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  • Scegliere un orologio da polso

    Scegliere un orologio da polso

    Oggi parliamo di orologi da polso, ma cosa dobbiamo sapere quando vogliamo comprarne uno? Sicuramente oggi l’orologio non è più uno strumento che serve a dirci che ore sono, dato che basta spostare lo sguardo per vedere l’ora corrente su qualche display, dal telefono che abbiamo in tasca, al televisore o al primo apparecchio che abbiamo in casa, all’insegna del negozio di fronte.

    Un orologio lo si compra per altro: per moda o per vezzo personale, come status symbol, per investimento o magari per poter leggere le notifiche del telefono al polso se si tratta di uno smartwatch.

    La scelta quindi va fatta in funzione di quello per cui l’orologio ci occorre: se ci serve un muletto da utilizzare per sapere l’ora durante dei lavori manuali serve che sia resistente e non costi una fortuna dato che potrebbe facilmente prendere un colpo e rovinarsi: i classici orologi digitali al quarzo sono sicuramente una soluzione, ma anche qualche modello analogico fatto per resistere, magari quelli di ispirazione militare può andare bene ed essere usato anche ad un’uscita con gli amici senza costringerci a cambiarlo a seconda delle occasioni.

    Se ci serve per monitorare un’attività sportiva specifica, esistono invece degli orologi specializzati per la corsa, per il trekking, per il nuoto, per la montagna, per le escursioni, per le immersioni, etc. che sono dei mini computer da portare al polso, con funzioni speciali che variano a seconda dell’attività e che a volte diventano degli strumenti salvavita. Generalmente hanno costi non trascurabili e sono poco utili fuori dal contesto per cui sono stati creati e vanno scelti in funzione della nostra attività e del grado di preparazione.

    Se si vuole un orologio versatile che possa essere usato sia nella vita di tutti i giorni, per andare a lavoro cosi come per una cena meglio un orologio sportivo, magari con bracciale in acciaio, ad esempio sullo stile di quelli da immersione con la ghiera girevole che resta al contempo elegante ma senza essere troppo formale, e ha sempre la possibilità di trasformarsi cambiando il bracciale con un cinturino colorato in gomma, in cuoio o in tela.

    Se invece si pensa di utilizzarlo in occasioni più formali, esistono degli orologi più classici, generalmente più piccoli e sottili, con la cassa anche in materiali preziosi che ben si abbinano ad un abbigliamento elegante o da cerimonia, ma che magari possono stonare con un jeans o una tuta da ginnastica

    Ovviamente ci sono stili diversi per persone diverse ed occasioni diverse, ma questo non vuol dire che si debba avere un unico orologio come avveniva nel passato quando un orologio era una spesa importante, adesso ne esistono di tanti prezzi, in funzione della qualità, della provenienza, della tipologia di movimento, della marca, delle funzionalità etc.

    A livello di movimento esistono due macro categorie, quelli al quarzo e quelli meccanici. Quelli al quarzo hanno al loro interno un circuito elettronico e sono alimentati da una batteria che ogni tanto va sostituita, hanno il vantaggio di essere economici e molto precisi, ma lo svantaggio di essere poco desiderati dai collezionisti in quanto poco esclusivi, anche se prodotti da marchi blasonati e quindi poco appetibili in caso di rivendita con importanti ripercussioni sul loro valore.

    Di contro gli orologi meccanici non avendo una batteria al loro interno richiedono di essere costantemente ricaricati e messi in orario sia quando si fermano al termine della riserva di carica che per la minore precisione, possono essere a carica manuale o automatici, quindi si dovranno caricare ruotando la corona nei manuali o solamente indossandoli grazie al movimento del polso per gli automatici.

    Ci sono tante funzionalità aggiuntive oltre a segnare l’orario, le cosiddette complicazioni, dalle più semplici come il datario o la lancetta dei secondi, a funzionalità più complesse come cronografo, calendario perpetuo o fasi lunari, oltre a meccanismi molto esclusivi come i tourbillon, ovviamente queste complicazioni fanno si che l’orologio abbia un pregio maggiore, che si riversa nei maggiori prezzi, a volte nelle dimensioni e soprattutto nei costi delle manutenzioni periodiche, le cosiddette revisioni che ogni orologio meccanico dovrebbe fare periodicamente per evitare che si guasti o che perda precisione.

    Inoltre vanno considerate le dimensioni dell’orologio in funzione del diametro del nostro polso, se abbiamo un polso possente, potremmo anche permetterci di indossare un orologio di diametro importante senza sfigurare, per contro chi ha un polso più gracile vestirà meglio un orologio di dimensioni più contenute. Ovviamente lo stesso orologio vestirà maniera differente su polsi differenti, ma molto dipende dalla forma dell’orologio: per via della forma delle anse, dello spessore, della presenza di una ghiera, per la tipologia di vetro o per il disegno del quadrante a parità di dimensioni l’effetto al polso di un orologio può cambiare parecchio, e quindi a seconda della sua forma anche un orologio grande può risultare più portabile di uno di dimensioni più contenute.

    Elemento essenziale ai fini del valore di un orologio è la marca che porta sul quadrante, se da una parte ci sono marchi di altri settori come abbigliamento e automobili o marchi di fantasia che  propongono orologi di provenienza asiatica di dubbia qualità, ci sono marchi del passato ormai decaduti che si limitano ad omaggiare al limite del plagio le linee di orologi blasonati , dall’altra parte ci sono i marchi, che da sempre producono e innovano con i loro prodotti, che creano i propri stili e propongono orologi diventati iconici, non necessariamente proposti a prezzi proibitivi, e sono quelli che ha senso comprare e che godono di un loro mercato dell’usato e riescono a mantenere e a volte ad accrescere il proprio valore.  E non parlo delle maison ultra blasonate svizzere, esistono marchi di provenienza europea o giapponese con storia importante, brevetti e invenzioni e un valore intrinseco superiore al loro prezzo di cartellino.

    C’è da dire che il prezzo degli orologi di valore si sta alzando notevolmente negli ultimi tempi, anche perché detenere particolari modelli di determinate maison equivale ad un investimento che si apprezza nel tempo, al punto che a causa dell’elevata richiesta diventa di fatto impossibile poterli acquistare in negozio, costringendo all’acquisto di secondo polso o da rivenditori non ufficiali a prezzi superiori di quelli già proibitivi di listino.

    Ma la regola più importante è che quell’orologio ci deve piacere, lo si deve portare con fierezza perché magari rappresenta la nostra personalità o perché ci ricorda l’occasione per cui lo abbiamo acquistato o una persona cara.

