorni i prodotti di una determinata marca, che da siti di e-commerce specializzati in abbigliamento sia generalista che sportivo, allargando magari il radar a siti di altri paesi europei, ma sempre facendo attenzione che il venditore sia affidabile, che consenta un eventuale reso senza troppi problemi o spese e che soprattutto venda prodotti originali e di qualità.

    Inoltre anche siti meno specializzati, come Amazon spesso hanno offerte particolari sull’abbigliamento, e spesso applicano sconti, a parità di articolo, solo su una determinata taglia e/o colore, se si ha la fortuna di azzeccare la combinazione, si riescono a fare affari importanti, spesso con sconti superiori di quelli che si possono trovare nei saldi, per questo il consiglio è di aiutarsi con i comparatori di prezzo, inserendo nei parametri di ricerca oltre al modello desiderato anche la taglia, e magari impostando un’alert quando il prezzo scende sotto una certa soglia.

    Un altro consiglio è iscriversi alle newsletter sia di brand di abbigliamento che di negozi online, spesso fanno eventi speciali di breve durata , magari per qualche anniversario o in occasione di qualche festività, con sconti particolari su determinati modelli, cliccando prima che si esauriscano le scorte rischiate di portarvi a casa dei prodotti a prezzi interessanti anche nel bel mezzo della stagione

    Insomma i trucchi per evitare di pagare a prezzo pieno sono tanti, e con un po’ di accortezza si può portare a casa un prodotto di marca a prezzi più leggeri di quelli di listino, specie se non si tratta di un prodotto particolarmente richiesto.

    Voi conoscevate questi trucchi? Ne avete degli altri da suggerire? Scriveteli nei commenti, cosi come se avete dei dubbi, delle osservazioni o delle domande.