    Voi conoscevate questi aspetti, avete qualche domanda, dubbio o curiosità? Scrivetele nei commenti

  • Stampanti 3d : conviene averne una in casa?

    Stampanti 3d : conviene averne una in casa?

    Oggi parliamo di stampanti 3D e cerchiamo di capire se ha senso comprarne una da avere in casa.
    Innazitutto cosa sono e a cosa servono? Semplificando molto il concetto si tratta di un apparecchio che consente di produrre degli oggetti tridimensionali a partire da un file , per mezzo generalmente di un filamento di materiale plastico che viene scaldato e depositato da un ugello in strati piccolissimi per realizzare il nostro oggetto, in pratica una sorta di stampante che anzichè avere le sole due dimensioni del foglio di carta ne ha una terza che ci permette di realizzare non disegni ma di toccare con mano il risultato del nostro file elaborato al computer.

    Gli usi possono essere molteplici, questo genere di stampanti nascono per la prototipazione rapida, ossia per dare la possibilità a un progettista di poter toccare con mano il suo elaborato e poterlo provare fisicamente nell’ambito di utilizzo e non solo sullo schermo di un computer, ad esempio per sapere se l’ingranaggio che l’ingegnere ha progettato funziona correttamente nel macchinario dove è destinato o se necessità di modifiche, senza doverlo mandare in produzione con il rischio di dover buttare tutto per un errore di progettazione.

    Col tempo queste attrezzature industriali parecchio costose, si parlava di diverse migliaia di euro, si sono semplificate e sono nati modelli sempre più economici con prezzi alla portata di mano non solo di grosse aziende, ma anche per piccoli studi e ora anche per l’uso hobbistico e casalingo, dato che i modelli più economici possono essere portati a casa anche con un centinaio di euro, con prodotti più che validi nella fascia tra i 200 e i 500 euro che riescono a rivaleggiare con modelli di fascia e costo ben superiore con qualche anno alle spalle.

    Ovviamente ci sono enormi differenze tra un modello da 200 euro e uno da migliaia di euro, soprattutto per la precisione di stampa e per le dimensioni massime stampabili , cosi come la possibilità di utilizzare materiali particolari per la stampa che non siano un comune filamento plastico, la possibilità di utilizzare contemporaneamente più ugelli per poter stampare in più colori o materiali sullo stesso oggetto o tecnologie di stampe particolari necessarie per alcune applicazioni industriali, anche se anche quelle più economiche possono essere particolarmente utili.

    Ma cosa ci possiamo fare con una stampante 3D in casa se non siamo degli ingegneri? La prima cosa che viene in mente è potersi costruire un piccolo oggetto personalizzato per delle esigenze specifiche come un piccolo supporto o una placchetta costruito su misura, o per crearsi un pezzo di ricambio per una riparazione magari andato fuori produzione o venduto a prezzi folli consentendoci di evitare di dover buttare il nostro apparecchio di valore perché non si trova un ricambio da pochi spiccioli.

    Ma può essere utile anche in campo ludico, ad esempio nel modellismo per creare statuette, modellini personalizzati o parti di ricambio per droni o macchine telecomandate, per creare degli alloggiamenti per dei circuiti elettronici, cosi come per creare oggetti di arredamento per la casa personalizzati o anche per replicare qualche idea geniale vista su internet.

    Tralaltro non è sempre necessario saper progettare il nostro pezzo, dato che esistono in rete archivi dove poter scaricare gratuitamente o a cifre modiche i progetti più disparati, magari messi a disposizione da una community per risolvere un problema comune, senza dover spendere cifre folli o attendere tempi bibilici con la comodità di poter stampare in casa il nostro oggetto.

    Ovviamente non sono tutte rose e fiori, una stampante 3d casalinga è un’oggetto complesso e non alla portata di tutti dato che richiede manutenzione e calibrazioni, e specie i modelli piu economici vengono venduti in kit da assemblare e senza protezioni: essendo oggetti delicati, che magari non si usano spesso oltre ad occupare un discreto spazio sulla scrivania, si rischia facilmente di danneggiarli se non le si dedica le giuste attenzioni.

    Inoltre va considerato che sono abbastanza ingombranti da tenere in casa, sono lente: va tenuto conto che servono svariate ore per stampare anche un piccolo oggetto , spesso sono rumorose quando in funzione, e questo può essere un problema se pensate di metterla nella camera da letto dato che probabilmente dovete tenerla in funzione anche la notte e che comunque la superficie di stampa è limitata: per i modelli economici mediamente stiamo intorno ai 20 cm di lato, che se in molti casi può essere sufficiente, magari combinando pezzi più piccoli ,a seconda delle necessità potrebbe non bastare.

    C’è anche da dire che è un’oggetto molto affascinante, specie per i più nerd ma passata l’euforia iniziale subito dopo l’acquisto dove magari stamperemo tutti gli oggetti piu strani trovati in rete, il rischio che possa rimanere in un angolo a prendere polvere e che magari si possa rompere senza utilizzarla perchè ci abbiamo poggiato sopra qualcosa, accorgendoci del danno solo dopo mesi quando decidiamo di rimetterla in funzione è alto.

    Fortunatamente c’è la possibilita di stampare in 3d senza avere la stampante in casa tramite dei servizi online a cui mandare il vostri file da stampare e ricevere per posta l’oggetto stampato, spesso a prezzi molto economici, anche se va fatta attenzione alla spesa che a parità di progetto può variare tantissimo a seconda del materiale e della stampante utilizzata, dal laboratorio e dai costi di spedizione: la stampa dello stesso pezzo può costarvi pochi euro da una parte e quanto una stampante casalinga da un altro, anche se esistono dei siti dove caricare il progetto e il vostro indirizzo e vi vengono istantaneamente forniti i preventivi per la stampa e la spedizione di vari laboratori consentendoci risparmi considerevoli.

    Questi servizi online possono essere comodi sia per avvicinarci a questo mondo senza affrontare la spesa dell’acquisto di una stampante che magari non fa al caso nostro, sia perché non sappiamo se ci appassioneremo o se la terremo a prendere polvere, se non abbiamo spazio, se ci serve un pezzo personalizzato solo una tantum o se magari necessitiamo di una lavorazione particolare o di un pezzo di grandi dimensioni non stampabile nelle comuni stampanti casalinghe.

    Ad ogni modo è un mondo molto interessante che può toglierci da certi impicci, può essere un passatempo interessante e anche una buona prospettiva lavorativa, dato che gli esperti in questo settore sono ricercati dalle industrie quindi è facile che quello che nasce come un hobby possa tramutarsi in un lavoro.

    Voi le conoscevate, ne avete una in casa, avete qualche dubbio o suggerimento da dare? Scrivetemelo nei commenti. A presto. Ciao!

  • Comprare per mercatini dell’usato

    Comprare per mercatini dell’usato

    Comprare per mercatini dell’usato può essere un modo per risparmiare, ma è sempre cosi? In realtà generalmente gli affari si fanno in due e difficilmente chi vende non conosce il valore della propria merce, soprattutto se si tratta di un negozio di usato in conto vendita. Magari su una bancarella o sugli annunci di chi deve sbarazzare un garage si può avere il colpo di fortuna e recuperare per una cifra simbolica un prodotto di valore dall’aspetto scalcinato che in realtà ha giusto bisogno di una lucidata, ma purtroppo non è più la regola.

    Diciamo che ormai è più probabile pagare l’articolo ad una cifra vicina al suo valore, magari a seconda dei casi leggermente meno, in altri un po’ più cara, specie se si tratta di prodotti con un certo mercato o di prodotti di una certa rarità.

    Chi vende per lavoro, sia che debba pagare un affitto o anche solo uno stallo del mercatino generalmente sa bene cosa sta vendendo e a chi può vendere: se può sparerà prezzi alti per avere margine di trattativa e spesso venderà a prezzi più alti di quelli che potreste trovare sui siti specializzati in usato, contando sul fatto che non ci sono spese di spedizione e che la consegna è immediata e che magari chi compra non ha sottomano una valutazione puntuale, ragione per la quale dovremmo acquistare solo prodotti usati di cui abbiamo un idea almeno approssimativa del loro valore, per non rischiare di strapagare un pezzo magari carino ma che conviene prendere solo se viene pagato entro certi valori.

    E se il venditore ha un pezzo pregiato per le mani difficilmente finirà nella bancarella di un mercatino, ma cercherà di piazzarla in fiere o siti specializzati: inutile vendere un orologio da collezione in mezzo alle cianfrusaglie di un mercatino delle pulci: il cliente tipo che non ne conosce il valore si aspetta di spendere pochi spiccioli e quindi probabilmente resterà invenduto, col rischio di doverlo svendere se si ha necessità di incassare. Piuttosto lo cederà, magari all’ingrosso a un altro rivenditore specializzato in quel genere di oggetti in modo da massimizzarne il valore e che potrà venderlo nei giusti canali al prezzo più corretto.

    Infatti per gli oggetti da collezione, la memorabilia, l’antiquariato, il vintage, il modellismo o i pezzi di mezzi d’epoca ci sono apposite fiere e mercatini che catalizzano l’attenzione di un pubblico appassionato disposto anche a macinare chilometri e a pagare un biglietto di ingresso e magari pure un extra per trovare un prodotto particolare che difficilmente troverà al mercatino delle pulci.

     E se invece quello che cerchiamo è un prodotto usato recente di buona reperibilità forse è più facile ed economico trovare l’affare tra gli annunci gratuiti, nei marketplace o in siti e app di usato che nelle bancarelle, che a volte rischiano di vendere un prodotto usato a un prezzo superiore del nuovo.

    Questo accade perché escono sempre prodotti nuovi ed aggiornati ed i modelli delle collezioni precedenti che spesso non hanno molto da invidiare a quelli che sostituiscono se non per qualche dettaglio, vengono messi in sconto per esaurire le scorte soprattutto nei siti di e-commerce e nelle grandi catene di negozi, con la possibilità non cosi remota di pagare il nuovo meno dell’usato.

    Inoltre molti rivenditori , penso ad esempio alla sezione Warehouse di Amazon, ma non è l’unico, hanno una sezione outlet dove vendono a prezzi scontati prodotti ricondizionati, provenienti da resi o riparazioni in garanzia, ex esposizione o con qualche piccolo difetto, ma che a conti fatti possono convenire più di un usato e che spesso godono di una garanzia che un prodotto usato comprato da un privato non può avere, specie se non ci viene fornito lo scontrino dell’acquisto, prassi comune quando il venditore è riuscito a comprare il prodotto da nuovo con un forte sconto ma lo rivende valutandolo sul prezzo di listino

    C’è però da dire che quando la merce è in vendita da tanto tempo, o se il mercatino sta per chiudere il venditore potrebbe essere più propenso a fare uno sconto e a calare, magari portando a prezzi più umani un bell’articolo sovraprezzato o consentendoci di fare un affare pagando l’articolo meno del suo valore, soprattutto se si tratta di oggetti difficili da vendere, ingombranti, pesanti o delicati.

    Per contro i prezzi migliori o più ricercati tenderanno a sparire all’apertura del mercatino, se sapete che c’è o ci può essere qualcosa di particolare che state cercando è meglio essere li prima che la compri qualcun’altro prima di voi, magari facendovi avvisare in anticipo dal venditore quando dovesse entrargli un articolo di vostro interesse

    Insomma comprare per mercatini è più un passatempo che un modo per fare affari, ma con un occhio allenato, contrattando un pò e soprattutto conoscendo i valori degli articoli qualche affare lo si può comunque riuscire a portare a casa.

    Voi avete qualche trucco o suggerimento per questo genere di acquisti, qualche dubbio o qualche curiosità? Scrivetelo nei commenti, A presto. Ciao!

  • Conviene tenere fermi i soldi sul conto?

    Conviene tenere fermi i soldi sul conto?

    Oggi vi faccio una domanda alquanto ovvia che avrete sicuramente visto nel titolo, conviene tenere i propri risparmi fermi sul conto in banca? E la risposta è ovviamente no, specie di questi periodi di tassi negativi, dove in pratica le banche pagano per prestare il denaro, ma con l’inflazione in aumento a causa della pandemia.

    Tenere i soldi fermi in banca se è vero che li mette al sicuro da investimenti sbagliati, dato che qualsiasi investimento , anche il più sicuro ha una componente di rischio, e che comunque i soldi  in banca hanno la tutela del fondo interbancario che vi copre fino a 100.000 euro anche in caso di fallimento della banca è pur vero che non solo non vi rendono, ma finiscono per costarvi in canoni, tasse e ora pure in interessi negativi, specie se a seconda delle banche superate una certa soglia di liquidità senza investirli o senza acquistare da loro dei prodotti o servizi che possano remunerare la gestione del conto come mutui o assicurazioni.

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    Alcune banche sono arrivate a chiudere i conti di chi ha troppa liquidità, o ad applicare delle condizioni capestro, ma anche chi non arriva a somme importanti farebbe bene a investire quei soldi quantomeno per evitare che il capitale venga eroso dall’inflazione e dai costi.

    Ma come fare se ci si dovesse trovare in queste situazioni? In teoria si potrebbe spostare parte della cifra in un’altra banca o in un conto deposito, ugualmente tutelato dal fondo interbancario, ma si rischia che i costi raddoppino e che comunque gli interessi non vi vengano pagati o siano talmente bassi da non coprire le spese.

    La vera risposta è che quei soldi vanno investiti in qualche modo, gli strumenti sono tanti, dai più sicuri come le obbligazioni, dalle pensioni integrative ai piani d’accumulo, ai fondi di investimento o alle azioni, passando da una miriade di soluzioni intermedie come gli ETF, a prodotti più particolari come il forex o le criptovalute.

    Ovviamente ogni prodotto ha le sue caratteristiche, i suoi costi, la sua tassazione e spesso richiede una certa competenza per evitare di fare la scelta sbagliata, senza considerare che tendenzialmente gli investimenti più remunerativi sono quelli più rischiosi, dove se le cose per qualche ragione non vanno come preventivato rischiate di perdere parte se non tutto il vostro capitale.

    Ragione per la quale è essenziale differenziare i propri investimenti, di modo che, parafrasando il mondo delle corse, puntando su più cavalli alla volta, anche se non guadagnerete il massimo, avrete le spalle coperte se avete puntato sul cavallo sbagliato.

    Inoltre va anche considerato che chi vi propone l’investimento, spesso la stessa banca o l’ufficio postale dove vi servite abitualmente potrebbe essere in conflitto di interessi, proponendovi delle soluzioni non in base alle vostre reali necessità, ma in base alle migliori commissioni che vengono retrocesse loro dal fondo o dal gestore dell’investimento.

    Se le cifre in ballo fossero considerevoli ci si potrebbe permettere qualcuno che amministri per noi in maniera indipendente i nostri investimenti , li segua e faccia in modo che rendano sempre al meglio, ma se le cifre in ballo sono esigue i costi del gestore non si ripagherebbero, quindi o si è capaci di fare da se , studiando i mercati finanziari e investendoci sopra tempo e denaro, cosa che ci farebbe anche risparmiare ma che lascia totalmente a noi le redini del nostro investimento con il rischio di farsi prendere dal panico o da eccessiva euforia e dilapidare il capitale con una mossa sbagliata, anche se ci si può sempre affidare a dei prodotti che possano offrire un giusto compromesso tra costi, facilità di gestione e rischio.

    Poi come detto la propensione al rischio è un fattore soggettivo, se uno sceglie una linea più prudente, è difficile che ci si vada a perdere dei soldi, ma gli interessi maturati saranno tendenzialmente minori di chi ha scelto una linea più aggressiva ,dove il rischio di poter perdere dei soldi è compensato dal maggiore interesse: soluzione magari adatta a chi un orizzonte temporale più lungo e può permettersi di aspettare per recuperare un investimento, cosi come ci sono investimenti che permettono di disinvestire a piacimento e altri che permettono l’uscita solo in determinate finestre temporali, a meno di pagare penali o rischiare di perdere denaro

    Il prodotto o i prodotti giusti e la strategia dipende dagli obiettivi che ci si pone, se il nostro scopo è poterci permettere tra qualche tempo di comprare una casa di proprietà, faremo degli investimenti diversi da chi vuole proteggere un suo gruzzolo dall’inflazione, tutto sta nel trovare le soluzioni migliori che possano fare alle nostre esigenze, che variano da persona a persona, quello che rimane valido è il fatto che di questi tempi tenendo i soldi fermi si perde del denaro.

    Questo non significa però investire fino all’ultimo euro presente nel conto, è sempre bene tenere da parte una certa quantità di liquidi in modo da poter far fronte ad un’emergenza o una spesa improvvisa: la facciata del condominio, un’incidente, la macchina da cambiare o magari si apre una possibilità inaspettata che richiede un pagamento immediato, e dover attendere dei lungi tempi per disinvestire potrebbe farci saltare l’affare.

    E’ un mondo certamente complesso, dove le truffe o quanto meno i cattivi investimenti possono essere dietro l’angolo specie dietro le sirene di interessi particolarmente invitanti, quindi è bene stare molto attenti a cosa si firma e informarsi bene su cosa si sta sottoscrivendo, i suoi costi, il suo funzionamento e anche la sua tassazione che potrebbe erodere i lauti guadagni che ci aspettavamo.

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    Voi conoscevate questi aspetti, avete qualche dubbio, curiosità o prodotto da segnalare? Fatelo nei commenti. A presto. Ciao!

  • La carenza dei chip fa soffrire il mondo delle automobili

    La carenza dei chip fa soffrire il mondo delle automobili

    Sicuramente avrete sentito parlare della crisi dei chip elettronici che sta mettendo in difficolta la vendita non solo di computer, telefonini e dispositivi elettronici, ma anche tutti i prodotti che necessitano al loro interno di chip e schede elettroniche per funzionare, e tra questi ci sono anche le automobili.

    Il problema è serio, infatti se alla macchina costituita per la maggior parte di componenti meccaniche, manca una centralina non si può avviare e quindi non può essere consegnata, nonostante sia pronta al 95%.

    Qualche casa ha messo in pratica delle soluzioni creative, come consegnare auto senza lo schermo dell’impianto multimediale riservandosi di farlo montare alla concessionaria non appena disponibile, certe altre hanno tolto la possibilità di ordinare determinati accessori come cruscotti digitali, sistemi di assistenza alla guida o fari a led o hanno riservato chip e accessori che ne fanno uso solo ai modelli più costosi, costringendo gli acquirenti a dover spendere di più per acquistare la macchina.

    Ma anche a volersi adattare i tempi di consegna si sono allungati a dismisura, per auto che si trovavano normalmente in pronta consegna o con attesa di pochi giorni si deve ormai aspettare anche 6 mesi, con problemi per chi ha premura di avere un mezzo perché magari deve sostituire un mezzo incidentato o guasto.

    Ma anche la riparazione delle automobili è in difficoltà, i ricambi specie quelli elettronici come centraline e sensori si fa fatica a reperirli sia originali che di concorrenza e se non c’è la possibilità di poter installare un ricambio usato o di rotazione c’è il rischio di dover tenere la macchina ferma anche per mesi in attesa di un ricambio da pochi euro.

    Ma è proprio la produzione nelle fabbriche a soffrire, perché se non è possibile consegnare le macchine per mancanza di componenti è inutile costruirle per lasciarle semi lavorate nei piazzali in attesa dei pezzi mancanti, quindi dove possibile si costruiscono solo su richiesta anziché produrle in anticipo, ma anche così la produzione, per un po’ tutte le case, è fortemente rallentata dovendo chiudere, limitare la produzione o addirittura mettere in cassa integrazione il personale.

    Essendosi allungati a dismisura i tempi di consegna sono ovviamente sparite le macchine in pronta consegna e si fa fatica anche a trovare le chilometri zero che prima della crisi abbondavano nei piazzali con forti sconti. E con questa carenza anche l’usato sta aumentando i suoi prezzi: data l’impossibilità di poter comprare il nuovo è normale che i prezzi lievitino per tutto ciò che può essere disponibile, costringendoci a delle scelte che magari non avremmo mai fatto, come valutare un modello, una marca o una tipologia di macchina che altrimenti non avremmo manco valutato.

    I tempi per acquistare un’auto, ma in realtà vale per tutto ciò che ha un chip al suo interno, sono grami e la soluzione migliore sarebbe quello di procrastinare l’acquisto il più possibile in attesa che il mercato si ristabilizzi, magari riparando il mezzo attuale o posticipando la sostituzione di un mezzo con qualche acciacco.

    Voi eravate al corrente della situazione? Avete qualche curiosità, dubbio, esperienza da raccontare? Scrivetela nei commenti.

  • Sbarazzarsi del Canone RAI 2022

    Sbarazzarsi del Canone RAI 2022

    Col nuovo anno si dovrà ripagare una tassa piuttosto antipatica, quella sul possesso degli apparecchi radio televisivi, comunemente chiamato canone Rai, e anche per quest’anno lo si dovrà pagare nella bolletta elettrica spalmato in 10 rate da 9 euro come avviene già da qualche anno, la novità è che parrebbe che a causa di una richiesta della comunità europea questo sarà, a meno di proroghe l’ultimo anno per cui lo si dovrà pagare sulla bolletta elettrica.

    Questa soluzione ha permesso di contrastare l’evasione del canone consentendo di ridurre l’importo ed evitando di doverci recare alle poste per il pagamento. Purtroppo cosa accadrà dal 2023 non è dato sapere, se il pagamento dovrà essere fatto con bollettino postale come si faceva fino al 2015 o con F24 come deve fare attualmente chi non è titolare di utenza elettrica ma è comunque tenuto a pagare il canone, ne se l’importo aumenterà e se come è stato paventato verrà richiesto di pagarlo non solo a chi ha un apparecchio televisivo in casa ma anche a chi possiede uno smartphone o un computer in quanto in grado di vedere le trasmissioni televisive tramite siti o app.

    Allo stato attuale il non possedere un apparecchio televisivo, o averne uno non più adatto alla ricezione del segnale tv perché magari non compatibile col nuovo digitale terrestre è motivo di esenzione dal canone, quindi in questi casi basterà mandare ogni anno entro il 31 gennaio per raccomandata o via pec un’apposita autodichiarazione dove si attesta di non possedere nessun apparecchio adatto alla ricezione del segnale televisivo per essere esentati dal pagamento, e nel caso è pure possibile richiedere il rimborso di cifre pagate qualora il mancato possesso, o altra causa di esenzione come per gli anziani a basso reddito o per i diplomatici stranieri, avvenisse nel corso dell’anno.

    Quello che non è più possibile invece è il suggellamento del televisore, cioè la disattivazione del televisore ad opera della guardia di finanza, che lo sigillava dentro un sacco di juta permettendo di avere l’esenzione dal canone rai senza doversi disfare dell’apparecchio.

    Ovviamente se è pur vero che sarà difficile che si venga controllati, firmare un’autodichiarazione falsa è un reato penale: il gioco non vale la pena per risparmiare 90 euro all’anno: meglio a quel punto sbarazzarsi del televisore o se proprio la si vuole fare sporca intestare l’abbonamento elettrico della nostra abitazione a un familiare che già paga il canone e che quindi non è tenuto a pagare un secondo abbonamento in quanto seconda casa. In tal caso staremo evadendo il canone, dato che in quel caso dovremmo pagarlo tramite F24, ma senza dichiarare il falso.

    Certo vista la qualità del servizio pubblico, la voglia di non pagare il canone è tanta, ma contrariamente dal nome con cui si è solito chiamarlo, è pur sempre una tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo e non un abbonamento ad una pay tv  che possiamo disdire a piacimento e le tasse volenti o nolenti vanno pagate.

    Quello che è da sapere è che esistono dei rari casi per i quali non deve essere pagato, o per cui esistono delle eccezioni, cosi come esistono dei canoni speciali dovuti da aziende o strutture ricettive come alberghi o ristoranti che sono tenuti a pagare un canone più alto di quello pagato da un comune cittadino qualora abbiano un televisore in azienda.

    Quindi per quest’anno se ci siamo sbarazzati del televisore siamo ancora in tempo a chiedere l’esenzione, in attesa di capire cosa succederà nel 2023 quando effettivamente molti televisori a causa del nuovo digitale terrestre non saranno effettivamente più in grado di ricevere le trasmissioni, e magari se non si hanno altri tv compatibili o decoder diventerà l’occasione per sbarazzarsi definitivamente del canone.
    Voi ne eravate al corrente? Avete mandato la disdetta del canone rai? Avete qualche dubbio, curiosità o suggerimento? Scrivecelo nei commenti.

  • Assicurare la nostra automobile

    Assicurare la nostra automobile

    Come ogni automobilista sa o dovrebbe sapere, assicurare la propria autovettura è una delle voci più importanti dei costi di gestione, quindi scegliere con cura l’assicurazione può farci risparmiare somme considerevoli.

    Quello che c’è da sapere è che il premio che noi paghiamo dipende dalle garanzie che richiediamo e questo fa la differenza: un’assicurazione che ci costa qualche euro in meno ci da magari molte meno coperture, quindi non è sempre detto che scegliere il prezzo più basso sia la scelta migliore in assoluto.

    Infatti c’è una voce obbligatoria per legge che è la responsabilità civile o RCA che copre i danni che possiamo causare con la nostra auto se ad esempio investiamo un pedone o causiamo un’incidente, questa assicurazione paga sino a un certo massimale, generalmente di alcuni milioni di euro, che se anche sembrano tanti potrebbero non esserlo se nel nostro incidente provocassimo la morte di una persona molto ricca o distruggessimo un edificio.

    Ovviamente c’è un massimale minimo imposto per legge, e c’è la possibilità aggiungendo qualcosa al nostro premio di aumentarlo in modo da essere più sicuri in caso di incidente, in pratica più paghiamo e più siamo coperti. Aumentarlo ovviamente dipende da noi: possiamo decidere di risparmiare qualcosa restando col minimo indispensabile o dormire sonni tranquilli più spendendo un po’ di più.

    E lo stesso principio lo si applica alle garanzie aggiuntive, che invece sono facoltative come ad esempio il furto-incendio, ma ce ne sono tante altre, che possiamo richiedere oltre alla RCA obbligatoria, se magari abbiamo paura che ci possano danneggiare la macchina, o che ci possa lasciare per strada a causa di un guasto, o se vogliamo essere risarciti anche se la colpa è la nostra o se vogliamo avere le spese legali pagate nel caso serva andare in causa, etc.

    E anche queste garanzie hanno premi differenziati in base ai massimali, cioè la massima cifra che pagherà l’assicurazione in caso di sinistro e alle franchigie, cioè la parte di spesa non coperta dall’assicurazione, ad esempio se assicuriamo i cristalli con una franchigia di 250 euro, se il danno fosse di 100 lo pagheremo noi, se fosse di 350 pagheremo noi 250 e i restanti 100 l’assicurazione.

    Tendenzialmente pagando premi maggiori sarà possibile ridurre o eliminare queste franchigie cosi come variare i massimali, ed è qui che bisogna stare attenti quando si confrontano i preventivi: lo si deve fare a parità di condizioni, perché ovviamente se l’assicurazione copre di meno i prezzi saranno più bassi.

    Attenzione anche al fatto che alcune assicurazioni non consentono di attivare alcune garanzie, o lo fanno solo in determinate condizioni, specie per le coperture più rischiose per la compagnia come gli atti vandalici o per il furto che talvolta vengono fornite solo se la macchina è nuova o solo se si aveva già quella garanzia in precedenza, o vincolate all’attivazione di altre garanzie come ad esempio la copertura dei cristalli o degli eventi atmosferici vincolata al furto-incendio. Questo ovviamente rende più difficile confrontare due preventivi, dato che ogni compagnia ha le sue regole e spesso non si riesce ad avere un preventivo perfettamente identico per il confronto o non si possono avere tutte le coperture che desideriamo con quella particolare compagnia.

    Va anche aggiunto che spesso le compagnie hanno delle regole particolari, dato che coprono solo alcune situazioni e non tutto ciò che il loro nome lascerebbe intendere, quindi anche la copertura da una compagnia ad un’altra potrebbe essere parecchio differente e questo può giustificare la differenza di prezzo .

    Ad esempio il furto-incendio, dove l’assicurazione ci risarcirà se la nostra auto ci venisse rubata o andasse a fuoco per molte compagnie non copre, a meno di pagare un’extra sempre se disponibile, se il sinistro avviene in un’area privata come il nostro garage o il cortile condominiale, oppure se l’incendio scaturisce dalla macchina parcheggiata affianco o perché deriva da un atto vandalico, se la compagnia estende la copertura anche a questi casi probabilmente si farà pagare di più.

    Ovviamente va verificato con cura, specie se il premio sembra particolarmente basso, cosa copre la garanzia, perché potremmo pentirci della scelta al momento del bisogno e li nascono i dolori: ad esempio abbiamo scelto l’assicurazione perché quella garanzia ci costava la metà, poi magari ci aprono la macchina per rubarci lo stereo e l’assicurazione non paga perché copre solo il furto dell’intera macchina e non delle singole componenti.

    Quindi va fatta particolare attenzione nel confronto, capendo che generalmente più si paga e più si è coperti e spesso le compagnie giocano sulle proprie regole per differenziare i propri prezzi, sta a noi capire che garanzie effettivamente ci interessano e di cosa si può fare a meno.

    Ovviamente anche la presenza e l’assistenza di un’agente fisico anziché di un call center o un sito web in caso di necessita ha un suo costo e sta noi valutare, al pari delle varie garanzie, se ci serve o se possiamo farne a meno: tagliando su garanzie inutili e magari cucendoci su misura solo le garanzie che ci servono possiamo risparmiare anzichè prendere un pacchetto pre-esistente.

    Voi conoscevate questi aspetti? Avete altre dritte da segnalare, oppure dei dubbi o delle curiosità? Scriveteli nei commenti!

  • I Macintosh adesso convengono?

    I Macintosh adesso convengono?

    Parlando di computer forse uno degli assunti più classici è che i Macintosh, i computer della Apple siano costosi e poco versatili, utili solo a chi fa alcuni lavori o a chi vuole fare scena con un prodotto sicuramente di bell’aspetto ma più caro del dovuto, ma è davvero cosi?

    C’è da dire che è vero che i Mac generalmente siano sempre stati cari, e spesso a parità di prezzo meno potenti delle controparti Windows o Linux, che sicuramente consentono maggiore versatilità con prezzi di attacco più bassi.

    Il problema è che il mondo dei computer sta cambiando, un po’ perché la penuria di componenti elettronici conseguenza del covid sta rendendo più costoso il mondo dell’informatica, e questo rende meno competitivi quei computer di basso prezzo, la cui produzione per via dei minori margini è stata rallentata.

    Inoltre alcune componenti, come le schede video per via della domanda alle stelle sono state per mesi irreperibili o quando andava bene vendute a prezzi folli , anche a 3 / 4 volte il loro prezzo di listino facendo lievitare parecchio il costo del computer, anche perchè si tratta di un componente a cui non si può fare a meno.

    Va anche aggiunto che anche prima della pandemia, i computer di qualità si pagavano cari: se uno cercava il prodotto di design o di peso contenuto o con caratteristiche tecniche importanti doveva comunque mettere a budget cifre importanti e in quel caso il gap con le macchine Apple si riduceva facilmente.

    Mentre dove il gap è sempre stato importante è nella fascia bassa del mercato: se non si avevano esigenze particolari, già con 400 euro si portava tranquillamente un computer Windows base sufficientemente potente per uso di ufficio o casalingo, mentre in casa Apple per qualcosa di base, seppur più curato, ne servivano comunque quasi 1000.

    Ora che i pc si trovano con minore disponibilità o a prezzi superiori e che i mac sono molto più potenti di un tempo questo gap si è assottigliato, e complice una maggior disponibilità potrebbe far cadere l’ago della bilancia su un mac, anche considerando un maggior valore residuo dell’usato rispetto a un PC

    Ma perché i Mac hanno recuperato competitività, arrivando in alcuni ambiti a raggiungere o a superare i PC? La risposta è che Apple ha deciso di cambiare architettura dei suoi processori, passando da quelli Intel che nel tempo avevano perso smalto anche in ambito PC, dove spesso venivano surclassati dal concorrente AMD, ad una soluzione proprietaria mutuata dal mondo mobile.

    In pratica dato che Apple già si faceva in casa i processori per i propri iPhone e iPad è riuscita ad adattarli anche per i propri computer, mantenendo prestazioni interessanti, tra l’altro con dei consumi molto ridotti, e dei costi più bassi perché integra al suo interno tanti componenti che avrebbe dovuto reperire sul mercato, e proprio in un momento di penuria delle disponibilità.

    In pratica Apple è riuscita ad avere il prodotto giusto nel momento giusto, e soprattutto con delle prestazioni veramente interessanti, e questo ha permesso di fare dei computer che già nelle linee più economiche hanno potenza da vendere consentendo di avere dei computer di prestazioni più che adeguate a un prezzo che a parità di prestazioni finisce per essere competitivo col mondo PC.

    E l’altra grande novità è che la maggiore potenza dei nuovi processori Apple Silicon ha permesso di fare uscire delle linee professionali molto ben carrozzate con prezzi e consumi, non bassissimi in assoluto, ma veramente interessanti per chi lavora nel mondo della creatività, riportando in casa una clientela storica che aveva in parte abbandonato la casa della mela.

    Ovviamente non sono tutte rose e fiori, scordatevi comunque il computer a 400 euro ma soprattutto la stessa versatilità del PC soprattutto ora che con la nuova architettura non è più possibile far girare windows in maniera nativa, quindi certi programmi con un mac non li potrete far girare: parlo soprattutto di programmi aziendali, magari creati ad hoc e di giochi che molto difficilmente saranno compatibili.

    Piuttosto parlando di versioni base qualche fesseria di troppo Apple continua a farla castrando volutamente alcuni dei modelli più economici (togliendo la porta ethernet, rallentando il processore con una dissipazione meno efficiente, mettendo alimentatori non sufficientemente potenti o dotando i computer di una quantità di memoria veramente risicata) per costringerci a degli update che purtroppo con la nuova architettura vanno richiesti in fabbrica ai folli prezzi di listino Apple e non più come si poteva fare in precedenza con componenti di concorrenza, pertanto bisogna fare maggiore attenzione in fase d’ordine alle caratteristiche del computer, perchè anche un semplice aumento della ram non è più possibile in un secondo momento.

    Vanno quindi scelti con cura i modelli, magari valutando di passare al modello intermedio o richiedendo degli upgrade mirati, ad esempio sulla ram, al limite risparmiando su altre caratteristiche vendute a prezzi folli come il disco che al limite può essere messo esterno, seppur più lento di quello integrato. Ad ogni modo il macintosh si è saputo rinnovare, e seppur non adatto a tutti riesce a diventare una scelta interessante e anche conveniente per molti.

    Voi ne avete uno o pensate di comprarlo? Scrivetelo nel commenti cosi come se avete dei dubbi o delle curiosità!

  • Come risparmiare coi nostri acquisti quotidiani

    Come risparmiare coi nostri acquisti quotidiani

    Coi prezzi in aumento a causa degli effetti della pandemia e delle norme ambientali riuscire a risparmiare qualcosa nei nostri acquisti diventa essenziale per compensare i rincari.

    Vediamo come grattare qualche euro per degli acquisti che avremmo comunque fatto.

    Un’idea semplice può essere quella di iscriverci ai programma fedeltà delle varie catene di negozi e supermercati: usando la tesserina del negozio prima dell’acquisto si ottengono sconti speciali riservati ai titolari, spesso si ottengono in anteprima le offerte o dei buoni sconto speciali, oltre a partecipare a delle raccolte punti che possono essere interessanti se si fa spesa sempre in quel negozio e meno se si vanno a inseguire le offerte comprando da chi di volta in volta fa il prezzo migliore.

    Sempre in tema di iscrizioni è bene verificare che in qualità di iscritto ad un ente, un club, un’associazione o magari anche ad una semplice newsletter che non ci siano delle convenzioni o dei buoni sconto da scaricare o ricevere per mail per l’acquisto di determinati prodotti o da determinati negozi. A volte con questo sistema si riescono ad avere sconti anche su boutique monomarca, per prodotti continuativi, di lusso o a prezzo fisso o che solitamente non vengono scontati, specie se sono affini all’ente al quale siete iscritto ma anche su automobili, assicurazioni, viaggi, etc.

    Un’altra idea è quella dei codici sconto, che se un tempo erano quelli cartacei da ritagliare su giornali, volantini o nelle confezioni di altri prodotti della stessa casa e consegnare in cassa per ottenere uno sconto sull’acquisto, ora sebbene esistano ancora su carta, si sono digitalizzati e se ne trovano spesso in rete sia per l’acquisto in negozio che sui siti di e-commerce.

    Sono nati infatti decine di siti che, in base alle convenzioni con i più disparati negozi online, danno la possibilità di ottenere sconti passando per i loro link: il sito guadagnerà una piccola commissione sulla vostra spesa e voi avrete uno sconto, degli omaggi o l’accesso a qualche prodotto o iniziativa speciale.

    O ancora lo stesso concetto lo abbiamo con i siti di cashback: dove registrandosi e facendo l’acquisto in determinati negozi online passando per il sito si accumulano punti o crediti da convertire in denaro una volta raggiunta una certa soglia, pagati retrocedendo all’utente una parte delle commissioni che ricevono dal vostro acquisto.

    E qualcosa di simile avviene con influencer e recensori di prodotto, spesso grazie agli accordi con il produttore o un rivenditore in calce all’articolo o al video che parla di un certo prodotto c’è la possibilità di acquistarlo con delle agevolazioni riservate agli iscritti o ai visitatori.

    L’unica accortezza è verificare sempre che però non costi meno altrove: se è vero che si può accedere ad uno sconto presso un certo negozio non è detto che un negozio concorrente possa fare un prezzo finale ancora più basso per lo stesso articolo.

    Per questo un’idea è seguire i vari canali Telegram delle offerte, dove vengono prontamente segnalati con una notifica sullo smartphone offerte speciali, errori di prezzo e ribassi vari in tempo reale, in modo da fare l’acquisto prima che le scorte si esauriscano. Per farlo serve avere installato nel cellulare l’applicazione di messaggistica Telegram, un concorrente di Whatsapp, ricercare ed iscriversi ad uno o più di  questi canali e in caso vi venga segnalata un’offerta per voi interessante portare a termine l’acquisto il prima possibile seguendo il link che vi viene fornito, riuscendo a risparmiare cifre considerevoli, specie quando il sito di turno sbaglia a inserire il prezzo e non vi cancella l’ordine.

    Insomma con un po’ di inventiva, si riesce a risparmiare qualcosa anche in mezzo agli aumenti. Voi conoscevate questi trucchi? Ne avete degli altri? Avete dei dubbi o delle curiosita? Scrivetelo nei commenti!

  • Conviene davvero viaggiare low cost?

    Conviene davvero viaggiare low cost?

    Tutti noi vuoi per svago, per lavoro o per necessità abbiamo ogni tanto necessita di sportarci in aereo ma come fare per risparmiare qualcosa sul prezzo dei biglietti?

    Sicuramente il primo consiglio che viene in mente è quello di rivolgersi ad una compagnia low-cost, in realtà non è sempre il consiglio migliore. E’ vero infatti che i biglietti tendenzialmente costano meno ma solo se rispettano determinate condizioni, al di fuori delle quali si pagano degli extra che potrebbe renderle meno convenienti rispetto ad una compagnia tradizionale, specie in caso di offerte.

    Infatti le low cost tendono ad arrivare in aeroporti secondari, spesso più scomodi o lontani dalla nostra destinazione, e a seconda dei casi questo può farci perdere del tempo prezioso o avere dei costi extra per raggiungere la destinazione finale.

    Anche gli orari dei voli, dovendo massimizzare le rotazioni dell’aereo, potranno essere scomodi costringendoci a delle levatacce o ad arrivare molto tardi, magari quando i collegamenti tra l’aeroporto e la città non sono più operativi e un taxi potrebbe costarci più del biglietto aereo.  

    Ma soprattutto quello che varia tanto è il prezzo a seconda delle date, infatti tendenzialmente acquistare un biglietto con poco anticipo rispetto alla partenza, o in una data molto richiesta come in prossimità delle festività, a meno che il volo non sia particolarmente vuoto, può costarci molto più caro di una compagnia tradizionale, le cui variazioni di prezzo sono generalmente meno rilevanti.

    La compagnia tradizionale tende ad avere un prezzo di partenza più caro che si mantiene abbastanza stabile al netto di qualche offerta, mentre la lowcost tende a fare prezzi differenti a seconda del riempimento dell’aereo: quindi sotto data o quando prevede ampi riempimenti (per esempio in caso di eventi o festività) i prezzi saranno molto alti, specie se non ci sono voli alternativi, mentre in bassa stagione o acquistando i biglietti con molto anticipo si risparmia parecchio.

    Ovviamente acquistando con largo anticipo si perde in flessibilità: tendenzialmente un biglietto scontato non è modificabile, nè nel nome del passeggero nè nella data a meno di pagare delle penali, spesso maggiori del costo stesso del biglietto.

    Ma se si è pagato il biglietto una sciocchezza, meglio rischiare di non utilizzarlo, che comprarlo all’ultimo momento e pagarlo magari 5 o 10 volte tanto

    Altra cosa a cui stare attenti sono gli extra più o meno evitabili richiesti dalle compagnie: se la scelta del posto, l’imbarco prioritario o il servizio bar a bordo si possono anche evitare, magari qualche problema in più ci può essere col bagaglio.

    Infatti molte lowcost richiedono degli extra per imbarcare il bagaglio, consentendo di portare con noi senza costi solo una piccola borsetta di dimensioni molto contenute da tenere sotto il sedile: un trolley da portare come bagaglio a mano o un bagaglio da imbarcare in stiva richiedono dei costi aggiuntivi anche in funzione del loro peso o dimensione, mentre una compagnia tradizionale è tendenzialmente meno rigorosa quanto meno sul bagaglio a bordo, e soprattutto è più difficile che vi chieda di pagare una penale in aeroporto perché avendo comprato qualche souvenir di troppo il peso o la dimensione della vostra valigia supera il limite consentito.

    Altra differenza è quando si acquistano i servizi extra: con una low cost scegliere il posto, il bagaglio aggiuntivo o il check-in in aeroporto può avere un costo differente se lo si richiede nel momento dell’emissione del biglietto o in un secondo momento: soprattutto chiedere un servizio extra il giorno della partenza o magari quando siamo già in aeroporto perchè ci siamo dimenticati di fare il check-in online o perché abbiamo una valigia in più può costarci anche più del doppio della cifra iniziale.

    Un’ulteriore attenzione dobbiamo averla in caso di voli con scalo, cosa che le low cost tendono a non garantire, questo significa che se non c’è un biglietto unico si dovrà ripassare dai controlli di sicurezza e ritirare e ri imbarcare il bagaglio nello scalo intermedio, cosa che richiede tempo e soprattutto che  l’aereo del secondo tratto non ci aspetta se il primo volo fosse in ritardo, pertanto si devono mettere in conto dei margini più ampi con tempi di scalo allungati per evitare di dover rimanere bloccati nella destinazione intermedia, cosa che se ci può essere comoda per il portafoglio, ci può far perdere parecchio tempo.

    Ad ogni modo anche mettendo in conto questi extra più o meno antipatici il costo dovrebbe rimanere conveniente, l’importante è valutare anche il prezzo della compagnia tradizionale, che ci garantisce comunque meno sbattimenti non sempre spendendo di più, magari usando un comparatore di prezzi dei voli per confrontare la spesa, facendo particolare attenzione però a quelli che vendono i biglietti anziché rimandarci sul sito della compagnia per l’acquisto: in alcuni casi potrebbero esserci dei costi di agenzia o i prezzi potrebbero lievitare per problemi di disponibilità in caso di voli affollati

    Alla fine nella scelta è bene informarsi dei costi, delle eventuali limitazioni o penali richieste dalla compagnia e mettere sulla bilancia anche le spese extra o impreviste, come il dover chiamare un taxi se il volo arriva dopo l’ultimo bus per il centro, e non il solo costo vivo del biglietto.

    Voi viaggiate spesso in aereo, avete altri suggerimenti da dare, o avete dubbi o curiosità? Scrivetele nei commenti!